Il mio giretto di venerdì scorso.

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Il mio giretto di venerdì scorso.

Messaggio  benandante il Mar Set 28 2010, 15:14

Venerdì mattina scorso non ho resistito alla tentazione. L'estate non è ancora finita del tutto, c'era ancora un po' di sole e di calore quindi ho approfittato per andare nel mio solito posto "segreto" per camminare un po'.
All'inizio ero ancora in auto con le portiere aperte, anche se mi ero già tolto le scarpe e arrotolato i pantaloni, quando è arrivato un signore a passeggio con un cane. He he, il signore era conciato con degli stivali da caccia, ben attento a non infangarsi (aveva smesso di piovere il giorno prima). Si è fermato per scambiare due chiacchere con me, era molto gentile e disinvolto, però mi sono accorto che ogni tanto buttava l'occhio sui mie piedi, forse un po' incuriosito. Poi mi ha salutato e mi ha augurato buona passeggiata, raccomonadandomi di stare attento al padrone del prato adiacente, perchè se trova estranei nella sua proprietà li minaccia con un coltello! Shocked

Sono partito con solo lo zainetto con dentro 2 sandali minimali per le emergenze, che però non sono serviti. Ho fatto qualche centinaio di metri di prato curato e bello umido (che bello alla mattina appena svegliati! Per iniziare la giornata alla grande!), poi iniziava l'erba un po' più alta col problemino delle lumache rosse. Mi dispiace più che altro ucciderle, ma anche il fatto che la loro bava è incredibilmente appiccicosa sotto i piedi, quindi mi sono visto costretto a camminare guardando dove mettevo ogni passo, e questo mi rallenta anche troppo. Poi inizia un sentiero di boscaioli pieno di spini e segatura, ma ormai ho le suole ben allenate e non mi fanno nulla. Poi si passa sotto un boschetto ombroso col terreno pieno di humus e foglie secche e quel terreno un po' molle e un po' croccante è davvero uno spettacolo ad ogni passaggio. Da lì si passa in un altro prato di erba più grossa, che però era stato tagliato di recente, quindi quasi ad ogni passo si sentono degli steli d'erba più duri che si piantano nelle suole. Ma se si cammina con disonvoltura non fanno male, anzi, sono quasi massaggianti dopo pochi metri. Ogni tanto c'era qualche mucchio fresco e morbido di terra di talpe, ovviamente non resistevo e ci piantavo i piedi dentro e mi ci "aggrappavo", rimanendo così alcuni minuti e fingendo di essere un albero (che pazzo che sono, eh?), assolutamente immobile e iper-rilassato guardavo il panorama per un po', mi veniva anche da chidere gli occhi e restare così per sempre. Ma non sono un albero, sono un essere umano, quindi mi sono risvegliato e ho proseguito la passeggiata.
Si percorre una lunga striscia di prato selvatico lungo un campo di mais, i fili d'erba più alti vanno a solleticare la gamba fino quasi al ginocchio, si incontrano pozzanghere permanenti (è bello passare sul bordo leggermente fangoso) ma anche nidi di api o vespe nel terreno. Non serve fare il giro largo, è sufficiente camminare molto lentamente per evitare di disturbarle e di venire aggrediti.
Dopo si giunge su una strada per trattori, alternata con tratti un po' di terra battuta, un po' di prato e per la maggior parte di ghiaia bianca abbastanza appuntita. Questa strada è un ottimo allenamento per le suole: si può verificare la propria tenacia rimanendo sulla ghiaia, ma in caso di dolore ci si sposta al centro dove c'è prato, il tempo di riposarsi e poi si riprova.
Poi ho fatto un tratto di strada già più fangosa e segnata dalle ruote dei trattori. E' molto piacevole camminare sulle impronte dei trattori, perchè il fango viene compattato ma non troppo, quindi c' quella piacevole sensazione del terreno che si deforma lentamente sotto il mio peso, praticamente un adattamento perfetto del suolo alla forma dei miei piedi. Ogni tanto mi fermavo anche per guardare le impronte che lasciavo.
Poi di nuovo ho percorso una strada di ghiaia all'interno di un bosco, ma stavolta davvero difficile perchè i sassi erano molto grossi e anche taglienti. Qui mi è capitato un episodio simpatico. Stavo camminando come un ubriaco a causa del dolore ai piedi (non avevo strade alternative) e ogni 10 passi mi fermavo a riposare. Però ho incontrato una coppia di turisti di mezza età che raccoglievano frutti nel bosco, con addosso scarpe da trekking. Ho pensato che già a vedermi scalzo chissà cosa pensavano, ma se mi vedevano anche barcollare così era peggio, allora ho raccolto tutta la mia forza e ho camminato il più possibile con decoro e senza mostrare affaticamento, e devo dire che la cosa mi è riuscita facilmente. Come a dire: più si cammina con disinvoltura e meno si sentono i sassi appuintiti, quindi il trucco sta nell'andare più veloci e non più lenti, la stessa cosa che succede sui carboni ardenti. Da parte loro, all'inizio hanno cercato di ignorarmi e di allontanarsi, io ho detto comunque buongiorno, la signora ha risposto educatamente ma ha dato uno sguardo diffidente ai miei piedi, lui invece non mi ha degnato nemmeno di uno sguardo e ha borbottato "'ngiorno" molto malvolentieri. Quando li avevo distanziati sentivo che parlavano tra di loro con tono un po' alterato, ma ormai... Razz
Da lì ho percorso un altra striscia di prato lungo un campo, ma niente di particolare, finchè ho raggiuno un altra strada fangosa dentro un bosco che mi piace moltissimo, dove tocca per forza passare dentro le pozzanghere e dentro i solchi di fango causati dai trattori. Questo pezzo è estremanente massaggiante per i piedi, così rilassante che viene volgia di ripercorrerlo 2-3 volte! Forse è anche un fatto psicologico: non essendoci altri passaggi si è obbligati ad entrare nel fango, perdendo così ogni inibizione e lasciandosi andare completamente, senza porsi troppi problemi del fatto di avere i piedi sporchissimi fino alle caviglie.
Da lì a poco ho incontrato una volpe, era a circa 6 metri da me. E' rimasta immobile un po', io mi sono chinato e ho cercato di attirarla con dei gesti e dei suoni tranquillizzanti. Lei per un attimo si stava avvicinando a me, ma poi evidentemente il senso di sporavvivenza l'ha messa in guardia ed è scappata via a tutta velocità. Comunque in altre occasioni l'anno scorso sono riuscito ad accarezzare delle volpi sulla testa ed erano stata delle esperienza indimenticabili.
Poi c'è stato un pezzo abbastanza difficile: attraversare un grandissimo campo di erba medica appena tagliato, dove ogni filo equivaleva ad un chiodo, ma è bastato percorrerlo lentissimamente per uscirne fuori senza problemi.
Poi ancora una strada di terra battuta molto umida mista a ghiaia arrotondata, di facile percorrenza, poi si passa su un prato morbido e ben curato, poi un altra stradina di humus e foglie secche sotto gli alberi dove vien voglia di fare una pausa contemplativa e infine si torna sulla strada di ghiaia che fa ritorno verso la mia automobile. Qui speravo di incontrare qualcuno, che so, qualche corridore o qualche ciclista o anche qualche corridrice magari Laughing , ma non è passato nessuno. Ho invece incontrato uno scoiattolo nero sulla strada, che è rimasto pietrificato a guardarmi per 1 minuto prima di scappare su un albero.
In tutto ho camminato circa 3 ore.
Tornato alla macchina, mi sono tolto lo zaino e ho fatto un paio di giri di corsa sul prato circostante. E' incredibile quanta fatica in meno si faccia a correre da scalzi e di quanto entusiasmente sia. Quando lo faccio mi sento incredibilmente agile e leggero e non ho alcun timore ad appoggiare velocemente i piedi sul terreno senza curarmi di quel che c'è. Però mi riesce bene solamente dopo qualche ora di passeggiata. In passato ho provato a correre da subito, senza fare prima la passeggiata, e mi riesce più difficile appoggiare i piedi in velocità, quindi mi devo sempre "scaldare" prima.

Oh, come al solito ho scritto un kilometro! Però è stata una giornata molto appassionante, non vedo l'ora di replicarla prima che arrivi il grande freddo! Sarebbe ancora più bello farla con altre persone.
A proposito: sapete che l'anno scorso ho fatto l'ultima passeggiata scalzo in ottobre con 14°C What a Face Quest'anno mi sa che oserò molto di più.

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Re: Il mio giretto di venerdì scorso.

Messaggio  bfpaul il Mar Set 28 2010, 22:00

benandante ha scritto:Venerdì mattina scorso non ho resistito alla tentazione. L'estate non è ancora finita del tutto, c'era ancora un po' di sole e di calore quindi ho approfittato per andare nel mio solito posto "segreto" per camminare un po'.
All'inizio ero ancora in auto con le portiere aperte, anche se mi ero già tolto le scarpe e arrotolato i pantaloni, quando è arrivato un signore a passeggio con un cane. He he, il signore era conciato con degli stivali da caccia, ben attento a non infangarsi (aveva smesso di piovere il giorno prima). Si è fermato per scambiare due chiacchere con me, era molto gentile e disinvolto, però mi sono accorto che ogni tanto buttava l'occhio sui mie piedi, forse un po' incuriosito. Poi mi ha salutato e mi ha augurato buona passeggiata, raccomonadandomi di stare attento al padrone del prato adiacente, perchè se trova estranei nella sua proprietà li minaccia con un coltello! Shocked

Sono partito con solo lo zainetto con dentro 2 sandali minimali per le emergenze, che però non sono serviti. Ho fatto qualche centinaio di metri di prato curato e bello umido (che bello alla mattina appena svegliati! Per iniziare la giornata alla grande!), poi iniziava l'erba un po' più alta col problemino delle lumache rosse. Mi dispiace più che altro ucciderle, ma anche il fatto che la loro bava è incredibilmente appiccicosa sotto i piedi, quindi mi sono visto costretto a camminare guardando dove mettevo ogni passo, e questo mi rallenta anche troppo. Poi inizia un sentiero di boscaioli pieno di spini e segatura, ma ormai ho le suole ben allenate e non mi fanno nulla. Poi si passa sotto un boschetto ombroso col terreno pieno di humus e foglie secche e quel terreno un po' molle e un po' croccante è davvero uno spettacolo ad ogni passaggio. Da lì si passa in un altro prato di erba più grossa, che però era stato tagliato di recente, quindi quasi ad ogni passo si sentono degli steli d'erba più duri che si piantano nelle suole. Ma se si cammina con disonvoltura non fanno male, anzi, sono quasi massaggianti dopo pochi metri. Ogni tanto c'era qualche mucchio fresco e morbido di terra di talpe, ovviamente non resistevo e ci piantavo i piedi dentro e mi ci "aggrappavo", rimanendo così alcuni minuti e fingendo di essere un albero (che pazzo che sono, eh?), assolutamente immobile e iper-rilassato guardavo il panorama per un po', mi veniva anche da chidere gli occhi e restare così per sempre. Ma non sono un albero, sono un essere umano, quindi mi sono risvegliato e ho proseguito la passeggiata.
Si percorre una lunga striscia di prato selvatico lungo un campo di mais, i fili d'erba più alti vanno a solleticare la gamba fino quasi al ginocchio, si incontrano pozzanghere permanenti (è bello passare sul bordo leggermente fangoso) ma anche nidi di api o vespe nel terreno. Non serve fare il giro largo, è sufficiente camminare molto lentamente per evitare di disturbarle e di venire aggrediti.
Dopo si giunge su una strada per trattori, alternata con tratti un po' di terra battuta, un po' di prato e per la maggior parte di ghiaia bianca abbastanza appuntita. Questa strada è un ottimo allenamento per le suole: si può verificare la propria tenacia rimanendo sulla ghiaia, ma in caso di dolore ci si sposta al centro dove c'è prato, il tempo di riposarsi e poi si riprova.
Poi ho fatto un tratto di strada già più fangosa e segnata dalle ruote dei trattori. E' molto piacevole camminare sulle impronte dei trattori, perchè il fango viene compattato ma non troppo, quindi c' quella piacevole sensazione del terreno che si deforma lentamente sotto il mio peso, praticamente un adattamento perfetto del suolo alla forma dei miei piedi. Ogni tanto mi fermavo anche per guardare le impronte che lasciavo.
Poi di nuovo ho percorso una strada di ghiaia all'interno di un bosco, ma stavolta davvero difficile perchè i sassi erano molto grossi e anche taglienti. Qui mi è capitato un episodio simpatico. Stavo camminando come un ubriaco a causa del dolore ai piedi (non avevo strade alternative) e ogni 10 passi mi fermavo a riposare. Però ho incontrato una coppia di turisti di mezza età che raccoglievano frutti nel bosco, con addosso scarpe da trekking. Ho pensato che già a vedermi scalzo chissà cosa pensavano, ma se mi vedevano anche barcollare così era peggio, allora ho raccolto tutta la mia forza e ho camminato il più possibile con decoro e senza mostrare affaticamento, e devo dire che la cosa mi è riuscita facilmente. Come a dire: più si cammina con disinvoltura e meno si sentono i sassi appuintiti, quindi il trucco sta nell'andare più veloci e non più lenti, la stessa cosa che succede sui carboni ardenti. Da parte loro, all'inizio hanno cercato di ignorarmi e di allontanarsi, io ho detto comunque buongiorno, la signora ha risposto educatamente ma ha dato uno sguardo diffidente ai miei piedi, lui invece non mi ha degnato nemmeno di uno sguardo e ha borbottato "'ngiorno" molto malvolentieri. Quando li avevo distanziati sentivo che parlavano tra di loro con tono un po' alterato, ma ormai... Razz
Da lì ho percorso un altra striscia di prato lungo un campo, ma niente di particolare, finchè ho raggiuno un altra strada fangosa dentro un bosco che mi piace moltissimo, dove tocca per forza passare dentro le pozzanghere e dentro i solchi di fango causati dai trattori. Questo pezzo è estremanente massaggiante per i piedi, così rilassante che viene volgia di ripercorrerlo 2-3 volte! Forse è anche un fatto psicologico: non essendoci altri passaggi si è obbligati ad entrare nel fango, perdendo così ogni inibizione e lasciandosi andare completamente, senza porsi troppi problemi del fatto di avere i piedi sporchissimi fino alle caviglie.
Da lì a poco ho incontrato una volpe, era a circa 6 metri da me. E' rimasta immobile un po', io mi sono chinato e ho cercato di attirarla con dei gesti e dei suoni tranquillizzanti. Lei per un attimo si stava avvicinando a me, ma poi evidentemente il senso di sporavvivenza l'ha messa in guardia ed è scappata via a tutta velocità. Comunque in altre occasioni l'anno scorso sono riuscito ad accarezzare delle volpi sulla testa ed erano stata delle esperienza indimenticabili.
Poi c'è stato un pezzo abbastanza difficile: attraversare un grandissimo campo di erba medica appena tagliato, dove ogni filo equivaleva ad un chiodo, ma è bastato percorrerlo lentissimamente per uscirne fuori senza problemi.
Poi ancora una strada di terra battuta molto umida mista a ghiaia arrotondata, di facile percorrenza, poi si passa su un prato morbido e ben curato, poi un altra stradina di humus e foglie secche sotto gli alberi dove vien voglia di fare una pausa contemplativa e infine si torna sulla strada di ghiaia che fa ritorno verso la mia automobile. Qui speravo di incontrare qualcuno, che so, qualche corridore o qualche ciclista o anche qualche corridrice magari Laughing , ma non è passato nessuno. Ho invece incontrato uno scoiattolo nero sulla strada, che è rimasto pietrificato a guardarmi per 1 minuto prima di scappare su un albero.
In tutto ho camminato circa 3 ore.
Tornato alla macchina, mi sono tolto lo zaino e ho fatto un paio di giri di corsa sul prato circostante. E' incredibile quanta fatica in meno si faccia a correre da scalzi e di quanto entusiasmente sia. Quando lo faccio mi sento incredibilmente agile e leggero e non ho alcun timore ad appoggiare velocemente i piedi sul terreno senza curarmi di quel che c'è. Però mi riesce bene solamente dopo qualche ora di passeggiata. In passato ho provato a correre da subito, senza fare prima la passeggiata, e mi riesce più difficile appoggiare i piedi in velocità, quindi mi devo sempre "scaldare" prima.

Oh, come al solito ho scritto un kilometro! Però è stata una giornata molto appassionante, non vedo l'ora di replicarla prima che arrivi il grande freddo! Sarebbe ancora più bello farla con altre persone.
A proposito: sapete che l'anno scorso ho fatto l'ultima passeggiata scalzo in ottobre con 14°C What a Face Quest'anno mi sa che oserò molto di più.
Bravissimo!!
Raccontaci le successive ....

bfpaul
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bfpaul
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Re: Il mio giretto di venerdì scorso.

Messaggio  Andrea77 il Mer Set 29 2010, 21:14

Complimenti!

" più si cammina con disinvoltura e meno si sentono i sassi appuintiti, quindi il trucco sta nell'andare più veloci e non più lenti "

---
Si l'ho notato pure io. Più la camminata è rilassata e rapida e meno si sentono i sassi.

Ciao
Andrea
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