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Ulcere

Messaggio  Elan il Mar Nov 30 2010, 00:32

Un ulcera, ho dovuto imparare recentemente a mie spese, è una ferita per la quale si "inceppa" il meccanismo di autoriparazione e, di conseguenza, non guarisce.... una cosa decisamente antipatica cui prestare attenzione.

Un mese fa, durante una passeggiata, mi sono prodotto una scorticatura sotto l'arco del piede. In pratica ho perso l'epidermide in una zona circolare di circa 1 cm di diametro. E' una cosa che mi è successa spesso, è fastidiosa, ma nel giro di una settimana si forma la crosta e guarisce.

Stavolta ciò non è successo, ma si è formato uno strato giallastro secco ma dolorante al tatto, che pensavo essere una infezione e continuavo a trattare con pomata di gentalin beta. In più non resistevo a tornare in giro nel fango a piedi nudi, per cui la ferita tornava ad infettarsi o a dolorare e allora giù con altra pomata e cerotto.

Finalmente dopo 3 settimane sono andato da un dermatologo (una signora) che mi ha spiegato che la ferita non guariva perchè si era formato uno strato di fibrina che bloccava il processo di ristrutturazione del tessuto.

La causa? probabilmente l'eccessivo uso di pomata al cortisone (il gentalin beta contiene cortisone), la mancanza di ossigenazione dovuta al cerotto praticamente impenetrabile all'aria.

Ora devo fare un trattamento due volte al giorno, che comprende lavaggio con acqua borica al 3% e l'appicazione alternata di vari prodotti cicatrizzanti ... mi sembra che lentamente migliori.

La dottoressa mi ha chiesto molto sul barefooting e sembrava interessata e divertita... mi ha detto che posso stare scalzo, ma per ora solo in casa e con una compressa di garza applicata in modo da proteggere la ferita permettendole di respirare.

Insegnamenti che vorrei trasmettere: le ferite vanno lavate e disinfettate (acqua ossigenata o tinture), una pomata antibiotica va bene per qualche giorno, poi medicare con prodotti cicatrizzanti senza rinchiudere la ferita in una pentola a pressione.

Niente prodotti cortisonici, salvo espressa prescrizione medica.












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Elan

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Re: Ulcere

Messaggio  lucignolo il Mar Nov 30 2010, 00:41

Elan ha scritto:Insegnamenti che vorrei trasmettere: le ferite vanno lavate e disinfettate (acqua ossigenata o tinture), una pomata antibiotica va bene per qualche giorno, poi medicare con prodotti cicatrizzanti senza rinchiudere la ferita in una pentola a pressione.

Niente prodotti cortisonici, salvo espressa prescrizione medica.
Le ferite devono respirare.
Prevenirle, soprattutto, senza strafare, ma se succede non soffocatele in un ambiente anaerobico (privo di ossigeno) che peggiorerebbe la situazione.
I cortisonici, come tutti i farmaci in genere, vanno usati solo su consiglio del medico.
Analogie, consigli degli amici (incompetenti) o articoli sul Corriere dei Piccoli Smile sono tutte cose da evitare











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Re: Ulcere

Messaggio  Enzo il Mar Nov 30 2010, 08:02

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Ultima modifica di Enzo il Mer Dic 01 2010, 22:25, modificato 1 volta

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Re: Ulcere

Messaggio  Rei il Mar Nov 30 2010, 09:24

Enzo ha scritto:e un po' di prudenza che porti a non camminare scalzi con una ferita ancora aperta e non protetta.
Sagge parole scritte molte volte, ma che è sempre meglio ripetere.
Con la salute (e le infezioni) non si scherza.
Anche quello che segue l'ho scritto molte volte: per non rinunciare a stare scalzo, in caso di piccole ferite, dopo averle disinfettate e pulite con acqua ossigenata, che penetra in profondità ed espelle eventuale sporcizia, metto un primo strato isolante di cerotto liquido e poi, quando il primo è asciutto, uno strato "da usura" di Attak (sì l'Attak, il collante istantaneo), che eventualmente rinnovo dopo un paio di giorni.
Fate attenzione che entrambi gli strati protettivi impiegano un po' a seccare.
La ferita guarisce rapidamente e la protezione impedisce che si infetti.
In certe zone, dove cerotti e garze si staccherebbero e sposterebbero per azione meccanica, questo tipo di protezione è più efficace dei suddetti cerotti e garze anche se si mettono le scarpe.

E in ogni caso fate o rinnovate alla scadenza la vaccinazione antitetanica.
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Re: Ulcere

Messaggio  Elan il Mer Dic 15 2010, 09:57

Finalmente è guarita completamente. Ho seguito le istruzioni della dottoressa ed ho medicato con tutte quelle pomate mattina e sera, ma l'impressione di un miglioramento netto l'ho avuta non appena ho smesso di usare il gentalin beta. Come la dermatologa aveva detto, prima che potesse rimarginare nel modo giuto doveva staccarsi la fibrina, cosa che è successa dopo circa 10 giorni ... da quel momento in poi tutto è andato veloce.

Tre giorni fa prima del gran freddo ho fatto una passeggiata: era freddo ma il fondo era ancora liquido e fangoso ... ieri invece ho dovuto desistere dopo un chilometro: a -5°C il fondo era completamente ghiacciato, durissimo e ogni piega del fango, ogni ciuffo d'erba appuntito e tagliente. In queste condizioni credo sia possibile camminare solo sulle strade asfaltate, dove il freddo secco non da' grossi problemi.

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arrossamenti delle piante dei piedi

Messaggio  brunetto il Mer Feb 02 2011, 17:40

Ehilà agazzi, forse non entro nel forum nel modo più corretto!!!! sono un pò una frana col computer. volevo chiedere un consiglio: lunedi ho camminato forse un pò troppo a ravenna, un pò freddo e strade un pò bagnate e superfici anche un pò raspicose: ora mi bruciano specialmente i talloni (ant. e post.), da ieri sono calzato e mi faccio pediluvi con acqua e bicarbonato e sale grosso e poi metto una pomata tipo il gentalin.
c'è qualche accorgimento di meglio perchè mordo il freno ed ho voglia di riprendere lo scalzismo. ciao a tutti e grazie-bruno rimini




Elan ha scritto:Un ulcera, ho dovuto imparare recentemente a mie spese, è una ferita per la quale si "inceppa" il meccanismo di autoriparazione e, di conseguenza, non guarisce.... una cosa decisamente antipatica cui prestare attenzione.

Un mese fa, durante una passeggiata, mi sono prodotto una scorticatura sotto l'arco del piede. In pratica ho perso l'epidermide in una zona circolare di circa 1 cm di diametro. E' una cosa che mi è successa spesso, è fastidiosa, ma nel giro di una settimana si forma la crosta e guarisce.

Stavolta ciò non è successo, ma si è formato uno strato giallastro secco ma dolorante al tatto, che pensavo essere una infezione e continuavo a trattare con pomata di gentalin beta. In più non resistevo a tornare in giro nel fango a piedi nudi, per cui la ferita tornava ad infettarsi o a dolorare e allora giù con altra pomata e cerotto.

Finalmente dopo 3 settimane sono andato da un dermatologo (una signora) che mi ha spiegato che la ferita non guariva perchè si era formato uno strato di fibrina che bloccava il processo di ristrutturazione del tessuto.

La causa? probabilmente l'eccessivo uso di pomata al cortisone (il gentalin beta contiene cortisone), la mancanza di ossigenazione dovuta al cerotto praticamente impenetrabile all'aria.

Ora devo fare un trattamento due volte al giorno, che comprende lavaggio con acqua borica al 3% e l'appicazione alternata di vari prodotti cicatrizzanti ... mi sembra che lentamente migliori.

La dottoressa mi ha chiesto molto sul barefooting e sembrava interessata e divertita... mi ha detto che posso stare scalzo, ma per ora solo in casa e con una compressa di garza applicata in modo da proteggere la ferita permettendole di respirare.

Insegnamenti che vorrei trasmettere: le ferite vanno lavate e disinfettate (acqua ossigenata o tinture), una pomata antibiotica va bene per qualche giorno, poi medicare con prodotti cicatrizzanti senza rinchiudere la ferita in una pentola a pressione.

Niente prodotti cortisonici, salvo espressa prescrizione medica.












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Re: Ulcere

Messaggio  Elan il Lun Feb 07 2011, 10:33

Non ho capito bene i "talloni anteriori" cosa siano ... immagino che intendi il metatarso, cioè la parte anteriore che segue le dita sulla quale poggiamo il peso mentre camminiamo o sulla quale possiamo stare in "punta di piedi". Ti dirò che il bruciore che senti è normale e passa in uno o due giorni ed è dovuto all' attrito tra il terreno ruvido e la pelle ... come conseguenza questa tenderà ad aumentare di spessore ed il piede diverrà sempre più adatto al "fuoristrada". Tuttavia devi stare attento perchè uno sforzo prolungato eccessivo può produrre delle vesciche e/o dei versamenti. In questi casi il bruciore è più forte e non è consigliabile ributtarsi subito su nuove passeggiate. I versamenti, che possono essere causati anche dall' urto su di una punta o un sassolino, si riconoscono perchè noterai un'area di colore più scuro, chè è il sangue imprigionato tra epidermide e derma. Una cosa analoga succede con le vesciche: si nota un'area in cui la pelle ha un colore diverso perchè si è formata una bolla di liquido tra epidermide e derma. La secrezione di liquido è una reazione del corpo al distacco tra i due strati della pelle dovuto all' attrito della camminata: l'interstizio viene riempito di liquido per ridurre i danni da scorrimento tra i due strati e contemporaneamente il dolore causato dalla pressione del liquido ci dice di "prendercela più calma". Per la cura delle vesciche rimando a ottime indicazioni che puoi trovare con google, ma raccomando di attendere prima di riprendere le camminate e di fare attenzione al fatto che a guarigione avvenuta, la pelle esterna si staccherà e ti troverai a camminare su di uno strato sano e nuovo, ma, ahimè, non ancora indurito dall'uso, per cui è bene fare un po ' più attenzione.
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Re: Ulcere

Messaggio  brunetto il Lun Feb 07 2011, 21:53

Si, intendevo il metatarso. grazie per i tuoi consigli. Mi ci sono voluti 3/4 giorni, venerdì ho ripreso a star molto meglio ed ho ripreso lo scalzismo. in questi giorni le temperature sono molto migliori ed anche i piedi soffrono di meno. oggi per lavoro sono stato a porto corsini, marina romea e marina di ravenna e ne ho approfittato per camminare un pò scalzo, sia in spiaggia che non. un terreno che affatica molto sono i famosi sanpietrini; rovinano gli ammortizzatori delle auto e fan girare le "palle" ai piedi. e di questi sanpietrini ce n'è in ogni dove... ciao brunetto


Elan ha scritto:Non ho capito bene i "talloni anteriori" cosa siano ... immagino che intendi il metatarso, cioè la parte anteriore che segue le dita sulla quale poggiamo il peso mentre camminiamo o sulla quale possiamo stare in "punta di piedi". Ti dirò che il bruciore che senti è normale e passa in uno o due giorni ed è dovuto all' attrito tra il terreno ruvido e la pelle ... come conseguenza questa tenderà ad aumentare di spessore ed il piede diverrà sempre più adatto al "fuoristrada". Tuttavia devi stare attento perchè uno sforzo prolungato eccessivo può produrre delle vesciche e/o dei versamenti. In questi casi il bruciore è più forte e non è consigliabile ributtarsi subito su nuove passeggiate. I versamenti, che possono essere causati anche dall' urto su di una punta o un sassolino, si riconoscono perchè noterai un'area di colore più scuro, chè è il sangue imprigionato tra epidermide e derma. Una cosa analoga succede con le vesciche: si nota un'area in cui la pelle ha un colore diverso perchè si è formata una bolla di liquido tra epidermide e derma. La secrezione di liquido è una reazione del corpo al distacco tra i due strati della pelle dovuto all' attrito della camminata: l'interstizio viene riempito di liquido per ridurre i danni da scorrimento tra i due strati e contemporaneamente il dolore causato dalla pressione del liquido ci dice di "prendercela più calma". Per la cura delle vesciche rimando a ottime indicazioni che puoi trovare con google, ma raccomando di attendere prima di riprendere le camminate e di fare attenzione al fatto che a guarigione avvenuta, la pelle esterna si staccherà e ti troverai a camminare su di uno strato sano e nuovo, ma, ahimè, non ancora indurito dall'uso, per cui è bene fare un po ' più attenzione.
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Messaggio  Ospite il Lun Feb 07 2011, 22:56



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Re: Ulcere

Messaggio  lucignolo il Mer Feb 09 2011, 22:41

NonSoloSolo ha scritto:
Elan ha scritto:Non ho capito bene i "talloni anteriori" cosa siano ... immagino che intendi il metatarso, cioè la parte anteriore che segue le dita sulla quale poggiamo il peso mentre camminiamo o sulla quale possiamo stare in "punta di piedi".
Aiaiaiai Shocked Shocked , non sei stato attento... Ne avevamo parlato in un vecchio post...
Il tallone è l'estremità posteriore del piede ed è costituito dal calcagno, una delle sette ossa del tarso.
Le articolazioni metatarso-falengee, tramite la flessione dorsale delle dita, avviano il meccanismo dell'argano nella fase propulsiva della deambulazione.
È proprio in questa zona che si sviluppano gli attriti più intensi che provocano la formazione di vesciche.
Chiamiamo le cose secondo il loro nome anatomico.
Definizione fantasiose, ma non rigorose, come il tallone anteriore, servono solo a confondere le idee.
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Messaggio  Ospite il Mer Feb 09 2011, 23:48




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Re: Ulcere

Messaggio  lucignolo il Ven Feb 11 2011, 21:47

NonSoloSolo ha scritto:
Elan ha scritto:... il metatarso, cioè la parte anteriore che segue le dita sulla quale poggiamo il peso mentre camminiamo o sulla quale possiamo stare in "punta di piedi".
Il metatarso è una parte dello scheletro del piede consistente di cinque ossa lunghe e sottili disposte parallelamente.
È l'analogo del metacarpo della mano. Il metatarso è situato tra il tarso e le dita. Procedendo dall'interno verso l'esterno le ossa del metatarso sono denominate progressivamente da 1 a 5.
lucignolo ha scritto:Definizione fantasiose, ma non rigorose, come il tallone anteriore, servono solo a confondere le idee.
La definizione fantasiosa "tallone anteriore", a detta di qualcuno, è la definizione corretta.

Menziono alcuni fantasiosi professori che la utilizzano:
G. Barneschi, M. Pierattelli, L. Biancalani, A. Marini, G. Bonini, V. Flori nel 7º Convegno pediatrico a Firenze nel 2002 "L’Esame Podoscopico in Pediatria";

la podologa Daniela ASSENZA a Siracusa;

il gruppo di lavoro dell’ASL della Provincia di Varese composto da:
dr. Matteo Casali, UO di Ortopedia dell’AO di Gallarate
dr. Fabio D’Angelo, UO di Ortopedia dell’AO di Varese
dr.ssa Tiziana Mattioli, UO Recupero e Rieducazione Funzionale AO di Varese
dr. Marco Forcellini, UO Recupero e Rieducazione Funzionale AO di Gallarate
dr.ssa Rosalia Chendi, UO Recupero e Rieducazione Funzionale AO di Busto A.
dr. Pietro Di Benedetto, UO Recupero e Rieducazione Funzionale AO di Busto A.
dr. Paolo Donnini, UO Diabetologia AO di Varese
sig. Andrea Castellazzi, Ortopedia Saronnese
sig. Sottocasa Simone, Ortopedia Varesina
sig.ri Della Valle Alfredo e Germano, Centro di Terapia del Piede
dr.ssa M.Grazia Buzzi, ASL della Provincia di Varese;

Inoltre tale definizione fantasiosa viene utilizzata da "Il Centro Sanitario" di Collegno che si occupa dello studio delle problematiche del piede e degli arti inferiori, la ritroviamo anche in "Ortopediatria, Manuale pratico di ortopedia per il pediatra" degli autori A. Novembri, A. Pagliazzi, V. Flori, M. Generoso, E. Solito e nel sito "www.podologiditalia.it".
Mi fermo qui, perché la lista di autorevoli fantasiosi sarebbe pressoché infinita.

Sono loro che ci confondono davvero le idee utilizzando definizioni, per qualcuno, non rigorose?
Dovremmo forse dar loro una raddrizzata e intervenire nei congressi per correggerli e bacchettarli?
Secondo me sì, perché quando si lavora in ambito internazionale si deve parlare un linguaggio internazionale, altrimenti tutti ci inventiamo termini fantasiosi ingenerando solo confusione.
Non so che professione tu svolga, ma lascia che siano gli scienziati a decidere, senza invadere campi che non sono di tua stretta competenza.
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Messaggio  Ospite il Ven Feb 11 2011, 23:06



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Re: Ulcere

Messaggio  lucignolo il Mar Feb 15 2011, 15:04

NonSoloSolo ha scritto:
lucignolo ha scritto:Non so che professione tu svolga, ma lascia che siano gli scienziati a decidere, senza invadere campi che non sono di tua stretta competenza.
Mi spieghi con quali elementi dici che ciò di cui parlo non è di mia stretta competenza?
Continuo a non sapere qual'è la tua professione.
Io faccio il biologo.
Ci illumini qualche illustre scienziato su come si chiama la parte dell'impronta del piede, volgarmente chiamata da pseudo scienziati prezzolati "tallone anteriore".
Si chiama semplicemente avampiede ed è determinata dall'appoggio delle ossa del metatarso.
In pratica l'impronta del piede viene distinta in retropiede, mesopiede (o istmo) ed avampiede.
Questa è la nomenclatura ufficiale.
Non c'è bisogno di citare illustri scienziati.
Basta leggere.

http://www.uni.net/igea/legislazione/congresso1.htm

http://users.unimi.it/ortop/parrini/ppiatto_iper4.html

http://www.nonsolofitness.it/scienza-movimento/rieducazione-posturale/piede-iiatto.html

http://www.scienzaesport.com/MO/001A/001A.htm

http://www.centrortopedico.it/www/Presentazione/PRESENTAZIONEdefinitiva.PPT#24

http://it.wikipedia.org/wiki/Piede_(anatomia)

http://www.sportmedicina.com/il_piede_-_fisiologia.htm

Nessuno parla di tallone anteriore.
A volte, in occasione di congressi nazionali, ci si concede qualche licenza terminologica e questo lo si chiarisce in sede di congresso.
Si può fare, ma chi è fuori può pensare che si tratti di nomenclatura internazionale.
Ed è solo quest'ultima che conta.
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