L'altra metà del cielo

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L'altra metà del cielo

Messaggio  Appleseed il Sab Ago 31 2013, 17:20

Piedi Neri ha scritto:Infine un invito a tutte le ragazze a rompere gli indugi: un piede femminile scalzo e ben curato, che cammina leggero con grazia ed eleganza, è estremamente sensuale. Sarà per questo che molte dive di Hollywood si sono fatte fotografare mentre camminano a piedi nudi?
Quindi forza! Un pò di coraggio, provate questa esperienza e ne sarete ampiamente ripagate!
Mi sembrava mancasse qualcosa in questo forum ... In effetti con la non trascurabile e nobile eccezione di Contessa (che peraltro non vive in Italia), nel forum si fatica a trovare qualche postante al femminile. Insomma: la stessa sensazione che si prova entrando in un circolo di scacchi ... Avete idea del perché? Non credo proprio che lo donne siano immuni dalla voglia di scalzarsi. In analoghi forum esteri peraltro vedo che qualche donne postante esiste.  Forse in Italia non si può parlare di piedi nudi tra un uomo e una donna senza che scatti per forza un'allusione di tipo sessuale? Dobbiamo pensare a creare un Club parallelo di Nate Scalze?
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Re: L'altra metà del cielo

Messaggio  bfpaul il Sab Ago 31 2013, 20:13

Appleseed ha scritto:
Piedi Neri ha scritto:Infine un invito a tutte le ragazze a rompere gli indugi: un piede femminile scalzo e ben curato, che cammina leggero con grazia ed eleganza, è estremamente sensuale. Sarà per questo che molte dive di Hollywood si sono fatte fotografare mentre camminano a piedi nudi?
Quindi forza! Un pò di coraggio, provate questa esperienza e ne sarete ampiamente ripagate!
Mi sembrava mancasse qualcosa in questo forum ... In effetti con la non trascurabile e nobile eccezione di Contessa (che peraltro non vive in Italia), nel forum si fatica a trovare qualche postante al femminile. Insomma: la stessa sensazione che si prova entrando in un circolo di scacchi ... Avete idea del perché? Non credo proprio che lo donne siano immuni dalla voglia di scalzarsi. In analoghi forum esteri peraltro vedo che qualche donne postante esiste.  Forse in Italia non si può parlare di piedi nudi tra un uomo e una donna senza che scatti per forza un'allusione di tipo sessuale? Dobbiamo pensare a creare un Club parallelo di Nate Scalze?
Purtroppo, nel tempo, donne scalze hanno subìto qualche "attacco" e questo ha prodotto il risultato evidente che non si riesce a riconquistarne la fiducia.
Sono sicuro che al tempo in cui era possibile l'invio dei "messaggi personali" qualcuna è anche stata infastidita, e proprio per questo ho disattivato la possibilità.
Non mi dite: - Le prove! - perché non direi mai chi me lo ha riferito, come è ovvio.
Per il resto, sono certo che le scalze che conosco, che hanno un account attivo e non scrivono mai, invece di fare un sacco di discussioni con noi, vanno semplicemente, giornalmente  e baeatamente scalze e non hanno interesse a perdere tempo in chiacchiere. Lo fanno e basta, con la solita concretezza e fermezza femminile.
Donne, se ci siete, battete un colpo; se ho detto fesserie sopratutto!!!

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Re: L'altra metà del cielo

Messaggio  John & Jane il Dom Set 01 2013, 10:35

L'ho detto e lo ripeto: le donne hanno una marcia in più. Noi maschietti stiamo qui a scrivere, discettare e confutare. Al di là dei consigli che noi di lungo corso possiamo dare ai neofiti, sembra (è una mia opinione) che stiamo continuamente a giustificarci. Anche per questo, scrivo poco; e poi che avrei da raccontare di nuovo? Che ieri alle 17,45 sono andato dal macellaio, ho portato a spasso il cane e poi sono andato al bar? Però al bar qualche incontro interessante lo si fa: proprio ieri una signora che non conoscevo, si è incuriosita e mi ha fatto domande pertinenti e intelligenti alle quali ho risposto volentieri; siamo rimasti a chiacchierare per un buon quarto d'ora.
Per fortuna esiste anche gente così. A dir la verità, nel corso della mia carriera, non sono mai stato direttamente infastidito; gli sguardi di meraviglia sono del tutto comprensibili -facciamo una cosa un po' insolita, diciamocela tutta- e tollerabili.
Cari saluti, Gianc.

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Re: L'altra metà del cielo

Messaggio  Alexey il Dom Set 01 2013, 14:22

Ho notato che anche sui forum internazionali le donne sono una netta minoranza, e i membri si sono già chiesti il motivo, avanzando le ipotesi più disparate; alcuni sostengono che le barefooter siano meno per via dei condizionamenti sociali che impongono tacchi ecc.., altri sostengono la vostra tesi che vede la donna meno bisognosa di parlarne. Eppure di forum al femminile ce ne sono, e anche sui social network le donne sono "chiaccherone" negli altri ambiti, personalmente non saprei quale delle ipotesi sia la più accreditata, ed è anche difficile studiare il fenomeno, qui si parla di minoranze all'interno di una stragrande minoranza. Parlando di tolleranza o approvazione, non ho riscontrato grandi differenze, forse l'ago della bilancia pende di più verso le donne, che mostrano più raramente espressioni disgustate e di disapprovazione rispetto agli uomini.
Diciamo anche che il piede della donna è sicuramente più scopribile, l'uomo coi sandali è mal visto dagli uomini, la donna può indossare scarpe aperte anche con abbigliamento elegante; magari questo può portare ad una meno problematica transizione sandalo-scalzo, con la conseguente minor necessità di parlarne, anche se scalzi è ancora molto lontano dai sandali nella visione collettiva, dove anche 1mm di suola separano il possibile dal "proibito". O forse le donne si sentono più vulnerabili per qualche ragione a parlarne su un forum, chi lo sa?...

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Re: L'altra metà del cielo

Messaggio  Rei il Dom Set 01 2013, 18:12

E chiedere alle dirette interessate?
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Re: L'altra metà del cielo

Messaggio  bfpaul il Dom Set 01 2013, 20:28

Alexey ha scritto:Ho notato che anche sui forum internazionali le donne sono una netta minoranza, e i membri si sono già chiesti il motivo, avanzando le ipotesi più disparate; alcuni sostengono che le barefooter siano meno per via dei condizionamenti sociali che impongono tacchi ecc.., altri sostengono la vostra tesi che vede la donna meno bisognosa di parlarne.
E' vero, ma come è che ci sono migliaia di fotografie di donne scalze sul web?
No sarà mica un caso ....


Alexey ha scritto:Eppure di forum al femminile ce ne sono, e anche sui social network le donne sono "chiaccherone" negli altri ambiti, personalmente non saprei quale delle ipotesi sia la più accreditata, ed è anche difficile studiare il fenomeno, qui si parla di minoranze all'interno di una stragrande minoranza.
Si, nei forum femminili ci sono due fazioni; quelle del "siete matti!" e quella del "io sto sempre scalza in casa e qualche volta anche fuori". Mah, sarà, chi le ha viste?

Alexey ha scritto:Parlando di tolleranza o approvazione, non ho riscontrato grandi differenze, forse l'ago della bilancia pende di più verso le donne, che mostrano più raramente espressioni disgustate e di disapprovazione rispetto agli uomini.
Diciamo anche che il piede della donna è sicuramente più scopribile, l'uomo coi sandali è mal visto dagli uomini, la donna può indossare scarpe aperte anche con abbigliamento elegante; magari questo può portare ad una meno problematica transizione sandalo-scalzo, con la conseguente minor necessità di parlarne, anche se scalzi è ancora molto lontano dai sandali nella visione collettiva, dove anche 1mm di suola separano il possibile dal "proibito". O forse le donne si sentono più vulnerabili per qualche ragione a parlarne su un forum, chi lo sa?...
Sicuramente le donne sanno che ogni parte del loro corpo può essere piacevole ed infatti lo curano in modo totale ed anche se fanno errori come portare le scarpe col tacco, l'errore è finalizzato a piacre di più e dati i gusti a piacersi di più.
Tutto questo gli uomini devono in grande maggioranza ancora impararlo e poiché i piedi degli uomini non hanno in genere un bell'impatto visivo nè sono sentiti come parti particolarmente intereressanti, vengono curati ed esibiti meno.
Questo è ciò che pensa il sottoscritto, altri pareri ( e continuiamo a discutere senza cavare un ragno dal buco) sono benvenuti ....
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Re: L'altra metà del cielo

Messaggio  Alexey il Dom Set 01 2013, 21:57

La soluzione di Rei sarebbe la più logica, però personalmente non conosco "barefooteresse" , ho conosciuto la nostra Contessa ed Elisabetta che scrivono sul forum. Se qualcuno conosce donne che vanno scalze e non sentono l'esigenza di iscriversi ad un forum dedicato, potrebbe chiederglielo.

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Re: L'altra metà del cielo

Messaggio  Angelica il Lun Set 02 2013, 01:26

Presente Very Happy
Io scrivevo sul forum un paio di anni fa, poi smisi (pur continuando a seguirlo) ma non certo di gironzolare scalza. E' che sinceramente non trovavo troppo interesse nel parlarne. Ho ampliato le uscite, dallo stare scalza solo in casa e in giardino al camminare per strada e in giro con la scusa delle infradito rotte, o al parco con la scusa del "sto meglio così", che poi è la verità. Certo, d'inverno sarà più difficile ma non importa, a dire la verità non mi interessa nemmeno troppo essere barefooter integrale. Sto scalza in casa, sto scalza sull'erba, sto scalza nei boschi e sui sentieri di campagna e sto scalza quando ho voglia di starci. Adoro i terreni naturali, erba, boschi e campagne, per l'appunto, l'asfalto non mi dice granchè. Ecco, mi va bene così. Non mi interessa andare scalza a fare la spesa o in banca. Non per timore di essere fermata o per paura di trovare qualcuno che conosca, è proprio perchè non mi stuzzica Very Happy Sarà che non la ritengo una cosa tanto importante per me da sforzarmi di abbattere le tanto famigerate convenzioni sociali, sarà che più probabilmente non mi dice niente. Mi sono resa conto che quello che mi bloccava quando iniziai non erano nemmeno troppo queste convinzioni sociali quanto il fatto di sapere di fare qualcosa di "probito", il vedere i piedi nudi in un bosco o in una stradina sterrata in mezzo ai campi, abituata com'ero a stare così in casa, un contesto "in cui si può". Superata questa battaglia con me stessa non ho più sentito il bisogno di raccontare ogni camminata, ogni avvenimento. Sono arrivata a camminare quasi problemi in un bosco, sono arrivata a camminare senza problemi nelle stradine di ghiaia di campagna, embè? L'essere scalza fuori dal contesto della casa ogmai mi è naturale che non mi viene nemmeno da raccontarlo.
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Re: L'altra metà del cielo

Messaggio  aldo1953 il Lun Set 02 2013, 13:40

Angelica ha scritto:Presente Very Happy
Io scrivevo sul forum un paio di anni fa, poi smisi (pur continuando a seguirlo) ma non certo di gironzolare scalza. E' che sinceramente non trovavo troppo interesse nel parlarne. Ho ampliato le uscite, dallo stare scalza solo in casa e in giardino al camminare per strada e in giro con la scusa delle infradito rotte, o al parco con la scusa del "sto meglio così", che poi è la verità. Certo, d'inverno sarà più difficile ma non importa, a dire la verità non mi interessa nemmeno troppo essere barefooter integrale. Sto scalza in casa, sto scalza sull'erba, sto scalza nei boschi e sui sentieri di campagna e sto scalza quando ho voglia di starci. Adoro i terreni naturali, erba, boschi e campagne, per l'appunto, l'asfalto non mi dice granchè. Ecco, mi va bene così. Non mi interessa andare scalza a fare la spesa o in banca. Non per timore di essere fermata o per paura di trovare qualcuno che conosca, è proprio perchè non mi stuzzica :DSarà che non la ritengo una cosa tanto importante per me da sforzarmi di abbattere le tanto famigerate convenzioni sociali, sarà che più probabilmente non mi dice niente. Mi sono resa conto che quello che mi bloccava quando iniziai non erano nemmeno troppo queste convinzioni sociali quanto il fatto di sapere di fare qualcosa di "probito", il vedere i piedi nudi in un bosco o in una stradina sterrata in mezzo ai campi, abituata com'ero a stare così in casa, un contesto "in cui si può". Superata questa battaglia con me stessa non ho più sentito il bisogno di raccontare ogni camminata, ogni avvenimento. Sono arrivata a camminare quasi problemi in un bosco, sono arrivata a camminare senza problemi nelle stradine di ghiaia di campagna, embè? L'essere scalza fuori dal contesto della casa ogmai mi è naturale che non mi viene nemmeno da raccontarlo.

Ragazzi, l' abbiamo chiesta ? L' abbiamo stimolata ? Ed eccola qua la risposta, chiara, semplice, inoppugnabile, documentata. Noi , e lo dico senza alcuna ironia, saremo sempre i cuccioli che si litigano, si arruffano, fanno chiasso, ma poi sarà sempre Lei (e anche qui la maiuscola non è ironica), ha indicarci la strada giusta. Purtroppo però la genetica ha delle regole e chi nasce maschietto ripeterà gli stessi errori del padre e del nonno e se ne accorgerà solo quando col tempo li valuterà non come padre e nonno ma come uomini come lui oggi è e chi nasce femmina continuerà a sorridere esatamente come la mamma, la nonna e via dicendo. E ci perdoneranno perchè alla fine... siamo solo uomini. Se è una regola che dura da millenni, vuol dire che alla fine funziona. Però una domanda non si può evitare. Se è tutto così facile e spontaneo, cosa ci sta a fare il Forum ? Non è per caso un messaggio subliminale a renderlo un po' più interessante ? E lo dice uno che come scalzista ha ancora parecchio da camminare....

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Gradiva, l'antesignana dei barefooters

Messaggio  vecchio scarpone il Lun Set 02 2013, 17:11

Qualcuno potrà considerare assai azzardato l'accostamento,  chi ha un po' di pazienza può continuare...




Nel 1906 Carl Gustav Jung segnala a Sigmund Freud una novella dello scrittore Wilhelm Jensen, "Gradiva - ein pompejanisches Phantasiestueeck", "Gradiva  - una fantasia pompeiana", pubblicata nel 1903.

La novella racconta la storia di un archeologo tutto preso dallo studio di un bassorilievo antico raffigurante una giovane donna, il quale viene colto progressivamente  da un insieme di idee deliranti che lo conducono a comportarsi in modo strano e dissennato; a conclusione di varie vicende egli è ricondotto alla  piena normalità per l'azione su di lui esercitata proprio dalla persona stessa che era venuta a ritrovarsi al centro del suo delirio.

Incuriosito da  questa novella Freud nel 1907 scrrive un piccolo saggio "Il delirio e i sogni nella  "Gradiva"  di W.Jensen.

Riporto l'inizio del libro di Jensen, in cui viene descritta la donna del bassorilievo:

"Visitando a Roma uno dei maggiori musei, Norbert Hanold scoprì un bassorilievo da cui fu particolarmente attratto, tanto che rientrato in Germania fu assai lieto di potersene procurare un ottimo calco in gesso. Già da vari anni questo pendeva su un piccolo tratto libero di parete del suo studio, per il resto occupato da librerie; era esposto in buona luce, e al tramonto veniva, sia pur per breve tempo, direttamente illuminato dal sole.
L'immagine riproduceva, a un terzo delle dimensioni naturali, una completa figura femminile nell'atto di camminare: una donna ancor giovane ma non più bambina, e d'altronde  neppure donna fatta; piuttosto una vergine appena ventenne.
Non ricordava affatto i molti bassorilievi che si conservano di una Venere, di una Diana, o di qualche altra dea dell'Olimpo; e neppure di una Psiche o di una Ninfa. Nel modo come la figura era riprodotta traspariva qualche cosa di umano e di comune (ma non nel senso deteriore), in certo modo qualche cosa di moderno: come se l'artista avesse, per la strada al passaggio della ragazza, fermato la sua immagine vivente, così come ai giorni nostri si fa con la matita uno schizzo sulla carta. Una figura slanciata e snella, la cui capigliatura lievemente ondulata era quasi completamente stretta da una sciarpa leggera. Non vi era alcuna civetteria nell'espressione del volto sottile; i suoi tratti raffinati esprimevano piuttosto una serena indifferenza per quanto si svolgeva intorno, l'occhio era tranquillamente rivolto davanti a sé, e lo sguardo non appariva turbato né da cose materiali né da complicazioni interiori.
Così la giovane  donna non colpiva tanto per una sua bellezza plastica; piuttosto possedeva qualche cosa che è raro trovare in antiche sculture marmoree: una grazia naturale, semplice, virginea, che sembrava infondere vita all'immagine di pietra. Vi contribuiva notevolmente il movimento in cui la giovane donna era rappresentata. Col capo lievemente reclinato, tratteneva la veste assai ampia che le scendeva dalle spalle alle caviglie, così che erano visibili i piedi nei sandali. Il piede sinistro era avanti, e il destro sul punto di seguirlo toccava appena con le punte delle dita il terreno, mentre la pianta e il calcagno si alzavano quasi verticalmente. Questo movimento dava una doppia impressione: sopra tutto quella di una lieve agilità nel passo, ma insieme anche quella di una stabilità. Questo librarsi quasi in volo, congiunto alla sicurezza dell'incedere, conferiva all'immagine la sua grazia specifica."


L'immagine colpisce  profondamente il giovane archeologo che si mette alla ricerca di chi potesse essere quella figura così singolare. Questo lo porta a fare un sogno in cui vede materializzarsi la giovane rappresentata nel bassorilievo. Vede in sogno Gradiva - "l'avanzante", dall'appellativo che gli antichi poeti attribuivano a Marte Gradivo, il dio della guerra incamminantesi verso il combattimento.

Il racconto poi continua:

"Si trovava nell'antica Pompei, e precisamente il 24 agosto dell'anno 79, il  giorno della terribile eruzione del Vesuvio. Il cielo copriva la città destinata alla distruzione con una nera cappa paurosa; solo qua e là, attraverso qualche squarcio, le fiamme emergenti dal cratere lasciavano scorgere qualche cosa di traboccante dai riflessi sanguigni. Tutti gli abitanti, come impazziti dall'orrore, cercavano scampo nella fuga, singolarmente o a frotte scomposte. Anche su Norbert cadevano violentemente lapilli e pioggia di cenere; tuttavia - come suole assurdamente accadere nei sogni - egli non ne rimaneva colpito; così parimenti sentiva i mortali vapori sulfurei nell'aria, senza tuttavia trarne una difficoltà nella respirazione. Mentre si trovava così a lato del Foro, presso il tempio di Giove, vide improvvisamente poco distante avanti a sé la Gradiva; fino allora  non gli era venuto in mente che potesse trovarsi là; ora però fu per lui del tutto naturale ch'essa fosse una pompeiana, che abitasse nella sua stessa città e - senza ch'egli lo sospettasse - proprio contemporaneamente a lui. La riconobbe al primo istante; la sua riproduzione marmorea era prefetta  in ogni particolare, e anche il  modo di camminare....."



La Gradiva del bassorilievo romano che nel 79 attraversa a piedi nudi una strada della Pompei sotto l'esplosione del Vesuvio può essere considerata come una delle prime camminatrici scalze...

che ne dite?

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Re: L'altra metà del cielo

Messaggio  Appleseed il Lun Set 02 2013, 17:45

Angelica ha scritto:Presente Very Happy
Piacere di conoscerti! Sono sul forum da poche settimane ma passeggio già da qualche anno Smile .


Angelica ha scritto: Sto scalza in casa, sto scalza sull'erba, sto scalza nei boschi e sui sentieri di campagna e sto scalza quando ho voglia di starci. Adoro i terreni naturali, erba, boschi e campagne, per l'appunto, l'asfalto non mi dice granchè. Ecco, mi va bene così. Non mi interessa andare scalza a fare la spesa o in banca. Non per timore di essere fermata o per paura di trovare qualcuno che conosca, è proprio perchè non mi stuzzica Very Happy
Il che riprende altri post sul tema città vs. campagna.  Dipende dai gusti ma anche dalle possibilità. Dal mio punto di vista se stai in città e hai poco tempo libero o riesci ad andare scalzo in città mentre stai facendo qualcos’altro oppure finisci per andarci poco.

Angelica ha scritto:Io scrivevo sul forum un paio di anni fa, poi smisi (pur continuando a seguirlo) ma non certo di gironzolare scalza. E' che sinceramente non trovavo troppo interesse nel parlarne. ...  Superata questa battaglia con me stessa non ho più sentito il bisogno di raccontare ogni camminata, ogni avvenimento. Sono arrivata a camminare quasi problemi in un bosco, sono arrivata a camminare senza problemi nelle stradine di ghiaia di campagna, embè? L'essere scalza fuori dal contesto della casa ogmai mi è naturale che non mi viene nemmeno da raccontarlo.
E’ comprensibile …   In effetti credo che il forum sia utile per i principianti innanzi tutto come fonte informativa, poi come conforto (toh … non sono solo: ce ne sono degli altri…), poi come un mezzo per auto-incoraggiarsi condividendo le prime esperienze e poi … e poi dopo un po’ di che si parla?
Quando il barefooter ha trovato un proprio equilibrio e va scalzo quando vuole (o quando può) spesso smette di scrivere sul forum. Se non per rispondere pazientemente a uno nuovo come ha fatto oggi Angelica con me Wink .

x Aldo 1953: ("Noi , e lo dico senza alcuna ironia, saremo sempre i cuccioli che si litigano, si arruffano, fanno chiasso, ma poi sarà sempre Lei (e anche qui la maiuscola non è ironica), a indicarci la strada giusta"): mah ... io non ho colto niente di così specificamente femminile nel discorso di Angelica … Mi pare piuttosto che Angelica sia valida rappresentante non tanto dell'altra (silenziosa) metà del cielo ma di quanti si sono iscritti a suo tempo e oggi non postano quasi più.  Il suo intervento ci porta verso altre tematiche sugli obiettivi di forum, sito e associazione senza risolvere il dubbio che mi ponevo nel post: come mai appunto c'è solo un'Angelica (intesa come femminuccia) ogni 50 diavoletti maschi?
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Re: L'altra metà del cielo

Messaggio  cyberteam il Lun Set 02 2013, 19:34

Invece aprire anche un gruppo su FaceBook ?
Credo che lì la frequentazione possa esser più ampia e la gente (di entrambi i generi) più propensa a scrivere.
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Re: L'altra metà del cielo

Messaggio  tarzone il Lun Set 02 2013, 20:56

Cammino scalzo ormai da anni anche se non in modo "integrale" per tanti motivi che sarebbe noioso elencare, ma che posso raggruppare in due macrocategorie: lavoro e rapporti sociali.
Una cosa che vorrei chiedere ai camminatori "in natura", come fate a scorgere i pericoli camminando sull' erba o nei sentieri? Lasciamo un attimo da parte le insidie naturali, spine, insetti, ecc, ciò che piú mi preoccupa sono i residui lasciati dagli umani, vetri, oggetti metallici, chiodi, e chi piú ne ha più ne metta.
Camminando ad esempio su un marciapiede in lastricato di pietra ( es. Torino) riesco a vedere a metri di distanza con una scansione del terreno tutte le possibili insidie, come si fa con l' erba che non sia quella del noatro giardino?
Ricordo che in occasione delle piste che abbiamo allestito, tutte le mattine all' apertura percorrevamo più volte il percorso per eliminare eventuali oggetti pericolosi che magari, nottetempo, dei buontemponi avrebbero potuto gettare nell' erba.
Per quanto riguarda il creare un gruppo su fb, questo esiste già ma vorrei che fosse bfpaul, se lo ritiene necessario, pubblicizzarlo.
Saluti
Valerio
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Re: L'altra metà del cielo

Messaggio  Angelica il Mar Set 03 2013, 00:00

Piacere di parlare con tutti gli arrivati negli ultimi due anni, utenti che finora ho soltanto letto silenziosamente, e piacere nel rincontrare qualche vecchia conoscenza Very Happy

tarzone ha scritto:Cammino scalzo ormai da anni anche se non in modo "integrale" per tanti motivi che sarebbe noioso elencare, ma che posso raggruppare in due macrocategorie: lavoro e rapporti sociali.
Una cosa che vorrei chiedere ai camminatori "in natura", come fate a scorgere i pericoli camminando sull' erba o nei sentieri? Lasciamo un attimo da parte le insidie naturali, spine, insetti, ecc, ciò che piú mi preoccupa sono i residui lasciati dagli umani, vetri, oggetti metallici, chiodi, e chi piú ne ha più ne metta.
Camminando ad esempio su un marciapiede in lastricato di pietra ( es. Torino) riesco a vedere a metri di distanza con una scansione del terreno tutte le possibili insidie, come si fa con l' erba che non sia quella del noatro giardino?
Ricordo che in occasione delle piste che abbiamo allestito, tutte le mattine all' apertura percorrevamo più volte il percorso per eliminare eventuali oggetti pericolosi che magari, nottetempo, dei buontemponi avrebbero potuto gettare nell' erba.
Per quanto riguarda il creare un gruppo su fb, questo esiste già ma vorrei che fosse bfpaul, se lo ritiene necessario, pubblicizzarlo.
Saluti
Valerio
Beh, quando iniziai a stare scalza fuori ricordo che ero talmente tanto presa dal contatto del piede nudo con la terra che ogni sensazione -fosse di gelo, di caldo, di dolore o cosa altro- mi arrivava mille volte amplificata, quasi da privarmi del piacere della camminata a piedi nudi in sè. Guardare pure cosa calpestavo era l'ultimo dei miei pensieri, anche se col classico senno di poi riconosco di essere stata piuttosto imprudente. Durante le prime passeggiate sullo sterrato ricordo che mi facevano male i piedi, ogni sassolino era un po' una fitta ma non mi fermavo, tiravo a diritto senza pensarci. Mi piaceva quello che facevo e se avessi esitato per ogni sassolino mi sarei privata del piacere della camminata. Oggi, pur non percependo più quei dolorini per via dell'abitudine, continuo così, tiro a diritto. Sempre guardando per terra, chiaramente, ma quel che c'è c'è. Finora sono stata fortunata Very Happy

Ma, per riprendere il discorso del topic, la mia esperienza è questa:
Dopo un anno di uscite serali di nascosto, dopo un anno in cui toglievo scarpe e calzini per fare qualche passo avendo perlustrato la zona per essere certa che non passasse nessuno l'anno scorso ho deciso di tentare il grande passo. Complice l'estate, ho camminato un intero pomeriggio scalza in centro a Pisa, conscia del fatto che con tante piccole passeggiate di nascosto non sarei mai riuscita ad espormi fino in fondo. Come quando ci si fa la ceretta, meglio uno strappo unico e doloroso che tanti strappettini e gridolini Very Happy
Sapevo che avrei potuto incontrare qualcuno che conoscevo ma ormai ero decisa. Parcheggiato, infradito in macchina e via a piedi nudi. Non ho voluto nemmeno portarmele dietro per evitare la tentazione di rimetterle nel caso avessi scorto qualcuno che conoscevo. Non ho incontrato nessuno ma sentivo comunque gli occhi della gente addosso, mi sentivo osservata ma non mi sono mai fermata, proprio come sui sassolini. E alla sera, dopo avere camminato più volte per il centro, dopo essere arrivata in Piazza dei Miracoli e essermi rifocillata sull'erba mi sono resa conto che finora era stato molto più bello il brivido, il fare qualcosa fuori dagli schemi che la camminata in sè e che se avessi preso la consuetudine di farlo non c'avrei più trovato gusto. Parlando con mente lucida credo che non proverei gran piacere nel fare la spesa o andare in farmacia scalza, non mi godrei il momento. Al contrario, camminando scalza da sola in un bosco è tutto diverso. In quel caso non si tratta di dover andare a fare una commissione e andarci scalza ma di andare lì per il puro piacere di camminare scalza. Da sola, in mezzo al niente, senza alcuna fretta posso godermi appieno le sensazioni del terreno, riflettere, (insomma, pace interiore Very Happy ) cosa che non riuscirei a fare mentre faccio la spesa. Non credo che sia una questione di terreni artificiali o naturali quanto un approccio completamente diverso al camminare scalzi.



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Re: L'altra metà del cielo

Messaggio  Spyro il Mar Set 03 2013, 14:19

tarzone ha scritto:
Una cosa che vorrei chiedere ai camminatori "in natura", come fate a scorgere i pericoli camminando sull' erba o nei sentieri? Lasciamo un attimo da parte le insidie naturali, spine, insetti, ecc, ciò che piú mi preoccupa sono i residui lasciati dagli umani, vetri, oggetti metallici, chiodi, e chi piú ne ha più ne metta.
Camminando ad esempio su un marciapiede in lastricato di pietra ( es. Torino) riesco a vedere a metri di distanza con una scansione del terreno tutte le possibili insidie, come si fa con l' erba che non sia quella del noatro giardino?
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Per fortuna abito in una regione (il Friuli) dove i terreni naturali sono rispettati e molto raramente si trovano i residui lasciati dagli umani sui sentieri. E, in quelle rarissime volte che ne ho trovati, li ho visti benissimo e li evito. I vetri, per esempio, brillano al sole e li vedo. Altri oggetti, per esempio, li distinguo per il colore. E comunque quando vado scalzo per questi sentieri vado sempre con molta calma e senza fretta, così posso vedere più accuratamente il terreno.
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Re: L'altra metà del cielo

Messaggio  ALEBO il Mar Set 03 2013, 18:26

Camminare scalzi un una città o in luoghi abitati è come dice Angelica, un po' una sfida contro le abitudini consolidate della maggior parte delle persone. Camminare invece in strade di campagna porta di più alla riflessione ed a provare sensazioni differenti.
Rispondendo poi a Tarzone, sono anni che cammino scalzo in ambienti naturali e non ho mai avuto problemi, tranne che in montagna su strade dove ci sono ricci di castagne, lì veramente bisogna stare attenti e evitare di fare questi sentieri, per il resto basta un minimo di attenzione.

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Re: L'altra metà del cielo

Messaggio  cyberteam il Mar Set 03 2013, 20:42

ALEBO ha scritto:
Rispondendo poi a Tarzone, sono anni che cammino scalzo in ambienti naturali e non ho mai avuto problemi, tranne che in montagna su strade dove ci sono ricci di castagne, lì veramente bisogna stare attenti e evitare di fare questi sentieri, per il resto basta un minimo di attenzione.
Si i ricci di castagne sono veramente terribili.
Per il resto anche io quando posso preferisco i sentieri naturali e non ci sono così tanti pericoli come si potrebbe credere. Purtroppo vivendo in una grande città mi tocca scendere a compromessi.
I posti invece da evitare proprio sono quei prati incolti che spesso si trovano nelle periferie delle città o vicino alle zone industriali.
Lì davvero si rischia di trovare qualsiasi cosa.
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Re: L'altra metà del cielo

Messaggio  Biagio il Mar Set 03 2013, 22:19

Se noi ci presentiamo al lavoro o in un'occasione formale in sandali o in infradito sembriamo appena usciti dalla piscina, mentre le signore possono indossare una infinità di calzature minimali restando sempre eleganti.
Così noi soffriamo chiusi nelle scarpe di cuoio e ci tormentiamo per il desiderio di liberare i nostri poveri piedoni dalle calzature e dalle convenzioni sociali, mentre il problema per loro è molto meno pressante.
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Messaggio  Elan il Mer Set 04 2013, 00:44

Così come ho molto apprezzato la ricomparsa di Angelica, la giovane pisana che leggevo con piacere un paio (o forse anche 3) anni fa, mi è piaciuto molto anche l'off topic letterario - psicanalitico presentato da vecchio scarpone.

E mi viene quasi da identificare la l'"avanzante" fanciulla scalza pompeiana con la nostra atletica ed aggraziata giovane amica di cui ricordo la leggerezza e le movenze feline in un video dei allenamenti atletici per il parcour, a piedi nudi in un parco. Bentornata Angelica!

Anche io preferisco la camminata a piedi nudi nella natura, ma non disdegno nemmeno lo scalzismo urbano nelle faccende di tutti i giorni che mi trasmette comunque un senso di serenità e di piacevole contatto con il suolo.

Ricordo con molto piacere le mie camminate turistiche a piedi nudi di queste vacanze nei centri storici di Wuerzburg, Brema e Lubecca.

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Messaggio  aldo1953 il Mer Set 04 2013, 11:38

ALEBO ha scritto:Camminare scalzi un una città o in luoghi abitati è come dice Angelica, un po' una sfida contro le abitudini consolidate della maggior parte delle persone. Camminare invece in strade di campagna porta di più alla riflessione ed a provare sensazioni differenti.
Rispondendo poi a Tarzone, sono anni che cammino scalzo in ambienti naturali e non ho mai avuto problemi, tranne che in montagna su strade dove ci sono ricci di castagne, lì veramente bisogna stare attenti e evitare di fare questi sentieri, per il resto basta un minimo di attenzione.
Il problema è che se il tuo "verde" abituale è l' aiuola del cortile (10 m x 4) e lo spartitraffico dei viali, ti becchi per forza sempre e comunque l' asfalto, con  in più la difficoltà psicologica che se sei da solo in campagna non esiste. Anzi, mentre scalzo in città "fa sporco", scalzo nel verde fa "ecologia", almeno nella testa dei più. Però devo dire che un bell' asfalto liscio, fresco del mattino e magari lavato da un acquazzone notturno... non è male. Non susciterà pensieri bucolici, ma non è male.

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Messaggio  aldo1953 il Mer Set 04 2013, 11:52

Biagio ha scritto:Se noi ci presentiamo al lavoro o in un'occasione formale in sandali o in infradito sembriamo appena usciti dalla piscina, mentre le signore possono indossare una infinità di calzature minimali restando sempre eleganti.
Così noi soffriamo chiusi nelle scarpe di cuoio e ci tormentiamo per il desiderio di liberare i nostri poveri piedoni dalle calzature e dalle convenzioni sociali, mentre il problema per loro è molto meno pressante.
Qui mi permetto di dissentire un poco. A parte situazioni con un preciso dress code o particolarmente formali, oggi l' abbigliamento maschile può essere anche molto sportivo o, come si dice, casual, anche sul lavoro. Quando iniziai a lavorare la cravatta + camicia azzurra + giacca erano d' obbligo per me quanto per i colleghi. Oggi, a parte un paio, giriamo tutti, appunto, casual, che poi vuol dire ordinati ma fuori da schemi rigidi. Ho perfino convertito qualcuno al gilet da pescatore (delle tasche non si può fare a meno !) e uno ai sandali (per lui solo d' estate). Con tale abbigliamento un sandalo adeguato o un infradito ben fatta non stonano affatto, è solo questione di farci l' occhio. Ricordo l' Inverno scorso una domiciliare che feci in infradito, notando lo sguardo diretto verso il basso e prevedendo una obiezione, dissi preventivamente che ero così perchè stavo molto comodo. La sorpresa fu la risposta : Beh, dottore, per la verità stavo solo pensando che non l' ho mai vista con scarpe chiuse...
Circa invece l' abbigliamento femminile... viva la differenza !Smile 

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Messaggio  Angelica il Mer Set 04 2013, 12:53

Elan ha scritto:

E mi viene quasi da identificare la l'"avanzante" fanciulla scalza pompeiana con la nostra atletica ed aggraziata giovane amica di cui ricordo la leggerezza e le movenze feline in un video dei allenamenti atletici per il parcour, a piedi nudi in un parco.  Bentornata Angelica!

Ti ringrazio ma non ero io Very Happy La ragazza che si allenava nel parkour si chiamava Angelina, Sowild Very Happy
Ed è un peccato che sia scomparsa, ricordo che leggevo volentieri dei suoi allenamenti. Magari è una lettrice silenziosa come me e leggendo questo decide di rifarsi viva Very Happy
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Re: L'altra metà del cielo

Messaggio  Alexey il Mer Set 04 2013, 15:19

Penso che ogni superficie abbia il suo perché, di sicuro qualsiasi terreno è meglio di avere il piede intrappolato dentro a una scarpa...

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