Vegan sì, ma con coscienza

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Risposta ad Elan

Messaggio  Bastetnefrere il Gio Feb 21 2013, 14:52

Spiegami perché dovrei sentire l'esigenza di indottrinare qualcuno? sono vegana e non un messia che "deve" diffondere il vero verbo. Non credo nelle verità assolute, mai. E' vero che molti vegan e molti vegetariani sono dei veri spaccapalle (scusa la licenza poetica), ne ho incontrati molti di una pesantezza estrema, sai il cinghiale della pubblicità? Very Happy e se lo erano per me che sono vegan, posso immaginare cosa siano per un onnivoro! Rolling Eyes
Però penso anche che possa valere la pena di assaggiare una pietanza ben fatta e buona anche se vegana, no? o non l'assaggi a prescindere?

E' un tuo preconcetto pensare che mio figlio sia vegano perchè gli è imposto, certo in casa mangia spesso vegan, ma non sempre, perchè lui e mio marito consumano almeno una volta la settimana proteine animali e fuori mangiano quello che vogliono, ad esempio alla mensa dell'asilo ha il menù normale, perchè ho visto quello proposto per i vegetariani e sono inorridita, mi è salito il colesterolo a leggerlo.

Sono vegana perchè rispetto la vita e la libertà altrui sopra ogni cosa e pensi forse che priverei della libertà le 2 persone che amo di più al mondo?
Certo lo sto educando secondo i miei valori di etica e non violenza, ma credo fermamente anche nel libero arbitrio e sarà lui da grande a scegliere cosa mangiare giorno per giorno, come faccio io.


Per quello che riguarda la citazione dantesca ci sbagliavamo entrambi:
"... poscia, più che'l dolor, potè il digiuno".
(Dante, Inferno, canto XXXIII, verso 75)

Very Happy

Very Happy la mia memoria non è più quella di una volta!!! Very Happy


Per Grand Choeur: Grazie! Ho guardato subito è ho trovato i Sardi Scalzi!!! Come sempre sei gentilissimo! Very Happy

Bastetnefrere

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Re: Vegan sì, ma con coscienza

Messaggio  Elan il Gio Feb 21 2013, 17:55

Scusa Bastetnefrere, ma io non intendevo muovere nessuna accusa o nessun rimprovero a te, mi riferivo ai duri e puri che cercano di indottrinare e convincere, che purtroppo si incontrano non solo tra i vegan. Quanto all' assaggiare una pietanza, ben lungi da me essere contrario ... ho fatto una memorabile cena vegetariana a casa di un collega indiano tanti anni fa, preparata da sua moglie che era una Jaina.

Su tuo figlio, sì, hai ragione, avevo immaginato una situazione per la quale il veganismo gli fosse stato imposto, come succede in tante famiglie per le tradizioni familiari. La tua posizione invece è molto apprezzabile e coincide assolutamente con la mia visione liberale e libertaria, per cui mi scuso per il pregiudizio da me espresso.

Mia figlia è una quasi vegetariana, per ragioni di amore verso gli animali ed ha molti amici vegani del tipo non invasivo, di cui, come scalzista, non posso che apprezzare la tolleranza.



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Re: Vegan sì, ma con coscienza

Messaggio  Rei il Gio Feb 21 2013, 18:37

Bastetnefrere ha scritto:E' vero che molti vegan e molti vegetariani sono dei veri spaccapalle (scusa la licenza poetica), ne ho incontrati molti di una pesantezza estrema
Di tipi simili se ne incontrano in tutti i gruppi che fanno scelte etiche (più o meno condivisibili).
In ogni gruppo che "esce dal coro" ce n'è sempre qualcuno (pochi, molto pochi) che dedica la sua vita a scassare gli organi riproduttivi (ambosessi) altrui, provocando così reazioni contrarie a ciò che propagandano.
Ho conosciuto vegani che avrebbero fatto diventare carnivoro (colazione, pranzo e cena) persino Gandhi.
Pacifisti che avrebbero convinto suore di clausura a scatenare una guerra con armi pesanti.
Ma non sono prima degli appartenenti al gruppo e poi degli spaccapalle, sono degli spaccapalle nati che hanno scelto di scassarle in quel gruppo.
La cosa tragica è che, pur essendo una microscopica minoranza, si danno tanto da fare da far credere agli "esterni" che tutti quelli del loro gruppo siano così.

Per tua (e nostra) fortuna tu non appartieni a quella trite genia che, purtroppo si è già manifestata in passato su questo forum.
Ed è a causa loro che c'è stata un'iniziale diffidenza nei tuoi confronti.
Ma ora, chiarito che condividi con noi, oltre allo scalzismo, la stessa opinione sugli spaccapalle, brindiamo felici al tuo arrivo e speriamo in una tua lunga permanenza.

Pensierino malizioso:
Se fossi un cattivone e volessi distruggere un gruppo che con le proprie scelte etiche, politiche o economiche mi danneggia, convincerei alcuni spaccapalle nati ad entrare nel gruppo.
La distruzione è assicurata.
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Re: Vegan sì, ma con coscienza

Messaggio  Rei il Gio Feb 21 2013, 18:46

Bastetnefrere ha scritto:Però penso anche che possa valere la pena di assaggiare una pietanza ben fatta e buona anche se vegana, no? o non l'assaggi a prescindere?
Un buongustaio assaggia un buon piatto a prescindere.
Senza tirare fuori la cucina indiana (che adoro), c'è una lunga tradizione di ottimi piatti vegetariani (più o meno vegan) in ogni parte d'Italia che possono arricchire la tavola, soprattutto in quei ristoranti privi di fantasia dove un vegetariano deve accontentarsi di un'insalata tristanzuola perché altro non trova.
Un mio vicino, originario della Puglia, onnivoro con figlia (trentenne) vegetariana, parlando proprio di ristoranti ed insalate tristi, non perde occasione per tessere le lodi dei piatti della tradizione vegetariana pugliese, anche perché costituiscono un motivo di riconciliazione dopo uno scontro di vedute (di solito molto acceso) tra padre e figlia.

Vorrei aggiungere che il mio cavallo di battaglia in cucina, quello con cui ho conquistato tre fidanzate, una alla volta, ovviamente, (e solo una è vegetariana) è lo spezzatino al curry, ricetta giapponese, fatto non con la carne, ma con lo strutturato di soia.
Non solo è piaciuto, ma una mi ha chiesto: "Rei, ma un vitello così tenero dove lo trovi?".
Quando le ho detto cos'era, è rimasta sorpresa, poi, ovviamente, ha voluto la ricetta.

Su richiesta la posso mandare per email o pubblicare sul Forum (sezione "A piede libero").
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Re: Vegan sì, ma con coscienza

Messaggio  lucignolo il Gio Feb 21 2013, 21:15

Bastetnefrere ha scritto:Certo che non mi fate schifo, però Paolo lo conosco di persona tutti voi non so neanche se siete della mia zona! Certo che un bel raduno ci vorrebbe proprio! Così avrei l'occasione di conoscervi! Surprised
Tu ad esempio di dove sei? Io vivo a Quartu e sono sempre in cerca di persone con cui camminare!
Sono di Brescia.
Ad esempio mi piace molto il nordic walking c'è qualcuno che lo pratica? Razz Razz Razz
A proposito di ciò voglio chiedere se qualcuno condivide le mie impressioni.
Purtroppo ho perso gran parte del mio allenamento in montagna, ma corro ancora (anzi, cammino veloce) come se fossi un campione di fondo.
Quando andai scalzo all'Oasi di Valpredina ebbi un brutto calo di pressione interrompendo improvvisamente il cammino per permettere ad una signora del gruppo (acquisito) di allacciarsi gli scarponi.
Una figura di m...a.
Ho la sensazione che, in mancanza di un allenamento specifico, a piedi nudi si spenda molto, ma molto di più.
Ma è una questione di adattamento specifico.
Condividete?
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Re: Vegan sì, ma con coscienza

Messaggio  Grand Choeur il Ven Feb 22 2013, 07:31

Penso che se camminando veloce con le scarpe siamo abituati a far lavorare certi muscoli ed altri no, quando magari è poco tempo che siamo scalzi facciamo lavorare tutti i muscoli, anche quelli che non lavorano mai ed assumiamo comunque, per abitudine, posizioni "calzate", inutili o controproducenti, consumando molta più energia.
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Re: Vegan sì, ma con coscienza

Messaggio  Elan il Ven Feb 22 2013, 10:57

A me sembra che correre a piedi nudi costi meno energia. Ho letto qualcosa in proposito tempo addietro dove si stimava questo vantaggio in un 10% - 12%. Per me c'è poi la questione dell' equilibrio: per anni non ho potuto più correre per un problema ai legamenti (il ginocchio perdeva stabilità), ora ho sempre timore di una rotazione del piede e a piedi nudi mi sento molto più sicuro ad ogni passo.
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Re: Vegan sì, ma con coscienza

Messaggio  Grand Choeur il Ven Feb 22 2013, 12:00

Sicuramente costa meno energia correre e camminare a piedi nudi. Ho affermato il contrario perché consideravo una persona che non è abituata a correre o camminare velocemente scalza. Penso che in quel caso si abbiano movimenti tipici dei calzati che, solo in quel caso, fanno consumare più energia.
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Re: Vegan sì, ma con coscienza

Messaggio  bfpaul il Ven Feb 22 2013, 13:05

lucignolo ha scritto:Sono di Brescia. A proposito di ciò voglio chiedere se qualcuno condivide le mie impressioni.
Purtroppo ho perso gran parte del mio allenamento in montagna, ma corro ancora (anzi, cammino veloce) come se fossi un campione di fondo.
Quando andai scalzo all'Oasi di Valpredina ebbi un brutto calo di pressione interrompendo improvvisamente il cammino per permettere ad una signora del gruppo (acquisito) di allacciarsi gli scarponi.
Una figura di m...a.
Ho la sensazione che, in mancanza di un allenamento specifico, a piedi nudi si spenda molto, ma molto di più.
Ma è una questione di adattamento specifico.
Condividete?
No, Flavio, non credo.
Io ho cominciato ad andare scalzo in montagna perché avevo quel tanto di "suola" che bastava e non dovendo sollevare ad ogni passo un kg circa di scarpone mi sono sempre sentito più leggero; gli inconvenienti sono altri, come l'erba che ti sega le gambe ed i rovi di cui porti a casa ottimi esemplari di spine (per ricordo, si intende ...) Evil or Very Mad .
Ritengo quindi che in realtà il dispendio energetico sia minore camminando scalzi.
Non so se per te che eri un atleta camminare scalzo velocemente non ti porti a superare la soglia dopo la quale ti puoi considerare "in allenamento" perché in quel caso effettivamente le cose potrebbero cambiare.
Quanto ad aver dovuto interrompere il cammino per un calo di pressione, se non l'hai fatto ancora, fai un bel controllo cardiologico e "cala di peso"; vedrai che l'organismo "si mette a posto" da solo.
Ma non devo dirtelo io, in queste cose sei tu l'esperto.
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Re: Vegan sì, ma con coscienza

Messaggio  Alexey il Ven Feb 22 2013, 14:57

Grand Choeur ha scritto:Sicuramente costa meno energia correre e camminare a piedi nudi. Ho affermato il contrario perché consideravo una persona che non è abituata a correre o camminare velocemente scalza. Penso che in quel caso si abbiano movimenti tipici dei calzati che, solo in quel caso, fanno consumare più energia.

Hai ragione, camminando scalzi si può giovare del recupero naturale delle nostre molle, cioè l' arco plantare, funge sia da ammortizzatore, sia da aiuto alla propulsione. Infatti, l' energia cinetica, dopo la fase di contatto, viene immagazzinata nella struttura dell' arco plantare come energia potenziale (come fosse una molla), che viene riceduta per la fase propulsiva atta al completamento del passo. Durante questo processo lavorano i muscoli e le articolazioni del piede, e il polpaccio.
Quando camminiamo con le scarpe, questo meccanismo viene più o meno impedito, pertanto per camminare dobbiamo "sollevare" le gambe, con relativo peso aggiuntivo della scarpa, pertanto l' energia spesa risulta essere maggiore, oltre al fatto che la postura ne risente e i muscoli coinvolti nel processo sono diversi da quelli pensati da Madre Natura.
Un' ultima precisazione, durante le dispute alimentari viene spesso utilizzato il termine "troppo" senza tuttavia quantificare questo troppo.
E' vero che consumare troppe proteine fa male, però gli ultimi studi (per chi volesse approfondire l' argomento posso dare riferimenti) smentiscono le quantità cautelari date fino ad ora dagli accaniti conservatori della vecchia piramide alimentare.
Il punto è che troppo non è meglio, poco non è meglio, la quatità corretta è meglio; questo vale per l' alimentazione, l' allenamento, ecc...
Il fabbisogo calorico, la ripartizione dei nutrienti, ecc... deve tenere conto di vari fattori, quali l' indice di attività fisica, tipi di patologie, intolleranze, obiettivi, ecc...
Ad esempio, uno che ha una patologia renale dovrà assumere un quantitativo diverso di proteine rispeto ad un persona sana che vuole aumentare la massa muscolare, adesempio. Inoltre, dipende anche dal tempo, per esempio aumentare il quantitativo proteico anche di molto per brevi periodi (esempio fase di massa per un bodybuilder), non produrrà effetti negativi sull' organismo, cosa che potrebbe cominciare a fare dopo anni di "abusi", ad esempio.
La caccia alle streghe porta molto spesso a perdere di vista la realtà, anche i grassi saturi e il coleterolo LDL servono, non sono un nemico, ma sono indispensabili, anche se il loro abuso porta a problemi, come del resto l' abuso di carboidrati, di fibre, di vitamine, ecc...
Ecco ancora che il concetto del giusto è meglio risulta essere la soluzione, questo meglio dobbiamo trovarlo noi in base alle nostre caratteristiche e aspettative, facendoci aiutare dal nutrizionista se necessario.
Detto questo, rispetto le scelte e le convinzioni d tutti, ho molti amici vegani, vegetariani, carnivori, ecc., e mi piace molto l' atteggiamento della nostra nuova amica del forum, vivi e lascia vivere. Very Happy


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Messaggio  lucignolo il Ven Feb 22 2013, 21:43

bfpaul ha scritto:Ritengo quindi che in realtà il dispendio energetico sia minore camminando scalzi.
E sono d'accordo con te.
Però quando cammini su una superficie difficile, almeno tale in rapporto al tuo allenamento di barefooter, devi cercare gli appoggi giusti.
In pianura va tutto bene, ma in montagna mi trovo a disagio.
C'è la pietra appuntita, il sasso sotto le foglie, il riccio, ogni passo richiede la ricerca della postura giusta.
Con i sandali da trekking, ahhhh, tutta un'altra cosa.
Quindi penso che l'escursionismo scalzo vada bene solo per chi è allenato da tempo a farlo.
Non so se per te che eri un atleta camminare scalzo velocemente non ti porti a superare la soglia dopo la quale ti puoi considerare "in allenamento" perché in quel caso effettivamente le cose potrebbero cambiare.
Caspita, bravissimo!
Vado sempre velocissimo e mi rendo conto che non sono più quello di prima solo un attimo dopo del superamento della soglia.
E mi dicono: <Ma come fai ad andare così forte? Io non ce la facevo più!>.
Nemmeno io, ma non lo sapevo.
Very Happy
Quanto ad aver dovuto interrompere il cammino per un calo di pressione, se non l'hai fatto ancora, fai un bel controllo cardiologico e "cala di peso"; vedrai che l'organismo "si mette a posto" da solo.
Mi accadeva anche quando pesavo solo 50 chili.
Una sorta di difetto di fabbrica: o sono superallenato o sono un sacco di cacca, anche perché vado sempre velocissimo.
Se vedo qualcuno davanti a me lo devo raggiungere e superare. Altro che allenatore, qui ci vorrebbe lo psicologo.
Wink
Ma non devo dirtelo io, in queste cose sei tu l'esperto.
Grazie per la stima, ma non sono il depositario delle verità assolute.
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Re: Vegan sì, ma con coscienza

Messaggio  Bastetnefrere il Sab Feb 23 2013, 13:56

Non so niente del dispendio energetico maggiore o minore se si va scalzi, però ho notato che quando cammino molto scalza, considerate però che sono solo all'inizio, sono sovrappeso e cammino scalza in casa, sull'asfalto e sulla sabbia, o faccio nordic walking sempre scalza sento molti dolorini sia alle ossa dei piedi che ai polpacci, penso dipenda dalla "novità" di fare questo genere di sport scalza (inoltre ho rilevato un piccolo ma significativo problema coi bastoni), perchè quando praticavo arti marziali non ho mai sentito dolori alle ossa dei piedi, magari avevo vesciche ovunque, ma dolori così no. E' per questo che penso siano legati al peso e all'assestamento delle ossa dei piedi nella nuova camminata e anche perchè quando mi alleno cammino sulla sabbia.
Che ne dite?

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Re: Vegan sì, ma con coscienza

Messaggio  Rei il Sab Feb 23 2013, 19:06

Bastetnefrere ha scritto:E' per questo che penso siano legati al peso e all'assestamento delle ossa dei piedi nella nuova camminata e anche perchè quando mi alleno cammino sulla sabbia.
Che ne dite?
Sì, ed anche al fatto che dei muscoli che prima non lavoravano, ora lo fanno e devono abituarsi.
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Messaggio  bfpaul il Sab Feb 23 2013, 20:34

Bastetnefrere ha scritto:Non so niente del dispendio energetico maggiore o minore se si va scalzi,
A mio modesto avviso è una questione pittosto accademica, infatti Flavio si è meravigliato che io ne sapessi appena un po'. Ed ha ragione, ma tutti abbiamo qualche riserva di sapere..
Bastetnefrere ha scritto:però ho notato che quando cammino molto scalza, considerate però che sono solo all'inizio, sono sovrappeso e cammino scalza in casa, sull'asfalto e sulla sabbia, o faccio nordic walking sempre scalza sento molti dolorini sia alle ossa dei piedi che ai polpacci, penso dipenda dalla "novità" di fare questo genere di sport scalza (inoltre ho rilevato un piccolo ma significativo problema coi bastoni), perchè quando praticavo arti marziali non ho mai sentito dolori alle ossa dei piedi, magari avevo vesciche ovunque, ma dolori così no. E' per questo che penso siano legati al peso e all'assestamento delle ossa dei piedi nella nuova camminata e anche perchè quando mi alleno cammino sulla sabbia.
Che ne dite?
Hai ragione, per non sentre più fastidio o dolorini, andare scalzi il più possibile aiuta molto; i muscoli però non si adattano facilmente a due modi di camminare e finisce che facendo così li si stressa di più. Per quanto mi riguarda posso dire che se si decide di andare scalzi, bisogna essere piuttosto costanti eallora si vedono davvero i benefici. Non sono per niente convinto che serva camminare sulla sabbia perché quel tipo di terreno non trovo che serva per imparare ad andare scalzi.
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Messaggio  Elan il Sab Feb 23 2013, 21:05

Io ho iniziato a camminare scalzo nel novembre del 2009 (se ricordo bene), incrementando rapidamente la durata e lal lunghezza dei percorsi. Ad aprile la tendinite al tendine di achille mi ha bloccato per un po' e sono stato costretto ad usare per mesi gli zoccoli Mefisto (tipo clogs) perchè non potevo sopportare il contatto di alcunchè con il tendine. I dolori articolari a tutto il piede, specialmente per i primi passi la mattina, sono perdurati ancora per mesi. Ma nel 2011 mi sono fatto coinvolgere nella staffetta maratona di vienna ed ho corso, per la prima volta in vita mia, a 58 anni, 6 km senza mai fermarmi, per di più a piedi nudi ....

Insomma, è stato un percorso non privo di sofferenza fisica, ma oggi sto scalzo appena posso e riesco a correre anche fuori dall'asfalto, persino su piccoli ciottoli o terreni comunque abbastanza scabrosi.

Credo che all'inizio, specialmente se si inizia in età avanzata, bisogna saper stringere i denti per continuare.... ma il piacere di stare scalzo era ed è sempre stato maggiore della sofferenza.

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Messaggio  Bastetnefrere il Dom Feb 24 2013, 20:39

Ciao! Grazie delle indicazioni! Io cammino scalza soprattutto sulla sabbia perche' lo trovo piu' comodo x i bastoni del nordic walking e anche xche' e' il posto piu' vicino a casa mia! Seguiro' i vostri consigli di stare scalza il piu' possibile!
Grazie!

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Messaggio  lucignolo il Dom Feb 24 2013, 21:25

Bastetnefrere ha scritto:Che ne dite?
Dico che più la superficie calpestata diventa ostica, più bisogna guardare dove si appoggiano i piedi.
Lo si impara in modo quasi naturale, ecco perché penso che chi dice che è più facile traumatizzarsi parla senza sapere le cose e ragiona da calzato.
Tuttavia scalzo non puoi sbattere i piedi dove e come ti capitano, perciò se si è carenti di preparazione fisica, si è in sovrappeso e se si ha la necessità di arrivare alla meta in tempi brevi o di seguire un gruppo frettoloso, allenato e calzato, allora è meglio mettersi un paio di sandali da trekking.
A meno che non si abbiano davvero piedi molto temprati a tutti i tipi di superficie, allora per fare dieci chilometri non farai 100 000 movimenti per appoggiare bene i piedi, ma solo 10 000.
E spenderai molto, ma molto meno.
Insomma, noi barefooters siamo pieni di entusiasmo, ma, spesso, dimentichiamo che siamo, purtroppo, scalzi di ritorno ed ancora più frequentemente lo diventiamo tardi, ci manca, quindi, il tempo necessario per sviluppare quelle capacità che ci potrebbero permettere di discutere con i calzati alla stessa altezza degli occhi.
Mancano dati obiettivi di biomeccanica scalza, in particolare su terreni difficoltosi; se fossi un medico sportivo mi piacerebbe occuparmene, pur sapendo che la ricerca va a braccetto con gli interessi di chi finanzia.
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