Le nostre ipocrisie

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Messaggio  lucignolo il Dom Mar 20 2011, 14:57

Ragazzi, scrivo questo post non per polemizzare, ma per dirvi cosa penso in generale della nostra attività.
Si è scritto (non sul forum libero) che è ipocrisia sottacere i problemi inerenti alla nostra passione più o meno segreta e che il forum è pieno di post che testimoniano una profonda intolleranza nei confronti di chi cammina per strada senza scarpe.
Il termine ipocrisia implica lo scopo di accattivarsi la simpatia altrui in vista di qualche vantaggio particolare, utilizzando finzione per simulare buoni sentimenti, amichevole disposizione e rettitudine, perciò non la vedo bene nel nostro forum.
Nessuno ci guadagna concretamente e, mi sembra, nessuno ha peli sulla lingua per esprimere ciò che pensa.
Benissimo, finché non si sconfina nella maleducazione.
Ma il nocciolo della questione è un altro: credo che nessuno abbia mai negato come sia difficile camminare scalzi per strada, ripetendolo così tante volte da apparire pessimista.
Se fosse facile farlo, se la gente fosse amichevole almeno al 60%, questo club non avrebbe ragione di esistere.
La nostra piccolissima società virtuale c'è perché remiamo controcorrente.
Sono anche convinto che la società non la si cambia dall'oggi al domani e credo che questo sia anche il vostro pensiero.
Però arrendendosi e nascondendosi, dando per scontata la sconfitta, si ha la certezza matematica di non andare avanti e, francamente, in questo caso, preferisco rinunciare alla certezza per credere in qualcosa di poco probabile, ma possibile.
Andare a piedi nudi è un hobby, ma qualcuno si chiede: perché devo rinunciare ad un piacere che sento dentro, nella consapevolezza che non faccio male agli altri?
Non si deve litigare, perché litigando si irrigidiscono le proprie posizioni per un meccanismo difensivo, ma se qualcuno desidera fare qualcosa di concreto (facendosi vedere, organizzando gite, scrivendo o proponendo articoli in cui si cerca di demolire falsi miti) ebbene penso che sia una cosa positiva e tutt'altro che inutile, non obbligatoria, ma plausibile.
Ora qui abbiamo a disposizione due risorse: coloro che vogliono entrare in contatto con chi vuol sapere e mostrare agli scettici che non si muore in quanto scalzi e chi ci sostiene moralmente senza troppe pretese.
Mi auguro che si continui così, ad agire su due piani diversi, ma convinti all'unanimità che fare qualcosa che ci piace faccia bene a noi stessi e che la sconfitta certa appartiene solo a chi non si muove.
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Messaggio  Rei il Dom Mar 20 2011, 20:01

lucignolo ha scritto:
Si è scritto (non sul forum libero) che è ipocrisia sottacere i problemi inerenti alla nostra passione più o meno segreta e che il forum è pieno di post che testimoniano una profonda intolleranza nei confronti di chi cammina per strada senza scarpe.
Flavio, tu sei uno scienziato e qualcosa di matematica e statistica ne capisci.
E anche di psicologia.
Che ci dice che tendiamo a memorizzare più le cose negative che quelle positive, dando loro un peso diverso.
Allora è meglio ricorrere alla statistica spannometrica.
Quando sei venuto a Roma mi hai detto che, rispetto alla tua città, gli sguardi di disappunto (o peggio) erano molto inferiori, segno di una tolleranza maggiore a Roma.
Ma, a Roma come a Brescia, o Pechino o Mosca, gli sguardi che notiamo sono pochi, solo di quelli che hanno una reazione.
La maggior parte della gente non ci nota neppure, oppure ci ignora.
Dove li mettiamo, tra i favorevoli o i contrari?
E poi, tra gli sguardi di disapprovazione, dovremmo togliere i "vorrei ma non posso", che sublimano così il loro desiderio insoddisfatto.
In realtà, gli unici di cui ci dovremmo occupare sono quelli che attivamente protestano o ci mettono i bastoni tra le ruote.
Alcuni lo fanno per ignoranza e prudenza: le guardie giurate di Feltrinelli a Roma e Milano che hanno fatto storie, non sapendo (ignoranza) quale era il modo giusto di comportarsi, hanno optato per la prudenza (nel senso di non rischiare loro una reprimenda). Quello di Milano, al contrario del romano si è dimostrato un po' più testone, ma entrambi, con un mio ruggito a Roma e con una letterina scritta con i giusti criteri di comunicazione (lamentandosi cioè del comportamento di un dipendente che così facendo danneggia anche l'azienda e NON minacciando di ritorsioni l'azienda stessa) a Milano, sono stati istruiti al giusto (ripeto: giusto) comportamento da tenere con le persone scalze.
Dai racconti dei soci, episodi di divieti e discriminazioni reali, assommano a meno di una decina all'anno ed almeno la metà si concludono, come da Feltrinelli a Milano, con l'invito (gentile o accompagnato da cazziatone megagalattico) a comportarsi diversamente in futuro.
Dieci episodi all'anno sul totale della popolazione italiana (almeno 54 milioni, qualcosa di più se invece di postare nei forum vi siete dedicati/e a occupazioni più divertenti).
Sì, nei confronti degli scalzi c'è una profonda intolleranza, ma solo da parte di una piccolissima minoranza.
Statisticamente insignificante direi.
NON da ignorare, da combattere, a volte, quando lede i nostri diritti (sempre) e quando vìola leggi e regolamenti (quasi sempre).
E quanto a quei tre-quattro comuni dove fanno storie, beh, ora abbiamo una struttura ufficiale che può, se vuole, muoversi in questo senso.

E comunque, tornando al senso generale del tuo intervento, le difficoltà maggiori sono dentro di noi.
Gli altri, come spesso accade, sono solo una scusa.
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Messaggio  Andrea Grasselli il Dom Mar 20 2011, 20:53

Rei ha scritto:E comunque, tornando al senso generale del tuo intervento, le difficoltà maggiori sono dentro di noi.
Gli altri, come spesso accade, sono solo una scusa.
sono d'accordissimo Rei con quanto scrivi: ho vissuto queste difficoltà per parecchi anni e ora che ne sono felicemente fuori posso dire che erano in gran parte paure e limitazioni mie, che mi imponevo io; non erano imposte dagli altri.

penso che dentro di noi c'è il nostro miglior amico e il nostro peggior nemico: sta a noi scegliere! uff, ma come è difficile a volte scegliere! ho preferito per tanti anni vivere nel pantano dello stare male, ora ne sono uscito in parte: per lo scalzismo direi completamente, in altri ambiti ho ancora stada da fare!

e soprattutto: trovo importante ascoltare anche il mio cuore e il mio corpo, non solo il mio intelletto. cuore e corpo vogliono vivere scalzi, allora vaiiiiiiiiiiiiiiiiii !!!!!!!!

buona vita scalza!
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Messaggio  lucignolo il Dom Mar 20 2011, 20:59

Rei ha scritto:E comunque, tornando al senso generale del tuo intervento, le difficoltà maggiori sono dentro di noi.
Gli altri, come spesso accade, sono solo una scusa.
Certo, ne abbiamo già parlato e convenuto, più e più volte.
Può darsi che non mi sia spiegato bene, ma non era questo il senso del mio post.
Credo sia importante ribadire che nessuno di noi si è mai nascosto dietro falsi ed ipocriti trionfalismi, anzi, semmai abbiamo rischiato il contrario, cioè di amplificare oltre misura certe paure, spesso inconfessate.
Il club vuole, invece, prendere atto delle difficoltà oggettive e partire da queste per dire a tutti che ci stiamo incatenando con le nostre mani con miti, tutto sommato, facili da sfatare, ma difficili da eradicare.
L'inattività o l'indifferenza del "tanto non ci possiamo fare nulla" non ci giova, anzi è il veleno che ci farà morire.
L'importante è calmare gli animi e soffocare paure assurde, come "adesso c'è il club, quindi sono obbligato a far sapere a tutti che vado scalzo", cosa assolutamente non vera.
Non possiamo negare che qualche tentativo di utilizzare il nostro nome e/o il nostro logo per scopi non del tutto chiari c'è già stato e qualche limite bisognava porlo.
Poi il fatto di essere legalmente riconosciuti non ci permetterà di andare scalzi come diritto acquisito, certo che no, ma sempre più autorevoli che rimanendo un'armata brancaleone senza una vera identità.
L'importante, alla fine, è lavorare insieme secondo le proprie possibilità e nei limiti della nostra personalissima concezione di barefooting.
Per questo dovevamo tracciare un confine fra chi si vuole impegnare e chi preferisce dare un suo contributo più modesto, ma, comunque, sempre una proposta per guardare avanti.
Non ammetto braccia conserte o sconfitte predefinite: a costo di sembrare impopolare, meglio che queste persone se ne vadano, così come è meglio che se ne vadano persone con interessi del tutto personali.
Ben vengano, invece, anche coloro che scrivono poco, ma scrivono e ci segnalano siti, episodi, modi di vivere ecc. inerenti il camminare a piedi nudi.
Anche questo, a mio avviso, è un modo di contribuire al nostro piccolo mondo.
Il silenzio perenne, invece, non fa parte del nostro modo di agire.
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Messaggio  Andrea77 il Lun Mar 21 2011, 23:09

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Messaggio  hadashi il Lun Mar 21 2011, 23:21

allarme OT!!! Wink
(p.s.: e poi ti meravigli della reazioni ?!? Wink)
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Messaggio  brunetto il Lun Mar 28 2011, 16:38


Ciao a tutti,
io sono uno di quelli che scrive poco; ho poco tempo libero ed a volte scarico la posta dopo diversi giorni. Però ho camminato scalzo tutto l'inverno; in qualsiasi ambiente; per strada, bar, negozi centri commerciali. Non bado se la gente nota o meno il fatto di portar scarpe; a volte si è così di corsa per fare le commissioni all'ultimo momento che non fai nemmeno casdo a te stesso che sei scalzo. Un fatto particolare lo voglio scrivere: mi è successo due volte all'IKEA di Rimini su circa una decina di visite.
sono stato notato da commessi e/o magazzinieri nelle varie corsie e dopo qualche minuto un responsabile mi ha raggiunto molto ma molto preoccupato per i miei piedi ed entrambe le volte mi hanno portato un paio di ciabatte per proseguire il percorso. non avevo voglia di storie e mi sono infilato ste ciabatte ai piedi perchè, diversamente, ero ancora là a discutere/parlare.
in altri "posti commerciali" non han fatto una piega: addirittura in un recente iper di rimini conosco diverse cassiere e persone; mi salutano, mi parlano, ma nessuno mi ha mai chiesto nulla sul fatto d'esser scalzo.
Circa una decina di giornio fa mi sono procurato una distorsione alla caviglia destra; una noia infernale. Non certo per il dolore, ma il, gonfiore, pur calando, non vuole scomparire. Per tranquillità ho fatto le lastre che hanno scongiurato fratture, però mi hanno prescritto riposo, una cavigliera; cose che non ho messo in pratica limitandomi ad una pomata che mi do 4/5 volte al giorno.
quancuno è esperto in tema di distorsioni, tendiniti, talloniti, ecc.ecc.
un saluto a tutti da rimini
brunetto
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Messaggio  Rei il Lun Mar 28 2011, 20:06

brunetto ha scritto:mi è successo due volte all'IKEA di Rimini su circa una decina di visite.
sono stato notato da commessi e/o magazzinieri nelle varie corsie e dopo qualche minuto un responsabile mi ha raggiunto molto ma molto preoccupato per i miei piedi
In che senso?
Che c'erano dei pericoli per i tuoi piedi e quindi PER LEGGE i NAS avrebbero dovuto chiudere l'IKEA di Rimini?
O il responsabile si era inventato un articolo che non c'è nel regolamento?
La seconda volta ti hanno fatto mettere le ciabatte perché la prima volta hai permesso che ti togliessero un tuo diritto sacrosanto ed hai creato un precedente negativo.
Il resto del discorso l'ho già fatto tante volte, andatevi a rileggere i miei post... (Accidenti, non ho trovato un emoticon che sbuffa)
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Messaggio  lucignolo il Lun Mar 28 2011, 22:02

brunetto ha scritto:Circa una decina di giornio fa mi sono procurato una distorsione alla caviglia destra; una noia infernale.
Qui davvero ci vuole il podologo.
Però ti voglio raccontare una cosa tanto curiosa quanto interessante.
Ero molto giovane e forte (non ai vertici, ma forte) corridore di fondo: mi capita una buca e.....zacchete...prendo una brutta storta.
La struttura è calda e proseguo senza problemi.
Il giorno dopo non riesco a camminare, se non zoppicando vistosamente.
Devo rinunciare a gare importanti e mi sento alquanto disperato.
Passano i giorni ed i sintomi non migliorano.
Mi reco da un podologo (uno dei migliori in materia, anzi, un luminare): radiografia, palpazione, alla fine il responso.
Si tratta di un reumo (!) da sforzo, la distorsione c'entra poco: immergere i piedi in acqua e sale risolverà il problema.
Siamo alle soglie di un mese di inattività e cammino ancora come uno sciancato.
Mio padre prende in mano la situazione e mi porta da un fisioterapista del.....Brescia calcio, suo vecchio amico (siamo lontani anni luce dal Brescia attuale, eh!).
Mi tocca, massaggia il collo del piede e.......ma non vedono che c'è un tendine fuori posto?
Stringe, torce, un dolore acutissimo e sento un crack!
Due ore dopo, pieno di entusiasmo, correrò per circa un'ora ed un quarto.
Morale della favola: se non ci sono lesioni evidenti, diffida degli specialisti e fatti vedere da un fisiatra serio.

Una domanda è d'obbligo: ti sei infortunato da calzato o scalzo?
Te lo chiedo, perché è difficilissimo provocare distorsioni senza calzature!
lucignolo
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Messaggio  brunetto il Lun Mar 28 2011, 22:07

ciao, se devo essere sincero non ho ben chiaro il momento che mi sono fatto male; forse non me ne sono accorto, potrebbe essere che ero in spiaggia, avevo camminato un poco nell'acqua del mare;forse mi sono raffreddato i piedi e poi scendendo da una duna di sabbia sono scivolato; ma non ne sono certo .mi sto dando 4/5 volte al giorno della pomata che si chiama tantum forte; va un "pelo" meglio, ma molto a rilento.
ciao


lucignolo ha scritto:
brunetto ha scritto:Circa una decina di giornio fa mi sono procurato una distorsione alla caviglia destra; una noia infernale.
Qui davvero ci vuole il podologo.
Però ti voglio raccontare una cosa tanto curiosa quanto interessante.
Ero molto giovane e forte (non ai vertici, ma forte) corridore di fondo: mi capita una buca e.....zacchete...prendo una brutta storta.
La struttura è calda e proseguo senza problemi.
Il giorno dopo non riesco a camminare, se non zoppicando vistosamente.
Devo rinunciare a gare importanti e mi sento alquanto disperato.
Passano i giorni ed i sintomi non migliorano.
Mi reco da un podologo (uno dei migliori in materia, anzi, un luminare): radiografia, palpazione, alla fine il responso.
Si tratta di un reumo (!) da sforzo, la distorsione c'entra poco: immergere i piedi in acqua e sale risolverà il problema.
Siamo alle soglie di un mese di inattività e cammino ancora come uno sciancato.
Mio padre prende in mano la situazione e mi porta da un fisioterapista del.....Brescia calcio, suo vecchio amico (siamo lontani anni luce dal Brescia attuale, eh!).
Mi tocca, massaggia il collo del piede e.......ma non vedono che c'è un tendine fuori posto?
Stringe, torce, un dolore acutissimo e sento un crack!
Due ore dopo, pieno di entusiasmo, correrò per circa un'ora ed un quarto.
Morale della favola: se non ci sono lesioni evidenti, diffida degli specialisti e fatti vedere da un fisiatra serio.

Una domanda è d'obbligo: ti sei infortunato da calzato o scalzo?
Te lo chiedo, perché è difficilissimo provocare distorsioni senza calzature!
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