I miei pecorsi recenti e spine profonde

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I miei pecorsi recenti e spine profonde

Messaggio  benandante il Mer Ott 20 2010, 13:31

Pur non avendo molto tempo, questa settimana sono riuscito per 2 pomeriggi a farmi un giro in campagna. La temperatura esterna di giorno è sui 17°, quella del terreno rimane ben più bassa, ma neanche troppo.
Mi dispiace di non aver fatto qualche foto del posto (nuovo). Ho camminato un po' ovunque: prati con erba + o - alta, campi di soia appena tagliati (una novità i morbidissimi strati di bucce di soia sparsi dal macchinario), poi ho un po' esagerato, ho iniziato a salire e scendere ripetutamente dalle colline, soprattutto fuori sentiero, quindi passavo spudoratamente in mezzo a erba alta, cespugli, rocce varie, fango. Diciamo che per un paio di ore mi sono trasformato in un perfetto selvatico Smile
Come avevo già scritto, ormai sono ben abituato a passare su spine e rocce taglienti, stavolta però ho davvero dato più di quel che potevo (più di quel che le mie suole concedevano). Forse un po' perchè il freddo mi toglieva sensibilità, ho preteso di arrampicarmi su dei pendii fangosi e pieni di rocce e spini dove una volta non riuscivo nemmeno con gli scarponi artigliati. Sono infatti scivolato varie volte ed ero obbligato a piantare le unghie dei piedi nel terreno e talvolta anche camminare a 4 zampe.
L'esperienza liberatoria e rilassante è stata massima, mi sono sentito molto a mio agio col mio corpo e la mia mente e anche al tramonto mi dispiaceva dover andare via. Avrei messo firma per restare lì, anche dormendo in macchina, e risvegliarmi nello stesso posto e camminare ancora.

Comunque alla fine di queste 2 giornate mi sono sempre lavato molto bene i piedi senza notare ferite. Invece ieri sera al lavoro (dove devo tenere le scarpe antinfortunistiche), dopo un po', hanno iniziato a farmi molto male i piedi. Arrivato a casa ho scoperto che in un tallone avevo una spina conficcata in profondità. Per estrarla ho dovuto scavare letteralmente la suola tutt'intorno tramite un ago e delle forbicine, mezz'ora di lavoro, la spina era piccola ma era finita a mezzo cm di profondità. Adesso mi trovo con un buco nel tallone che fa un male pazzesco, chissà quando guarirà?
Nell'altro piede invece si è formata una brutta piaga con pus sotto all'anulare. Strano perchè non me ne ero accorto durante il lavaggio. Ma penso di essermela fatta quando scivolavo giù dalla collina. Adesso che l'ho medicata sta guarendo, ma molto lentamente.

Credo che per un po' non andrò in campagna, camminerò solo scalzo in casa e dintorni per far guarire queste 2 ferite, non vorrei mai che riempiendosi di terra sporca possano infettarsi.

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SCALZI... MA NON A TUTTI I COSTI!

Messaggio  lucione il Mer Ott 20 2010, 15:36

Ho letto la cronaca della tua gita in campagna. Ecco, vedi, io vado in giro scalzo, ma solo dove è comodo, dove non devo soffrire (per le spine, per il freddo, per il fango... ) e dove insomma è possibile senza grande sforzo o rischio.
D'estate la lista dei posti ovviamente si allunga, mentre invece arrivati a metà ottobre già vedo che devo depennare occasioni e luoghi dove appena due settimane fa camminavo a piedi nudi.
Inoltre sto sempre attento a non creare quello che molti barefooters chiamano "la suola", e cioè l'orrida callosità sotto la pianta dei piedi.
Questione di gusti: preferisco rinunciare a camminare a piedi nudi sui sassi aguzzi, mantenendo però un'estrema morbidezza dei miei piedi (ed in particolare della pianta: niente calli, duroni, punti induriti!).
Ripeto, questione di gusti anche se so che la maggioranza dei frequentatori del Forum NON la pensa come me!
Un saluto a te e a tutti!
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Re: I miei pecorsi recenti e spine profonde

Messaggio  Elan il Mer Ott 20 2010, 16:55

Le schegge e le spine le avverti sempre solo dopo un giorno Smile. Ora, devo dire, mi perseguitano meno, ma all'inizio non c'era gita dopo la quale non dovessi, a 24 ore di distanza, scavare ed estrarre con ago e pinzette. All' inizio c'è stato anche il caso di una spinetta, forse incolore, che mi è entrata nlle carne tra l'alluce ed il piede e che non sono mai riuscito ad estrarre. Ho dovuto applicarvi per molti giorni del Gentalin pomata fino a che l'irritazione è scomparsa e, penso, si sia dissolta o sia stata inglobata nel muscolo. I rovi, a volte si conficcano abbastanza in profondità, ma eccetto quel caso, non ho mai avuto molte difficoltà ad estrarne le spine, lunghe fino a 4mm. Del resto l'organismo tende ad espellere questi corpi estranei, ma è doloroso se non si interviene. Durante uno dei primi esperimenti di trekking scalzo, quando i miei piedi erano ancora molto dolci, mi sono tagliato in un guado al buio e sono stati necessari dei punti. Al pronto soccorso l'infermiera mi ha chiesto come mai fossi stato a piedi nudi ed io le ho risposto "perchè mi piace moltissimo" ... Lei allora mi ha chiesto se per caso fossi del sud, dato che molti suoi conoscenti del sud amano stare a piedi nudi. La cosa mi ha fatto sorridere, perchè sono parecchio del nord, in realtà ... ma lei sembrava più interessata che sorpresa.
A proposito di spine, specie per i piedi meno induriti, sono simpatiche quelle foglie dal bordo chiaro spinosissimo, che ti lasciano numerose spinette incolori nella pelle. ALcune le senti sporgere e riesci a toglierle... le altre le senti per parecchi giorni e ti ricordano la tua passeggiata... ma poi il pizzicorino sparisce da solo.
Per me ormai l'idea di fare una passeggiata nella natura senza sentirla sotto i piedi è diventata assolutamente inaccettabile e quakche dolorino mi sembra addirittura piacevole ... c'è una componente masochista nel camminare scalzi? secondo me sì, ma non mi da fastidio.






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Re: I miei pecorsi recenti e spine profonde

Messaggio  lucignolo il Mer Ott 20 2010, 22:37

lucione ha scritto:Ripeto, questione di gusti anche se so che la maggioranza dei frequentatori del Forum NON la pensa come me!
Non ti arrabbiare, ma per dire questo dovresti sentire come la pensano sull'argomento specifico tutti i frequentatori del forum e fare una statistica. E non lo hai fatto.
Io stesso, barefooter convintissimo e permanente (salvo condizioni non propizie dettate dal buon senso), detesto soffrire e dover lavorare con pinzette ed ago per estrarre spine o, peggio (perché non vengono digerite), piccolissime schegge di vetro.
Ci cammini sopra per giorni e giorni e loro penetrano sempre più in profondità, finché toccano il derma.
Allora senti pungere, niente di particolare, ma dà fastidio.
Allora decidi di intervenire e devi lavorare sodo.
Eccola la scheggia maledetta; il giorno dopo sto benissimo, niente pus e la ferita artificiale si rimargina in fretta.
Ma spine grosse o contaminate dal terriccio possono giocare davvero brutti scherzi.
Ecco perché mi diverto moltissimo in città, a dispetto di ciò che fa molto schifo, ma che posso facilmente evitare perché evidente.
Eppure convengo con gli scalzisti in natura che camminare a piedi nudi su un sentiero, specie se fangoso ed un po' difficile, regala sensazioni difficilmente raggiungibili in ambiente urbano.
Ma, insomma, cerco di farlo raramente e con molta circospezione.
Duroni, callosità, ispessimenti? Scordateli: non li vedrai mai un un barefooter, nemmeno nel hiker più convinto.
Le suole del barefooter sono sempre resistenti, spesse, ma elastiche.
Se parli di calzati, allora il discorso cambia completamente.
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Re: I miei pecorsi recenti e spine profonde

Messaggio  Enzo il Gio Ott 21 2010, 08:11

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Re: I miei pecorsi recenti e spine profonde

Messaggio  Marco53 il Gio Ott 21 2010, 09:57

Confermo anch'io. Sono stupito di come il disotto del piede, da quando ho aumentato considerevolmente le camminate scalze, si sia un po' ispessito, ma senza calli e soprattutto rimanendo perfettamente elastico e sensibile.
Lo studio del corpo umano fatto su noi stessi porta sempre a nuove scoperte...
Saluti esplorativi
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Re: I miei pecorsi recenti e spine profonde

Messaggio  benandante il Gio Ott 21 2010, 13:19

Molto bene. Camminando scalzo per casa, oggi si è già rimarginato il "foro di trivellazione" della spina, e sono contento Very Happy
Invece la ferita sotto l'anulare rimane, dovrò aspettare un po'.
Certo che (e mi fa un po' arrabbiare) se potessi stare 72 ore filate scalzo e asciutto son sicuro che si guarirebbe bene. Invece devo anche andare al lavoro e tenere gli scarponi per 8 ore, e col sudore la ferita si apre di nuovo. Mi ci vorrà una settimana così.

Io mi sento attratto dal camminare scalzo soprattutto nella natura. Mi spiego: se faccio scalzo qualche km su un marciapiede o anche sul bagnasciuga al mare, alla fine dico "va bè, sono arrivato fin qui, ma nulla di che". Invece se faccio anche solo 1 km con un po' di fatica e qualche dubbio, tra sentieri scivolosi, rocce, fango e cespugli, (posti magari dove nessuno andrebbe senza stivali), facendo molta attenzione a non perdere l'equilibrio in certi tratti (cosa comunque facilitata dall'essere scalzi) quando arrivo mi dico "Ecco, ce l'ho fatta da me, sono arrivato fin qui senza nessun ausilio, solo coi miei piedi" e la soddisfazione è tanta di più.
E poi per me fermarmi, da scalzo, a contemplare la bellezza di un bosco è una cosa ineguagliabile, perchè mi sento parte integrante del bosco stesso.

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Re: I miei pecorsi recenti e spine profonde

Messaggio  lucignolo il Gio Ott 21 2010, 22:26

benandante ha scritto:Certo che (e mi fa un po' arrabbiare) se potessi stare 72 ore filate scalzo e asciutto son sicuro che si guarirebbe bene. Invece devo anche andare al lavoro e tenere gli scarponi per 8 ore, e col sudore la ferita si apre di nuovo. Mi ci vorrà una settimana così.
Verissimo.
Le ferite guariscono se respirano.
I tessuti macerati rimarginano con fatica e sono più soggetti ad infezioni difficili da debellare e da arginare.
Invece se faccio anche solo 1 km con un po' di fatica e qualche dubbio, tra sentieri scivolosi, rocce, fango e cespugli, (posti magari dove nessuno andrebbe senza stivali), facendo molta attenzione a non perdere l'equilibrio in certi tratti (cosa comunque facilitata dall'essere scalzi) quando arrivo mi dico "Ecco, ce l'ho fatta da me, sono arrivato fin qui senza nessun ausilio, solo coi miei piedi" e la soddisfazione è tanta di più.
E poi per me fermarmi, da scalzo, a contemplare la bellezza di un bosco è una cosa ineguagliabile, perchè mi sento parte integrante del bosco stesso.
Ti capisco.
Nonostante alcune precauzioni da prendere, il contatto dei piedi nudi con l'ambiente naturale trasmette sensazioni ineguagliabili.
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Re: I miei pecorsi recenti e spine profonde

Messaggio  benandante il Dom Ott 24 2010, 12:56

Venerdì sono ritornato nuovamente sulle colline, nonostante le mie 2 piccole ferite ai piedi. Stavolta non ho osato fare percorsi troppo ripidi e scivolosi e sono andato con molta più lentezza. In compenso però ho camminato per più tempo.
Obiettivamente dopo pochi passi sul prato già non sentivo più il dolore, un po' ovvio visto che i piedi non erano più schiacciati contro le scarpe ma sicuramente anche per la temperatura più bassa.
Comunque al ritorno, dopo che mi sono pulito accuratamente, ho trovato che le ferite si erano seccate nel giro di solo due ore. In particolare quella dell'anulare non era più umida e con pus ma quasi rimarginata, come se fossero passati alcuni giorni. Nonostante che io abbia calpestato molti terreni umidi, credo che l'essere passato sulle foglie secche del sottobosco abbia contribuito alla veloce guarigione.

Oggi che scrivo, la ferita è quasi del tutto chiusa. Mi rimane il buchino nel tallone ma non fa affatto male. Non vi sembra una bella cosa? Tutto per vie naturali. Mi ricordo che in passato ho avuto ferite ai piedi anche per 2 settimane, non guarivano mai visto che io non toglievo mai le scarpe se non per dormire.

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Re: I miei pecorsi recenti e spine profonde

Messaggio  Andrea Grasselli il Dom Ott 24 2010, 14:12

benandante ha scritto:Oggi che scrivo, la ferita è quasi del tutto chiusa. Mi rimane il buchino nel tallone ma non fa affatto male. Non vi sembra una bella cosa? Tutto per vie naturali. Mi ricordo che in passato ho avuto ferite ai piedi anche per 2 settimane, non guarivano mai visto che io non toglievo mai le scarpe se non per dormire.
ciao benandante,

sono contento che le tue ferite si stanno rimarginando bene!

l'ambiente chiuso delle scarpe lascia i piedi sempre più o meno umidi, quindi la guarigione è più lunga. il piede libero, a contatto con l'aria e non umido, guarisce più velocemente.

buona vita scalza!

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Re: I miei pecorsi recenti e spine profonde

Messaggio  Ospite il Dom Ott 24 2010, 19:30

di solito le spine non sono un evrento troppo calamitoso, eccetto che per le spine di rosa e i dannati triboli . un altro brutto incontro é il riccio di castagna che ti aspetta, di notte, nei boschi. io quest'anno me ne sono levate una quindicina di cui sei una volta tornato a casa dalla montagna. sono difficili da individuare.

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Re: I miei pecorsi recenti e spine profonde

Messaggio  Enzo il Dom Ott 24 2010, 20:17

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Re: I miei pecorsi recenti e spine profonde

Messaggio  benandante il Lun Ott 25 2010, 22:00

Ah, bè, io per spine intendo proprio quelle dei rovi (piante di more): qui da noi è una pianta che si è diffusa fino all'inverosimile, a partire dai primi anni '90, quando sono venuti a mancare i contadini di vecchia generazione, cioè quelli che tenevano la campagna molto ben pulita e curata. Adesso si fa tutto col trattore e non interessa quasi a nessuno di tenere puliti i boschetti tra un campo e l'altro.

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Re: I miei pecorsi recenti e spine profonde

Messaggio  Ospite il Mar Ott 26 2010, 09:38

veramente quando mi sono beccato le spine di riccio (proprio nell'arco plantare, infatti) e i triboli ero del tutto privo di scarpe (distanti da me rispettivamente 450 e 10 km , cioé a casa :-P) e credevo di aver fatto la mia, ma poi ci si accorge che le spine sono di due nature: quelle insopportabili che sono facili da trovare ed eliminare (delle volte addirittura escono da sole), e quelle sulle quali puoi camminare anche per giorni senza quasi sentirle ancorche siano prossime al derma... confermando in un certo modo la concezione della malattia nel tetrafarmaco Epicureo.

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