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Timore dei vetri

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Messaggio  young_barefooter Lun Apr 12 2021, 12:00

Ultimamente sono riemersi vecchi timori che pensavo di aver superato, primo tra tutti quello delle temibili "schegge di vetro".
Non che mi sia mai fatto danni seri, sempre appunto sporadiche scheggine abbastanza dolorose sul momento ma sempre tranquillamente sistemabili con pinzetta, poca acqua ossigenata e un cerotto. Quanto basta comunque per andare in agitazione, non tanto quando l'evento temuto si verifica effettivamente, più che altro PRIMA...
Mi spiego: in pratica quando esco scalzo non riesco ad avere la scioltezza e la serenità che avevo un tempo. Ogni due passi, ogni minimo sassolino che pesto sono lì a controllare di non essermi tagliato, così non va bene. Per uscire scalzo devo fare uno sforzo di volontà e appunto mentre sono in giro non riesco più a godermi il momento, alla fine (per quel poco di uscite che faccio ora, in tempi di Covid) sono più le volte che preferisco indossare le scarpe, mi danno maggiore tranquillità.
E' una situazione brutta, all'inizio non ero così, sarei andato scalzo ovunque ma evitavo per il timore "sociale"... Ora me ne frego delle persone ma ho comunque timori a uscire scalzo. Mi domando se un barefooter sia ancora tale se si sente più sicuro con le scarpe piuttosto che senza.
Spero che sia solamente un momento, legato a questa situazione di incertezza e timori vari chiamata "Covid-19".
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Messaggio  GECO Lun Apr 12 2021, 18:39

Ti capisco perché pure io ho lo stesso problema.
Un paio di anni fa circa avevo iniziato a correre scalzo e la cosa mi riusciva molto più facile dal punto psicologico che camminare scalzo nella mia città soprattutto nei dintorni.
Poi un po' che ho subito degli infortuni non vetri me una micro frattura da stress che è molto peggio sia perché per riprendere ci sono voluti 2-3 mesi sia perché è subdola. Se ti ferisci con un vetro la cosa è palese ok non ho visto il vetro sono stato poco attento. Nel mio caso invece non vedi nulla. Devi avere il buon senso di fermarti al primo fastidio ma spesso accade che uno pensa ma no non è nulla...
Poi ci si è messo pure il covid e pure io prima per timore e vergogna un po' per non farmi del male proprio ora che non è il caso e al momento corro con le scarpe.
Anche perché uno si deve riabituare sia la mente sia il piede che ormai ha perso molto. Cerco di usare scarpe minimal ma mi manca il piacere del contatto con il suolo.
Diciamo che poi con le scarpe sono più sereno corro dove mi pare dall'asfalto cattivo al ghiaino ai marciapiedi con i vetri senza dovere stare all'occhio che tra l'altro correndo è ancora più difficile. Ogni tanto mi stupisco pensando che si un tempo riuscivo a correre scalzo anche sul ghiaino. Vedremo magari ora con la bella stagione e si spera con il calo dei contagi saremo più sereni e riprenderemo.

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Messaggio  GECO Lun Apr 12 2021, 18:43

Aggiungo credo che sia un po' come quando fai un incidente in macchina. Se uno si scoraggia e teme di farne un altro va a finire che non guida più. Se invece uno riprende subito non perde la mano.

GECO

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Messaggio  young_barefooter Mar Apr 13 2021, 10:15

GECO ha scritto:Aggiungo credo che sia un po' come quando fai un incidente in macchina. Se uno si scoraggia e teme di farne un altro va a finire che non guida più. Se invece uno riprende subito non perde la mano.

Diciamo che causa limitazioni imposte dal Covid manca proprio la possibilità di "riprendere a guidare".
Le occasioni di uscire si riducono alla spesa o poche altre situazioni in cui preferisco ricorrere alle scarpe. Gite, passeggiate al parco, escursioni varie per ora sono eventi che appartengono al passato, chiaramente restare a casa a rimuginare non aiuta a superare i propri timori, addirittura rischia di ingrandirli se uno ci rimugina troppo.
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Messaggio  GECO Mar Apr 13 2021, 10:33

young_barefooter ha scritto:
GECO ha scritto:Aggiungo credo che sia un po' come quando fai un incidente in macchina. Se uno si scoraggia e teme di farne un altro va a finire che non guida più. Se invece uno riprende subito non perde la mano.

Diciamo che causa limitazioni imposte dal Covid manca proprio la possibilità di "riprendere a guidare".
Le occasioni di uscire si riducono alla spesa o poche altre situazioni in cui preferisco ricorrere alle scarpe. Gite, passeggiate al parco, escursioni varie per ora sono eventi che appartengono al passato, chiaramente restare a casa a rimuginare non aiuta a superare i propri timori, addirittura rischia di ingrandirli se uno ci rimugina troppo.

Ma per quanto mi riguarda stando a Milano il comune entro cui dover stare è grande. Spesso vado al parco delle cave dove siamo stati insieme.
Poi la Lombardia se non mi sbaglio ha cambiato colore 17 volte... quindi quando eravamo gialli si poteva andare in giro per tutta la regione.
Insomma tolto il primo lockdown ora anche in zona rossa vedi in giro parecchia gente che passeggia, corre, va in bici ecc. Cosa che è consentita.

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Messaggio  Appleseed Mar Apr 13 2021, 14:23

GECO ha scritto:Aggiungo credo che sia un po' come quando fai un incidente in macchina. Se uno si scoraggia e teme di farne un altro va a finire che non guida più. Se invece uno riprende subito non perde la mano.
Però nel nostro caso direi: non perde il piede  Very Happy .
GECO ha scritto:
Diciamo che poi con le scarpe sono più sereno corro dove mi pare dall'asfalto cattivo al ghiaino ai marciapiedi con i vetri senza dovere stare all'occhio che tra l'altro correndo è ancora più difficile. Ogni tanto mi stupisco pensando che si un tempo riuscivo a correre scalzo anche sul ghiaino. Vedremo magari ora con la bella stagione e si spera con il calo dei contagi saremo più sereni e riprenderemo.
Effettivamente correre è più pericoloso che non camminare perché si porta più peso sul piede di appoggio e c’è meno tempo per avvistare gli ostacoli. Però ricordo che era una bella sensazione correre a piedi nudi, e con vantaggi per schiena e ginocchia malandate. Poi qualche scheggia di vetro camminando in città dai e dai la becchi, ma se hai le suole ben condizionate il più delle volte non fa danni.
young_barefooter ha scritto:
Le occasioni di uscire si riducono alla spesa o poche altre situazioni in cui preferisco ricorrere alle scarpe. Gite, passeggiate al parco, escursioni varie per ora sono eventi che appartengono al passato, chiaramente restare a casa a rimuginare non aiuta a superare i propri timori, addirittura rischia di ingrandirli se uno ci rimugina troppo.
Si va verso progressive riaperture, ma visti i precedenti e le notizia che arrivano da tutto il mondo teniamo molte dita incrociate. Il giorno che ci si potrà spostare tra regioni speriamo si possa fare in sicurezza un ritrovo come quello dello scorso anno sul Garda. Camminare in compagnia fa bene anche al morale!
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Messaggio  disc Mar Apr 13 2021, 23:44

young_barefooter ha scritto:Ultimamente sono riemersi vecchi timori che pensavo di aver superato, primo tra tutti quello delle temibili "schegge di vetro".
Non che mi sia mai fatto danni seri, sempre appunto sporadiche scheggine abbastanza dolorose sul momento ma sempre tranquillamente sistemabili con pinzetta, poca acqua ossigenata e un cerotto. Quanto basta comunque per andare in agitazione, non tanto quando l'evento temuto si verifica effettivamente, più che altro PRIMA...
Mi spiego: in pratica quando esco scalzo non riesco ad avere la scioltezza e la serenità che avevo un tempo. Ogni due passi, ogni minimo sassolino che pesto sono lì a controllare di non essermi tagliato, così non va bene. Per uscire scalzo devo fare uno sforzo di volontà e appunto mentre sono in giro non riesco più a godermi il momento, alla fine (per quel poco di uscite che faccio ora, in tempi di Covid) sono più le volte che preferisco indossare le scarpe, mi danno maggiore tranquillità.
E' una situazione brutta, all'inizio non ero così, sarei andato scalzo ovunque ma evitavo per il timore "sociale"... Ora me ne frego delle persone ma ho comunque timori a uscire scalzo. Mi domando se un barefooter sia ancora tale se si sente più sicuro con le scarpe piuttosto che senza.
Spero che sia solamente un momento, legato a questa situazione di incertezza e timori vari chiamata "Covid-19".

Potresti ricominciare camminando scalzo nella natura non lontano da casa, per riprendere l'allenamento fisico ma soprattutto quello mentale (penso sia psicologicamente più facile andare scalzi in natura piuttosto che in città). Stavo guardando la cartina ed ho visto che nel bel mezzo della bassa padana c'è la Collina di San Colombano, con vigneti, boschi, tracciato variegato in saliscendi ed un percorso attrezzato: potrebbe fare al caso tuo se non ci fossi già stato (sembra carino dalle immagini di internet). Oppure il Parco dei Sillari o ancora il Parco del Brembiolo. Facci sapere.
Anch'io comunque ho ridotto le mie attività, mi riprenderò i prossimi mesi. Ciao!

disc

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Messaggio  young_barefooter Mer Apr 14 2021, 11:31

disc ha scritto:
Potresti ricominciare camminando scalzo nella natura non lontano da casa, per riprendere l'allenamento fisico ma soprattutto quello mentale (penso sia psicologicamente più facile andare scalzi in natura piuttosto che in città). Stavo guardando la cartina ed ho visto che nel bel mezzo della bassa padana c'è la Collina di San Colombano, con vigneti, boschi, tracciato variegato in saliscendi ed un percorso attrezzato: potrebbe fare al caso tuo se non ci fossi già stato (sembra carino dalle immagini di internet). Oppure il Parco dei Sillari o ancora il Parco del Brembiolo. Facci sapere.
Anch'io comunque ho ridotto le mie attività, mi riprenderò i prossimi mesi. Ciao!

Grazie per i suggerimenti, effettivamente sono percorsi che peraltro conoscevo e non sono nemmeno lontani da casa.
A essere sincero quello che piuttosto mi manca è la volontà di uscire, i vetri sono tra i tanti alibi che mi creo per evitare di affrontare la realtà.
Il mio problema è un mix tra ansia per la situazione in generale (che non accenna a migliorare) e un senso di vuoto e apatia che mi trascino da mesi ormai, principalmente da quando ho iniziato a lavorare 5 giorni su 5 in smartworking.
Più o meno, caratterialmente la tendenza per me è sempre stata quella di rinchiudermi, prima del Covid però l'essere costretto a uscire dal guscio per andare al lavoro o in altri luoghi che frequentavo mi aiutava a mantenere un certo equilibrio e un minimo di contatto con la realtà.

Ora con questa situazione ciò e venuto meno ed eccomi qua barricato in casa. Sono pure vaccinato, dalle mie parti la situazione Covid è tranquilla (abbiamo già "dato" nel 2020, in paese è stato un massacro) eppure la volontà di mettere piede fuori di casa manca ancora. Ogni volta trovo qualche alibi (la paura del virus, i vetri, il timore di essere allontanato dai posti pubblici se calzo ecc.) per giustificare la rinuncia in partenza a tentare di riconnettermi in qualche modo col mondo esterno. Mi sento come in una sorta di "prigione dorata" dove nonostante tutti i confort mi sento rinchiuso, ma è come se mi mancasse la volontà di uscirne.

Non so se si tratta di depressione o semplici problemi legati all'ansia.
Speriamo che le cose possano migliorare, ma credo che la forza di uscirne (ma anche di cercare eventualmente un supporto psicologico professionale) non posso fare altro che trovarla in me stesso.
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Messaggio  aldo1953 Mer Apr 14 2021, 16:14

young_barefooter ha scritto:
disc ha scritto:
Potresti ricominciare camminando scalzo nella natura non lontano da casa, per riprendere l'allenamento fisico ma soprattutto quello mentale (penso sia psicologicamente più facile andare scalzi in natura piuttosto che in città). Stavo guardando la cartina ed ho visto che nel bel mezzo della bassa padana c'è la Collina di San Colombano, con vigneti, boschi, tracciato variegato in saliscendi ed un percorso attrezzato: potrebbe fare al caso tuo se non ci fossi già stato (sembra carino dalle immagini di internet). Oppure il Parco dei Sillari o ancora il Parco del Brembiolo. Facci sapere.
Anch'io comunque ho ridotto le mie attività, mi riprenderò i prossimi mesi. Ciao!

Grazie per i suggerimenti, effettivamente sono percorsi che peraltro conoscevo e non sono nemmeno lontani da casa.
A essere sincero quello che piuttosto mi manca è la volontà di uscire, i vetri sono tra i tanti alibi che mi creo per evitare di affrontare la realtà.
Il mio problema è un mix tra ansia per la situazione in generale (che non accenna a migliorare) e un senso di vuoto e apatia che mi trascino da mesi ormai, principalmente da quando ho iniziato a lavorare 5 giorni su 5 in smartworking.
Più o meno, caratterialmente la tendenza per me è sempre stata quella di rinchiudermi, prima del Covid però l'essere costretto a uscire dal guscio per andare al lavoro o in altri luoghi che frequentavo mi aiutava a mantenere un certo equilibrio e un minimo di contatto con la realtà.

Ora con questa situazione ciò e venuto meno ed eccomi qua barricato in casa. Sono pure vaccinato, dalle mie parti la situazione Covid è tranquilla (abbiamo già "dato" nel 2020, in paese è stato un massacro) eppure la volontà di mettere piede fuori di casa manca ancora. Ogni volta trovo qualche alibi (la paura del virus, i vetri, il timore di essere allontanato dai posti pubblici se calzo ecc.) per giustificare la rinuncia in partenza a tentare di riconnettermi in qualche modo col mondo esterno. Mi sento come in una sorta di "prigione dorata" dove nonostante tutti i confort mi sento rinchiuso, ma è come se mi mancasse la volontà di uscirne.

Non so se si tratta di depressione o semplici problemi legati all'ansia.
Speriamo che le cose possano migliorare, ma credo che la forza di uscirne (ma anche di cercare eventualmente un supporto psicologico professionale) non posso fare altro che trovarla in me stesso.

Ciao, purtroppo penso che sia uno stato d' animo piuttosto comune. Pensa che questa mattina per andare a controllare il mio ex studio in un comune a 4 chilometri dai confini di Milano ho dovuto fare l' autocertificazione, nessuno me l' ha chiesta però a norma di legge avrei dovuto averla.
La prossima Estate probabilmente sarà un tranquillo e diciamolo pure noioso, vagabondare per l' Italia se si potrà uscire di regione. Io continuo a camminare scalzo nel quartiere ma non ho motivi validi, nè voglia di uscirne. Se esco con mia moglie di scalzarmi non se ne parla nemmeno, criticava addirittura i Lunasaldals un poco consumati.
Chiamamolo depressione ? Da medico mi ripugna usare un termine che indica una patologia ben peggiore, però chiamamolo stato depressivo. Inevitabilmente dobbiamo poi trovare una motivazione a tale stato.
Ecco la paura dei vetri (maddai !), ecco la malavoglia di uscire (io mi obbligo ad almeno 3 chilometri al giorno anche per rimediare all' astenia post-covid), ma ho la fortuna che mia moglie per mezza giornata è assente e occhio non vede cuore non duole.
Per allargare l' orizzonte sto riesumando la bici, vedremo, potrebbe essere una soluzione.
Certo il fatto di essere in pensione è un grandissimo vantaggio, non ho obblighi ed orari finalmente.
Immagino che lavorare da casa sia opprimente. Il mio studio era la mia seconda casa in cui ero l' unico e indiscusso padrone, ora mi manca un poco, ma non più di tanto, meglio la pensione.
Un forte abbraccio, e tirati sù, sei giovane e forte non sarà una scheggina di vetro a spaventarti.
Aldo

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Messaggio  Appleseed Mer Apr 14 2021, 16:22

Cerchiamo di essere positivi nonostante tutto. Con il coprifuoco ed i locali chiusi almeno le schegge di bottiglia in strada dovrebbero essersi ridotte. Dico dovrebbero perché tra lavoro (non smart) e restrizioni da zona rossa (in vigore fino a lunedì scorso) sarà un mese che passeggio proprio poco e ahimé quasi mai scalzo.
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Messaggio  Marco53 Mer Apr 14 2021, 16:56

Coraggio figlioli! Proprio da voi mi è venuto l'aiuto per buttare le scarpe oltre l'ostacolo! E adesso viene la paura delle schegge? Non sarà mica cataratta? Cioé che non vedete più bene la strada davanti a voi?
Scherzo, naturalmente. Spero che vi possa incoraggiare il fatto che in tanti anni (ma tanti) di uscite scalze io possa contare una sola cacca pestata, mentre camminavo in un prato (!), tre chewing gum e un numero di schegge di vetro che ancora si può contare sulle due mani e ne avanza. Negli ultimi 10 anni la suola si è rafforzata molto e non è più facilmente penetrabile da piccole schegge.
Tanto che le foto di me a Torino per i 160 anni dell'Unità d'Italia (vedi "scalzi fra la gente") le ho fatte durante una sortita al buio: a marzo pre-ora legale alle 20 e 30 era già notte. E ho lasciato letteralmente le scarpe a casa, quindi ero nell'assoluta impossibilità di calzarmi.
Una sensazione davvero magnifica.
Concordo che il 'coprifuoco' ha ridotto di molto i vetri rotti sparsi in giro e premetto che ogni volta che vedo una bottiglia lasciata lì la prendo con cautela e la butto nel cassonetto più vicino (meglio se ne trovo uno per il vetro, ma non sono così numerosi).
Devo dire che in una delle sortite di questo periodo sono incappato nella più minuscola scheggia della mia vita. Per fortuna che i piedi sono ricchi di terminazioni nervose, così dopo, mentre camminavo in casa sentivo come una specie di doloretto che interpretavo col fatto di aver fatto davvero parecchi km a piedi nudi. Poi mi sono deciso e ho fatto l'esame 'finestra' e ho notato un puntolino. Con la punta di forbicine da ricamo che uso normalmente al posto di aghi o altro, ho aperto leggermente la pelle in quel punto ed è saltata fuori una robina piccolissima. Un goccio di acqua ossigenata, cerotto manco necessario e via di nuovo.
Quindi l'unica, secondo me è di non fermarsi.
A meno di dover fare la cataratta  Very Happy  Non lo dico per essere canzonatorio nei confronti di nessuno. Siete amici e sono assai felice di conoscervi. Però ve ne parlo per esperienza personale: guardate che dopo aver fatto la cataratta il mio occhio destro adesso arriva a 12 decimi e il sinistro ha recuperato i 10/10, direi quindi di avere una vista d'aquila, più o meno. Questo aiuta assai a scansionare bene la strada dinnanzi a me, evitando tutto quello che c'é da evitare.
Saluti incoraggianti
Marco53
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Messaggio  GECO Gio Apr 15 2021, 16:19

Appleseed ha scritto:Cerchiamo di essere positivi nonostante tutto. Con il coprifuoco ed i locali chiusi almeno le schegge di bottiglia in strada dovrebbero essersi ridotte. Dico dovrebbero perché tra lavoro (non smart) e restrizioni da zona rossa (in vigore fino a lunedì scorso) sarà un mese che passeggio proprio poco e ahimé quasi mai scalzo.

Non per fare il disfattista ma non potendo andare nei locali vanno nei parchi con birre ecc. Ma il problema vero non mi sembra sia quello dei vetri.

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Messaggio  GECO Gio Apr 15 2021, 16:32

Sergio secondo me sarebbe meglio se intanto esci anche se calzato chi se ne frega.
In questo modo vedi il mondo che bene o male riprende e si muove anche se con le limitazioni e le chiusure.
Non so dalle tue parti ma qui a Milano tutte le volte che esco vedo che la gente ha voglia di uscire. Personalmente è da tanto che non vado in centro a dire il vero non ci andavo neppure prima anche calzato perché non sono uno da negozi o movida.
Non potendo andare in montagna vado spesso e volentieri al parco o vicino a casa o meglio ancora al parco delle cave che tu hai visto e per me è proprio un bel posto che fa bene allo spirito con il verde e il laghetti e devo dire che è sempre pieno di persone, a volte anche troppo ma essendo all'aperto il rischio è praticamente zero.
Io scalpito per poter tornare in montagna e magari pure a viaggiare anche se su questo nutro qualche dubbio sui mezzi pubblici soprattutto fino a quando non sarò vaccinato. Tu sei già stato vaccinato? Direi che dovresti essere ancora più tranquillo.
Uscire e stare all'aria aperta con il sole e la natura per me è essenziale. Poi io vivendo da solo ho anche la necessità di vedere e parlare con qualcuno.
Inizia ad uscire calzato poi se te la senti in un luogo per te adatto prova ad andare scalzo ma questo al momento per me è secondario. Prima devi tornare ad aver voglia di uscire poi penserai a farlo scalzo.

GECO

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