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Messaggio  Biagio il Lun Lug 25 2016, 23:09

Qualche settimana fa ho avuto l'occasione di fare una breve sosta a Roma, in cui  ho potuto passeggiare per alcune ore a piedi liberi per il centro, ma più per sfinimento che per entusiasmo. Un bel sollievo per i miei piedi martoriati dalla dura vita del turista, ma niente più. Le superfici urbane non hanno molto da dirmi, o, forse, semplicemente non le capisco.
Qualche giorno fa, invece, ho fatto  un escursione in alta montagna.
Innanzitutto sono rimasto sorpreso dal mio fiato in salita, evidentemente correre con regolarità mi ha fatto bene. A fine giornata ho poi girovagato una mezz’ora a piedi liberi sui pendii nei dintorni del rifugio e devo dire che è stato meraviglioso.  Magari  in futuro mi avventurerò anche per un'intera escursione, ma procedere senza protezioni sugli scalini di roccia e sul pietrisco sbriciolato è piuttosto impegnativo, specialmente in discesa. Non è una cosa che si può improvvisare da un giorno all’altro, ci vorrebbe un lungo allenamento, peggio che con la ghiaia.

La rivelazione di queste due esperienze è comunque una conferma della mia eterna predilezione per la "vita selvaggia" ed anche il segno di un tarlo preoccupante che mi lavora dentro da tempo e che cerco di non ascoltare: ho sempre più voglia di iniziare a correre in montagna. Purtroppo le difficoltà sono molte: la distanza dai monti, l’ età (il cuore di un cinquantenne va comunque "usato" con cautela) e poi le superfici piuttosto impegnative, su cui è facile farsi male.
Ma per ora, come dicevo, cerco di non pensare troppo a questa follia di mezz'età e continuo sui miei percorsi collinari, affrontando sempre più disinvoltamente la ghiaia e le umili asperità di pianura. In realtà alterno periodi in cui prediligo le relativamente lunghe distanze su asfalto ad altri in cui mi cimento con tortuosi percorsi campestri. Vi confesso che questi ultimi mi attraggono particolarmente nei giorni successivi alla pioggia, quando la ghiaia se ne affonda un po’ nel terreno dando molto meno fastidio e sulle strade senza ghiaia si affonda direttamente nel fango, un balzo dopo l'altro: vera rude vita campestre!
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Biagio

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Re: Rivelazioni

Messaggio  Rei il Mar Lug 26 2016, 07:59

Biagio ha scritto:Qualche settimana fa ho avuto l'occasione di fare una breve sosta a Roma
Potevi dircelo prima e avresti potuto incontrare qualche romano.
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Rei

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Re: Rivelazioni

Messaggio  hadashi il Mar Lug 26 2016, 09:33

Biagio ha scritto:
La rivelazione di queste due esperienze è comunque una conferma della mia eterna predilezione per la "vita selvaggia" ed anche il segno di un tarlo preoccupante che mi lavora dentro da tempo e che cerco di non ascoltare: ho sempre più voglia di iniziare a correre in montagna. Purtroppo le difficoltà sono molte: la distanza dai monti, l’ età (il cuore di un cinquantenne va comunque "usato" con cautela) e poi le superfici piuttosto impegnative, su cui è facile farsi male.
No, non è strano... correre in montagna ha un fascino particolare che non trovi in pianura o sulle colline, perchè è piú "primordiale" (non mi viene in mente una parole migliore)... La natura è di solito piú "incontaminata" e selvaggia, le condizioni ambientali (temperatura, umidità, vento, etc), il terreno,  e anche lo sforzo sono piú "duri" e vari (salite, discese, etc).
Forse sbaglio, ma io sono convinto che questo tipo di corsa, che vagamente ricorda la caccia, sia nel nostro DNA...
Se non lo hai già fatto, fai una visita medica sportiva sotto sforzo; ti sapranno dire molto su come si comporta il tuo cuore sotto sforzo. L'età è solo una scusa, se permetti Wink
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Re: Rivelazioni

Messaggio  Biagio il Mar Lug 26 2016, 22:01

hadashi ha scritto:Se non lo hai già fatto, fai una visita medica sportiva sotto sforzo; ti sapranno dire molto su come si comporta il tuo cuore sotto sforzo. L'età è solo una scusa, se permetti Wink
Il tuo è un saggio consiglio, eppure non sono del tutto d’accordo. Un elettrocardiogramma sotto sforzo ti può dire che il tuo cuore è sano, ma comunque non ti certifica che sei un highlander e che puoi dimenticarti di qualunque limite!  Purtroppo l’usato sicuro è sempre un’altra cosa dal nuovo…
Secondo me la salute - prima che dagli esami - passa dal buon senso e dalla capacità di ascoltare i propri limiti.
Per capire quanto sto forzando non ho bisogno di correre collegato  ad un “contagiri”. Non c’è niente di più facile e naturale che percepire quanto sforzo sto facendo.

Secondo me è quando si “usa” il proprio corpo come una macchina e, sordi, ci si concentra su tabelle e strumenti che iniziano i guai. Questo vale per il cuore come per il tendine d’Achille, per le ginocchia ed anche per le banali vesciche sotto ai piedi.

Per me correre è un fatto di misura ed armonia, non di potenza, infatti potrei intitolare la mia passione "lo Zen e l’arte di correre a piedi liberi”.

Quindi, se un giorno andrò a correre in montagna non sarà perché lo dice un certificato medico ma perché sentirò di poterlo fare e come poterlo fare. Per ora resta sulla lavagna ideale dei post-it per il futuro.
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Re: Rivelazioni

Messaggio  hadashi il Mar Lug 26 2016, 23:45

Certamente, concordo che la la cosa piú importante è ascoltare il proprio corpo.
Parlando in senso figurativo, quello che ti dice il tuo corpo peró è solo una variabile del gioco; anche la "mente" vuole avere la sua voce in capitilo, e non sempre è d'accordo su quello che dice il corpo.
Piú di una volta nono sono riuscito a terminare una corsa perchè la "mente" non voleva, anche se ero in perfetta (per modo di dire) forma fisica; ed altrettante volte sono riuscito ad andare avanti perchè lo volevo, anche se il corpo pensava di non farcela. E dopo si è dovuto ricredere.
Non esistebbero le maratone, figuriamoci poi le ultramaratone, se non fosse per la gioa di scoprire i propri limiti - e non sono sempre quelli che il proprio corpo crede di avere.
Le tabelle e gli esami sotto sforzo etc. non sono regole da seguire ciecamente, sono piuttosto dei "consigli" quando corpo e mente non sono d'accordo Wink
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Re: Rivelazioni

Messaggio  cyberteam il Mer Lug 27 2016, 01:10

Gli esami di laboratorio ti danno la tranquillità che non vi siano patologie o problemi latenti.
Poi è ovvio che bisogna prendere le misure dei propri limiti, lavorando per superarli ma senza strafare.
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Re: Rivelazioni

Messaggio  Biagio il Mer Lug 27 2016, 21:35

hadashi ha scritto:Parlando in senso figurativo, quello che ti dice il tuo corpo peró è solo una variabile del gioco; anche la "mente" vuole avere la sua voce in capitilo, e non sempre è d'accordo su quello che dice il corpo.
Piú di una volta nono sono riuscito a terminare una corsa perchè la "mente" non voleva, anche se ero in perfetta (per modo di dire) forma fisica; ed altrettante volte sono riuscito ad andare avanti perchè lo volevo, anche se il corpo pensava di non farcela. E dopo si è dovuto ricredere.

E' vero, ma per me è un po' diverso. Questo forzare il corpo con la mente non rientra nel mio modo di vivere la corsa.

Io non ho più nessuna ambizione agonistica, voglio solo svagarmi e mantenermi in salute, perciò cerco benessere ed armonia, senza forzature.
Se un giorno mi va di fare 10km li faccio, se non ne ho voglia, in qualunque momento posso girarmi e tornare indietro, oppure restare a casa. Se mi va, spezzo la corsa e passeggio un po’, oppure mi fermo in un posto panoramico e faccio un po’ di ginnastica o di streching.

Quest’anno mi sono posto l’obiettivo di raggiungere un luogo preciso a 13 km da casa, ma non è certo un’ossessione. Ci arriverò (se ci arriverò) il
giorno che mi sentirò in piena forma e che ne avrò voglia. In queste settimane mi sto limitando a percorsi di 3-4 km e sto bene così.

Insomma la mia regola è: i piedi vanno e la mente segue, ascoltando tutto ciò che hanno da raccontare.
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