Aurea mediocritas

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Aurea mediocritas

Messaggio  Biagio il Lun Nov 01 2010, 22:36

Orazio elogiava la giusta via di mezzo tra gli opporti estremi (mediocritas non significa mediocrità).
Non credo di essere un vero barefooter; allo stesso modo non sono vegetariano, ma cerco di mangiare carne raramente; bevo acqua, ma in compagnia non rinuncerei mai a qualche buon bicchiere di vino e a un grappino.
Usare sempre le scarpe è un estremo, restare sempre senza è un altro estremo.
I nostri antenati camminavano senza scarpe, ma non erano dei barefooters. Usavano delle calzature quando ne sentivano il bisogno, non le usavano quando erano inutili. Così, semplicemente, senza farne una passione o una fobia.
A casa mia sono sempre scalzo perché sono meravigliosamente comodo, anche d’inverno, soprattutto ora che ho il riscaldamento a pavimento. Fuori dalla porta, per scendere in cortile, ho un paio di clogs di plastica da giardinaggio che a volte uso e a volte no, a seconda di come mi va di fare in quel momento.
Ho aderito a questo forum perché penso che sia importante rivendicare ed esplorare un diritto assurdamente represso. Dover indossare le scarpe sempre e ovunque è una cosa davvero stupida.
Ho un ricordo d’infanzia che mi colpì molto: un mio coetaneo che si vergognava dei propri piedi e non si toglieva i calzini nemmeno quando indossava i sandali. Questa cosa è ancora più strana perché suo nonno (mio vicino di casa) un giorno vedendo un bimbetto scendere da un’auto e scorrazzare scalzo per il cortile polveroso si illuminò in viso raccontando con rimpianto della sua infanzia libero dalle scarpe.
Penso che questo contrasto tra generazioni sia emblematico: nella seconda metà del secolo scorso, malgrado importanti conquiste, si persero anche cose normali e buone che ora dopo mezzo secolo ci tocca riconquistare faticosamente passo dopo passo.
(Boh... Scrivere su un blog è difficile: non sei mai certo se sei stato chiaro oppure, banale, o addirittura offensivo per qualcuno... A voi non capita mai?)
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Re: Aurea mediocritas

Messaggio  Andrea Grasselli il Lun Nov 01 2010, 22:53

ciao Biagio,

grazie, il tuo intervento mi piace molto! condivido quanto scrivi!

Biagio ha scritto:Boh... Scrivere su un blog è difficile: non sei mai certo se sei stato chiaro oppure, banale, o addirittura offensivo per qualcuno... A voi non capita mai?)
cerco di curare i miei interventi, non li butto giù alla svelta. essendo un forum, tengo un linguaggio colloquiale.
clicco sempre su "anteprima" e rileggo e quasi sempre correggo qualcosa prima di inviare.
è un esercizio che mi richiede un certo impegno e visto il tema lo faccio molto volentieri!!! Smile Smile Smile
cerco di essere chiaro ed esprimere il mio vissuto. in quanto ad essere offensivo: ho appena scritto in un altro intervento: "perbenisti/benpensanti": sì, forse sono offensivo per qualcuno. se faccio delle scelte controcorrente, forzatamente non posso essere l'amico di tutti, non posso piacere a tutti. se volessi questo, sceglierei di annegare nel conformismo. è una melma che non mi interessa.

un saluto dalla svizzera.

Andrea
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Re: Aurea mediocritas

Messaggio  Andrea77 il Lun Nov 01 2010, 23:46

Credo che si debba sfatare un mito. Ora non ho il conto esatto ma a memoria direi che gli iscritti al forum sono + di 200!!! Se gusrdo le statistiche molti di questi non scrivono MAI e onestamente non so neppure cosa si siano iscritti a fare. Poi ci sono quelli che scrivono ogni tanto. Da qualche tempo è arrivata gente nuova e il forum si è piacevolmente animato di gente e finalmente direi anche di gente giovane (senza offesa x gli altri).
Diciamo che ad essere ottimisti a scrivere assiduamente ultimamente siamo in 20-30?
Di questi che camminano scalzi praticamente sempre sono davvero pochissimi altri lo fanno spesso ma escluso le ore in cui lavorano che non sono poche, altri ancora solo in certe occasioni, altri solo in città, altri solo in natura, altri solo con la bella stagione,...
Quindi è bene che uno cerchi di migliorarsi ma non abbattiamoci se non in certe occasioni non ci sentiamo di scalzarci.
Ognuno ha il suo carattere e i propri limiti (+ mentali che fisici).
Più di una volta si è parlato di 2 linee diverse di pensiero. Quelli che cercano di vivere scalzi e quelli che lo considerano come un hobby da praticare quando si ha voglia.
Ciao
Andrea


Ultima modifica di Andrea77 il Mar Nov 02 2010, 22:34, modificato 1 volta
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Re: Aurea mediocritas

Messaggio  Mastrom90 il Mar Nov 02 2010, 18:44

Per Biagio:
Non mi pare proprio che tu abbia offeso qualcuno. E' vero che si tratta di un diritto represso, un po' a causa dell'inciviltà delle persone, sempre attente all'iper-igienismo in casa propria e assolutamente per niente attente all'ambiente e alla pulizia della propria città, un po' per intolleranza.
D'altra parte, come dice Andrea Grasselli, non possiamo piacere a tutti o tentare a tutti i costi di convincere gli altri delle nostre scelte. Forse lo facciamo più per noi, per essere più "sicuri" di quel che si sta facendo, solo per avere un po' d'approvazione.
Come tu sei convinto che l'andare scalzo è una cosa legittima, che ti appartiene e che vuoi riconquistare, che è cosa giusta e sana, allora esistono altre persone con altre vie di pensiero (Andrea77), le quali potrebbero pensarla in modo completamente opposto (vedasi appunto il conformismo odierno).
In un certo senso, anche solo venire in questo forum è un atto di insicurezza: ricercare persone che condividono il tuo pensiero (o qualcosa che gli somiglia, in ogni caso), grazie alle quali potrai sentirti sicuro di quel che stai facendo.
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Re: Aurea mediocritas

Messaggio  lucignolo il Mar Nov 02 2010, 22:40

Biagio ha scritto:Orazio elogiava la giusta via di mezzo tra gli opporti estremi (mediocritas non significa mediocrità).
Non credo di essere un vero barefooter; allo stesso modo non sono vegetariano, ma cerco di mangiare carne raramente; bevo acqua, ma in compagnia non rinuncerei mai a qualche buon bicchiere di vino e a un grappino.
Usare sempre le scarpe è un estremo, restare sempre senza è un altro estremo.
I nostri antenati camminavano senza scarpe, ma non erano dei barefooters. Usavano delle calzature quando ne sentivano il bisogno, non le usavano quando erano inutili. Così, semplicemente, senza farne una passione o una fobia.
A casa mia sono sempre scalzo perché sono meravigliosamente comodo, anche d’inverno, soprattutto ora che ho il riscaldamento a pavimento. Fuori dalla porta, per scendere in cortile, ho un paio di clogs di plastica da giardinaggio che a volte uso e a volte no, a seconda di come mi va di fare in quel momento.
Caro Biagio, non posso che darti ragione.
Come ho sottolineato spesso, noi barefooters siamo entusiasti della nostra riscoperta e della nostra liberazione interiore.
È per questo motivo che, a volte, possiamo sembrare eccessivi.
Il vero barefooter è colui che ha la facoltà di scegliere.
Molti di noi non lo sanno, perchè non si ha voglia (il tempo c'è sempre, salvo scuse di comodo) di leggere indietro nel forum; una miniera di informazioni, un contesto storico che non si può tralasciare se si vogliono capire allusioni e frasi apparentemente incomprensibili.
Lo si è detto molte volte: è diverso essere scalzi per condizione sociale obbligata e per libera scelta, calzandosi se subentra un senso di disagio sociale o fisico.
Nessuno di noi ha fatto voto di scalzità e nessuno deve sentirsi sminuito come barefooter se sente il bisogno di calzarsi.
Se così fosse, allora sarebbe meglio chiudere il sito, perché vorrebbe dire che chi entra a far parte del nostro giro (se così lo vogliamo chiamare in un modo antipatico ed esclusivo) diventa una sorta di schiavo obbligato a stare scalzo sempre e comunque.
Scordatevi certe teorie!
Tutti sono benvenuti se amano stare a piedi nudi, fuori dai piedi gli estremisti.
E, ditemi, ne avete visti di estremisti?
Certo, c'è l'integrale, lo stagionale, il poco convinto, chi ama i calzettoni di lana d'inverno (mia moglie compresa), ma nessuno, dico, nessuno, deve andare scalzo se non se la sente.
Il bello è proprio questo ed il piacere non è tale se ci sono obblighi.
Ho aderito a questo forum perché penso che sia importante rivendicare ed esplorare un diritto assurdamente represso. Dover indossare le scarpe sempre e ovunque è una cosa davvero stupida.
Ho un ricordo d’infanzia che mi colpì molto: un mio coetaneo che si vergognava dei propri piedi e non si toglieva i calzini nemmeno quando indossava i sandali. Questa cosa è ancora più strana perché suo nonno (mio vicino di casa) un giorno vedendo un bimbetto scendere da un’auto e scorrazzare scalzo per il cortile polveroso si illuminò in viso raccontando con rimpianto della sua infanzia libero dalle scarpe.
Penso che questo contrasto tra generazioni sia emblematico: nella seconda metà del secolo scorso, malgrado importanti conquiste, si persero anche cose normali e buone che ora dopo mezzo secolo ci tocca riconquistare faticosamente passo dopo passo.
È molto bello ciò che hai scritto ed ha un sottofondo di nostalgia.
Tante cose si sono perse in nome di un presunto progresso, tanti valori sono stati sostituiti da miraggi, che insegui con caparbietà, ma che sono sempre li alla stessa distanza, tanto belli, quanto illusori.
Boh... Scrivere su un blog è difficile: non sei mai certo se sei stato chiaro oppure, banale, o addirittura offensivo per qualcuno... A voi non capita mai?
Chi scrive può incappare in questi inconvenienti, chi non scrive sarà sempre perfetto.
Chi sta in cucina si può scottare, non per questo è un cattivo cuoco.
Credimi, sei stato chiaro e non hai offeso alcuno.
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Re: Aurea mediocritas

Messaggio  Andrea77 il Mar Nov 02 2010, 22:48

Vorrei fare una precisazione:
Il mio discorso è teso a quelle nuove persone che sono entrate da poco nel forum pensando che nel forum fossimo tutti barefooter a 360°. Invece ci sono varie differenze e almeno 2 filosofie di pensiero. Quelli che tendono a vivere il più possibile scalzi e quelli come me che si accontentano di farne un hobby.
Con questo non voglio fare classifiche o dire che è meglio uno o l'altro modo di vivere il barefooting.

Io credo che sia tutta una questione di passione. Quanto + forte è la passione quanto + uno è disposto a mettersi in gioco x questa passione. Nel nostro caso se uno ha una forte passione sarà disposto a superare le avversità fisiche del freddo, del caldo, dei terreni + arditi,... E supererà anche quelli psicologici. Sarà disposto a lottare con parenti, amici, guardiani dei musei, buttafuori, copouffici,...
Per alcuni sarà + facile superare quelle fisiche, x altri + estroversi sarà magari + facile superare le bariere mentali.

Altri hanno meno passione e quindi sono meno disposti a mettersi in gioco.
Questa non è una critica (che poi sarebbe un autocritica) ma è un dato di fatto.
Il discorso non è non si può fare ma è non me la sento di fare. Che è un discorso perfettamente legittimo.

Quindi da una parte credo sia giusto spronare a fare di + ma senza eccedere. E' un equilibrio difficile. Da una parte spronare ma dall'altra far giustamente capire che non si va scalzi a tutti i costi anche soffrendo.
E' evidente che se uno vuole superare certi scogli fisici (caldo, freddo, terreni sconnessi,...) uno un po' di male lo deve sopportare. Dire di no mi sembra ipocrita.

Come ultima considerazione credo che questo forum sia più utile a chi è insicuro piuttosto che al barefooter esperto. Così come gli incontri che si organizzano. Quello che sta scalzo sempre non ha bisogno di leggere consigli o della scusa della gita per scalzarsi. Per lui lo stare scalzo è una cosa normale. Purtroppo essendo abituati a stare calzati una volta che cerchiamo di scalzarci dobbiamo affrontare problemi sia fisici che psicologici ed è qui che i + esperti danno manforte con consigli ed altro. Poi è ovvio che anche l'esperto ha sempre da imparare. In + c'è da tener conto che c'è sempre di + un bisogno di socializzare mi auguro non solo virtualmente ma anche con incontri fatti di persona che rendono tutto + bello e + umano.

Ciao
Andrea
Questo è un esempio estremo (OT) di quello che può fare uno se ha una passione ferrea:
http://www.montagnamica.com/index.php?mod=09_Testimonianze/Oliviero_Bellinzani
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Re: Aurea mediocritas

Messaggio  alex65 il Mer Nov 03 2010, 10:59

ma in questo forum parliamo quasi sempre delle nostre estremità, quindi
siamo tutti estremisti per definizione ' Very Happy Very Happy Very Happy

Ho scritto questa facezia non solo per diletto ma anche per introdurre l'uso degli emoticons.
Infatti quando si scrive non sempre e' facile far capire con che tono si sta scrivendo (io poi in italiano scritto andavo cosi' cosi' )
e un emoticon al punto giusto puo' risultare utile.

Detto cio', non si puo' che condividere quanto scritto un po' da tutti
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Re: Aurea mediocritas

Messaggio  Mastrom90 il Ven Nov 05 2010, 21:08

alex65 ha scritto:ma in questo forum parliamo quasi sempre delle nostre estremità, quindi
siamo tutti estremisti per definizione ' Very Happy Very Happy Very Happy
Beh, da quando mi sono iscritto a dirti il vero ho letto molti topic che esulavano dal contesto "Barefooting"... è interessante vedere che comunque, nonostante ci sentiamo tutti barefooters, abbiamo vedute ben diverse, su ogni campo della vita (e non vita).

alex65 ha scritto:
Ho scritto questa facezia non solo per diletto ma anche per introdurre l'uso degli emoticons.
Infatti quando si scrive non sempre e' facile far capire con che tono si sta scrivendo (io poi in italiano scritto andavo cosi' cosi' )
e un emoticon al punto giusto puo' risultare utile.
AHAHAH! Beh, io ritengo che in un forum non si possa utilizzare un linguaggio troppo formale, tipico ad esempio della narrazione. Secondo me il linguaggio scritto in un forum, così come in una chat, dovrebbe ricordare il linguaggio verbale e, proprio per la necessità di esprimere il tono di voce e le proprie intenzioni, secondo me è una giusta cosa utilizzare le emoticon. (Infatti se guardi, ci sono più di 20 faccine sorridenti... ad espressione del fatto che esistono miglaia di espressioni diverse Razz)
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Re: Aurea mediocritas

Messaggio  aldo1953 il Mer Nov 16 2011, 11:27

Condivido al 100 % lo scritto di Andrea. Gli estremi non fanno per me. Scalzo quando voglio, soprattutto in casa o fra amici o in situazioni adatte, ma senza nessuna mania. Aspirante vegetariano, ma se mi invitano a cena e mi danno della carne non faccio il rompiscatole e certo non rinuncio al pesce, con il quale non riesco a sentire molta affinità biologica. E in genere cerco di non urtare nessuno, semplicemente faccio quelllo che ritengo giusto per me nel rispetto degli altri. Se a Novembre fa ancora caldo faccio il bagno al mare e porto ancora i sandali, ma non è esibizionismo come alcuni mi dicono, va bene così e basta. Naturista convinto dove si può, ma non dove può dare fastidio a qualcuno, anche perchè c' è sempre qualche dito più veloce del west a digitare il 112. Credo che alla fine questo si possa definire una filosofia di vita, certo acquisita dopo un bel po' di anni di ....ismi varii. A proposito, quel bambino che si vergognava dei suoi piedi non ero forse io ?

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