Nuova Zelanda

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Nuova Zelanda

Messaggio  GECO il Mar Mar 21 2017, 17:01

Sono appena tornato da un viaggio in Nuova Zelanda considerata a ragione il paradiso dei barefooter.
Sono stato via 3 settimane con un gruppo di 15 persone che non conoscevo. Chiaramente mi hanno chiesto le solite cose perché? Non ha paura di farti male? ecc. Ho risposto semplicemente che vado scalzo perché mi piace che sto attento ed è molto più difficile farsi male di quanto uno possa pensare.
Durante le tre settimane non sono sempre stato scalzo perché alcuni tratti di trekking erano troppo impegnativi per le mie suole e per stare al ritmo del gruppo che per fortuna non era di super camminatori e quindi spesso pur andando piano andavo più svelto di alcuni di loro.
Però posso dire di essere stato scalzo credo 80% del tempo.
I neozelandesi non hanno fatto assolutamente caso al fatto che fossi scalzo e anche i miei compagni di viaggio si sono resi conto che li la cosa è usuale.
Ne ho visti parecchi ad Auckland. Ovviemente nelle zone di mare. Svariati (anche 10 in mezzora) nei supermercati. Due anche su un sentiero facile. Su quelli più escursionistici invece ero solo e solo in quel caso ho sentito qualche commento o domande tipo 'niente scarpe?'
Domani rientro al lavoro e sarà dura rimettere le scarpe!

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Re: Nuova Zelanda

Messaggio  BarefootSoul il Ven Mar 24 2017, 01:06

Bravissimo, complimenti !

Avevo già sentito dire che la Nuova Zelanda, e mi pare anche l'Australia, siano molto free per quanto riguarda i piedi nudi.

Ma quindi sei stato scalzo dall'aeroporto, in aereo e per tutti i trasferimenti ?

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Re: Nuova Zelanda

Messaggio  GECO il Ven Mar 24 2017, 09:35

In aereoporto ho evitato anche se so che non fanno problemi a riguardo ma sono piuttosto emotivo e già mi secca passare i controlli volevo evitare di dare nell'occhio. Tra l'altro la cosa curiosa quando arrivi ti chiedono se hai scarpe o materiale da trekking e a qualcuno hanno passato le scarpe con un qualche detergente in quanto sono un po' paranoici sull'involontaria importazione di elementi che possano danneggiare il loro ecosistema e non hanno tutti i torti vista la loro splendida natura e visto quello che è successo da noi per esempio con i parassiti degli ulivi o altro.
In aereo io ma anche molti altri passeggeri eravamo scalzi anche nei bagni che devo dire estremamente puliti nonostante le numerose ore di volo.
Per il resto sono stato scalzo il più possibile tranne su certi percorsi per me troppo impegnativi.
Come ho detto in città e nei supermercati è facilissimo trovare gente scalza (forse anche per questo le città sono pulite). Io sono andato scalzo senza problemi al ristoranti, nei musei e praticamente ovunque senza che nessuno mi dicesse niente e anche come commenti non mi pare di averne percepiti se non qualcuno di stupore su alcuni sentieri.

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Re: Nuova Zelanda

Messaggio  young_barefooter il Ven Mar 24 2017, 11:15

GECO ha scritto:
In aereo io ma anche molti altri passeggeri eravamo scalzi anche nei bagni che devo dire estremamente puliti nonostante le numerose ore di volo.

Sui quotidiani on-line italiani, periodicamente vengono pubblicate raccolte di immagini (peraltro più o meno sempre le stesse, riciclate) relative ai comportamenti considerati cafoni in aereo: tra persone stravaccate in quasi tutte le posizioni, sporcizia e amenità simili, inevitabilmente spuntano immagini di piedi scalzi. Evidentemente i nostri connazionali - che in buona parte hanno vere e proprie fobie nei confronti dei piedi - trovano indecente togliersi le scarpe in aereo (immagino principalmente a causa dei soliti pregiudizi sull'odore dei piedi).
Probabilmente non sanno che, soprattutto per voli lunghi, togliersi le scarpe (oltre che, naturalmente, cambiare spesso posizione e muoversi facendo qualche passo) è utile a ridurre il rischio di embolia.

GECO ha scritto:
Come ho detto in città e nei supermercati è facilissimo trovare gente scalza (forse anche per questo le città sono pulite).

Questo lo ripeto anch'io spessissimo, come una sorta di mantra: se più persone andassero scalze le nostre città sarebbero più pulite!
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Una curiosita'

Messaggio  aldo1953 il Dom Mar 26 2017, 15:42

Ciao, io sono stato in NZ nel 1995, troppo tempo per avere ricordi chiari e poi allora lo scalzismo era solo un sogno proibitissimo.
Mi pare di capire che tu sia andato con un gruppo organizzato (io ero da solo con moglie, una fuoristrada e una tenda ... troppo bello). I tuoi compagni di viaggio hanno commentato lo scalzismo non tanto tuo (evidentemente erano amici o comunque compagni di viaggio) ma degli altri che avete incontrato ? Lo hanno accettato come una "caratteristica" di un popolo così lontano ? Hanno ipotizzato il fenomeno anche qui ? Qualcuno ha almeno pensato di imitarti ? Avranno mutato il loro pensiero sui pochi scalzisti italiani ?
Purtroppo per varii e negativi problemi famigliari non so se potrò mai più tornare in Australia, anzi forse dovrò anche dire addio ai viaggi a lungo raggio, ma non si sa mai.

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Re: Nuova Zelanda

Messaggio  GECO il Lun Mar 27 2017, 10:50

Per prima cosa preciso che non conoscevo i miei compagni di viaggio, in tolale 15+me. Al primo momento come ho detto mi sono presentato in infradito e solo dopo che mi hanno conosciuto (si fa per dire visto che ci siamo scambiati qualche parola di presentazione o poco più tranne con uno a cui ho viaggiarto accanto per le numerose ore di viaggio) mi sono scalzato.
Ovviamente mi hanno chiesto se volevo fare tutto il viaggio così e come mai? Gli ho risposto che avrei fatto il più possibile per farlo scalzo nei limiti del possibile e che sono abituato seppure saltuariamente a stare scalzo perché mi piace. Gli ho anche spiegato che la Nuova Zelanda è un posto particolarmente favorevole al barefooting.
In qualche occasione gli ho fatto notare altre persone scalze e qualche volta loro le hanno fatte notare a me.
Più di una volta mi hanno chiesto se non avessi paura di farmi male con vetri o altro e se non mi facesse male camminare su sentieri o se non avessi freddo una sera che pioveva e la temperatura si era abbassata.
Nel gruppo c'era un ragazzo di 18 anni molto maturo che mi ha detto che lui da bambino spesso andava in giro scalzo. Durante il viaggio era apesso in infradito su sentieri e qualche volta per comodità si è scalzato senza problemi. Ad alcuni ho parlato del sito dei nati scalzi e hanno espresso la loro sorpresa ma non ho percepito commenti negativi anche se non lo farebbero per paura di farsi male e in certi casi per schifo per strade sporche ecc. Poi non so se alle mie spalle mi abbiano preso per matto. Diciamo che ho cercato di spiegare la cosa nel modo più soft possibile facendo vedere che pure io se necessario uso le scarpe per esempio su certi sentieri per me impegnativi ho evitato di procedere come un fachiro andando scalzo solo dove la cosa mi era abbastanza facile in modo da muovermi in modo disinvolto e non impacciato. Spero che se ne vedranno un altro si ricordino di me e non lo vedranno più come un marziano.

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Re: Nuova Zelanda

Messaggio  young_barefooter il Lun Mar 27 2017, 11:27

GECO ha scritto:
Più di una volta mi hanno chiesto se non avessi paura di farmi male con vetri o altro e se non mi facesse male camminare su sentieri o se non avessi freddo una sera che pioveva e la temperatura si era abbassata.

Quando mi fanno domande sui rischi legati alla camminata scalza, ultimamente faccio notare che attività considerate "normali" come andare in auto, fare sport o fumare comportano rischi per la salute (nel caso del fumo ovviamente il rischio è sul lungo periodo), ma non per questo vi rinunciamo.
Certamente, parlando di probabilità, mi rendo conto (per esperienza personale) che è molto più probabile prendere un vetro camminando scalzi piuttosto che avere un incidente in auto, ma l'entità del danno prodotto da un vetro non è paragonabile a quello di un incidente stradale.
E comunque direi che "il gioco vale la candela", dato che i benefici per il corpo e la mente della camminata scalza superano ampiamente eventuali danni prodotti dai piccoli incidenti di percorso.
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Re: Nuova Zelanda

Messaggio  young_barefooter il Lun Mar 27 2017, 11:56

GECO ha scritto:Poi non so se alle mie spalle mi abbiano preso per matto.

L'altro giorno ero al parco e un bambino di cinque anni (conosco lui e la mamma da tempo e non mi hanno praticamente MAI visto indossare scarpe), rivolgendosi alla madre, ha posto la seguente domanda: "Ma quel signore non mette le scarpe perchè è matto?!!".
Io e la madre ci siamo guardati e siamo scoppiati a ridere!

Al di la della simpatia del momento, mi chiedo come mai un bambino - che dovrebbe NON avere pregiudizi - risulti già così condizionato.



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Re: Nuova Zelanda

Messaggio  GECO il Lun Mar 27 2017, 15:19

Sul discorso dei rischi io non nego che ci siano ma faccio presente che i vetri grandi più pericolosi li vedo e quelli che non vedo (per mi a fortuna ho 10/10 di vista) sono talmente piccoli che mi fanno lo stesso danno che credo chiunque di noi abbia avuto con una spina di rovo. Aggiungo che rarissimamente mi è capitato nonostante qualche volta abbia camminato tra i vetri di una manifestazione. Uno può pensare a fortuna ma non è che uno ha fortuna x 15 anni!
X il discorso malattie strane anche qui io e ancora più di me chi sta perennemente scalzo godiamo di ottima salute dopo svariati anni.
Per il discorso dei bambini di 5 anni purtroppo sono già condizionati. Forse non lo sono a 5 mesi...

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Re: Nuova Zelanda

Messaggio  bfpaul il Lun Mar 27 2017, 19:32

young_barefooter ha scritto:
GECO ha scritto:Poi non so se alle mie spalle mi abbiano preso per matto.

L'altro giorno ero al parco e un bambino di cinque anni (conosco lui e la mamma da tempo e non mi hanno praticamente MAI visto indossare scarpe), rivolgendosi alla madre, ha posto la seguente domanda: "Ma quel signore non mette le scarpe perchè è matto?!!".
Io e la madre ci siamo guardati e siamo scoppiati a ridere!

Al di la della simpatia del momento, mi chiedo come mai un bambino - che dovrebbe NON avere pregiudizi - risulti già così condizionato.

Molto probabilmente, quello è stato il commento della madre o di qualche persona molto vicina al bambino quando questi avrà chiesto come mai quel signore andasse scalzo.
Dopodiché il bimbo - con la sua innocenza - ha ripetuto alla madre ciò che ha sentito e la madre si è fatta una risata davanti a te perché forse è convinta che sei matto e quindi non scambia e non scambierà con te una sola parola.
Eh, con i matti non si parla, scherziamo?
Forse mi sbaglio, ma mi è sembrata la classica reazione di chi etichetta gli altri piutttosto che chiedere come e perché...

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Re: Nuova Zelanda

Messaggio  young_barefooter il Mar Mar 28 2017, 09:25

bfpaul ha scritto:
Molto probabilmente, quello è stato il commento della madre o di qualche persona molto vicina al bambino quando questi avrà chiesto come mai quel signore andasse scalzo.
Dopodiché il bimbo - con la sua innocenza - ha ripetuto alla madre ciò che ha sentito e la madre si è fatta una risata davanti a te perché forse è convinta che sei matto e quindi non scambia e non scambierà con te una sola parola.
Eh, con i matti non si parla, scherziamo?
Forse mi sbaglio, ma mi è sembrata la classica reazione di chi etichetta gli altri piuttosto che chiedere come e perché...

bfpaul

Caro Paolo stavolta mi tocca smentirti: conosco questa signora da almeno un paio d'anni, la vedo sempre al parco giochi, i nostri figli sono praticamente cresciuti giocando assieme. Chiaramente le prime volte era sorpresa di vedermi a piedi nudi anche d'inverno ma abbiamo avuto modo di parlarne e le ho spiegato per bene le mie motivazioni, al punto che ora per lei questa cosa è normalissima.
Quando ci vediamo scambiamo sempre due chiacchiere, tra l'altro non parlando quasi mai di barefooting.

Anche suo figlio mi ha visto praticamente sempre scalzo, per questo mi ha stupito la sua domanda.
Temo sia stato qualcuno tra i suoi amici più grandicelli a suggerirgli l'ipotesi "pazzia".
Spesso li vedo guardarci e ridacchiare dicendosi le cose all'orecchio, è anche per questo che a volte mio figlio Gabriele è restio a scalzarsi in loro presenza.
Purtroppo nell'educare i figli quasi sempre i genitori si "dimenticano" di insegnare il rispetto per il prossimo, nello specifico il rispetto per la altrui diversità, declinata nelle diverse accezioni del termine.
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