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Messaggio  Biagio il Sab Gen 22 2011, 14:50

- Hai buona vista, tu, monello?
- Io? - rispose il ragazzo. - Io vedo un passerotto lontano un miglio.
- Saresti buono a salire in cima a quell’albero?
- In cima a quell’albero? io? In mezzo minuto ci salgo.
- E sapresti dirmi quello che vedi di lassù, se c’è soldati austriaci da quella parte, nuvoli di polvere, fucili che luccicano, cavalli?
- Sicuro che saprei.
- Che cosa vuoi per farmi questo servizio?
- Che cosa voglio? - disse il ragazzo sorridendo. - Niente. Bella cosa! E poi... se fosse per i tedeschi, a nessun patto; ma per i nostri! Io sono lombardo.
- Bene. Va su dunque.
- Un momento, che mi levi le scarpe.
Si levò le scarpe, si strinse la cinghia dei calzoni, buttò nell’erba il berretto e abbracciò il tronco del frassino
- Ma bada... - esclamò l’ufficiale, facendo l’atto di trattenerlo, come preso da un timore improvviso.
Il ragazzo si voltò a guardarlo, coi suoi begli occhi celesti, in atto interrogativo.
- Niente, - disse l’ufficiale; - va su.
Il ragazzo andò su, come un gatto.
- Guardate davanti a voi, - gridò l’ufficiale ai soldati.
In pochi momenti il ragazzo fu sulla cima dell’albero, avviticchiato al fusto, con le gambe fra le foglie, ma col busto scoperto, e il sole gli batteva sul capo biondo, che pareva d’oro. L’ufficiale lo vedeva appena, tanto era piccino lassù.


Ultima modifica di Biagio il Lun Gen 24 2011, 13:47, modificato 1 volta
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Messaggio  Rei il Dom Gen 23 2011, 06:30

E poi gli sparano e muore.
Scalzo dopo aver vissuto calzato, ma muore.
Meglio Huckleberry Finn che vive sempre scalzo e si diverte.
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Messaggio  Biagio il Lun Gen 24 2011, 14:02

Non è mica per motivi per motivi letterari o patriottici che ho inviato questo testo!

Vorrei soltanto risvegliare l’attenzione su una bellissima esperienza atletica e spirituale che consiglio a chiunque si senta in forma.
Non conosco nessun’altra superficie interessante e varia quanto i rami degli alberi. Ognuno è diverso dall’altro per dimensione, forma, posizione, altezza, flessibilità, ruvidità, consistenza delle fronde.
E’ un po’ come arrampicare su roccia (devi usare muscoli e testa) ma la differenza fondamentale è che stabilisci una relazione strettissima con un essere vivente, che subisce la tua presenza, ti regge e flette fin che può. Perciò ci vogliono soprattutto prudenza e rispetto.
Non è un caso che il ragazzo del racconto pur avendo le scarpe, se le tolga prima di salire; non esistono al mondo suole in grado di adattarsi ed aderire ai rami di un albero quanto i nostri piedi Si vede bene che i nostri più lontani antenati ne trascorsero di tempo lassù!

Questa è l’attrezzatura tecnica per salire professionalmente in massima sicurezza su di un albero secolare.
http://www.rpalli.com/equipaggiamentotreeclimbing.pdf

Ma, all’opposto, c’è anche chi ha un approccio più disinvolto.
http://www.youtube.com/watch?v=BCL0SBCDzOE
http://www.youtube.com/watch?v=UjPLAcfUJRs

Io più modestamente, mi limito a salire per potare o per raccogliere la frutta... Very Happy
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Messaggio  bfpaul il Lun Gen 24 2011, 23:03

Biagio ha scritto:
Questa è l’attrezzatura tecnica per salire professionalmente in massima sicurezza su di un albero secolare.
http://www.rpalli.com/equipaggiamentotreeclimbing.pdf

Ma, all’opposto, c’è anche chi ha un approccio più disinvolto.
http://www.youtube.com/watch?v=BCL0SBCDzOE
http://www.youtube.com/watch?v=UjPLAcfUJRs
Bellissimi i video che ci proponi, Biagio!
Davvero ottimo lavoro!

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Messaggio  Mastrom90 il Mar Gen 25 2011, 08:58

Ganzo! Very Happy
Devo provarci anche io un giorno. In quei video sembra di vedere delle scimmiette della giungla... è proprio vero che siamo parenti! Razz
Che bellezza... verso primavera andrò anche io a provare in qualche parco molto alberato!
Ciao a tutti!
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Messaggio  freealex il Sab Feb 05 2011, 22:16

Ho riscoperto lo scorso anno la bellezza di arrampicarsi e stare su di un albero durante uno stage di Danza Sensibile a Tuscania con il coreografo Claude Coldy ... è stato molto bello e catartico nell' arco della settimana che abbiamo trascorso assieme passare dalla terra arata di fresco, ai piedi degli ulivi che erano a nostra disposizione, fino ai rami più alti di ulivi centenari!
E' superfluo dire che TUTTA la settimana l' abbiamo trascorsa scalzi portando i nostri corpi sempre più in sintonia con la Natura senza più timori per la terra che 'sporca', le formiche e in compagnia delle cicale che abitavano gli alberi.
Danzando per gli alberi, con gli alberi e sugli alberi ... indimenticabile l' esperienza di salire sugli ulivi bendati e muoversi tra la chioma con assoluta precisione e sicurezza ... magnifico e pieno di poesia mettere i nostri piedi sulla terra fresca, sofficie ma ancora tiepida del sole estivo di Tuscania nella luce della Luna, nei suoni della notte in alto sui rami accarezzati dalle termiche della sera.
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Messaggio  Andrea77 il Dom Feb 06 2011, 22:23

Davvero dei bei filmati. Ma questi non sono persone ma scimmie! Devo dire che data la mia agilità elefantiaca elephant li invidio molto anche se devo dire che oltre alla bravura c'è un bel coraggio o incoscienza perché se cadi ti fai molto male se non ti ammazzi.
Io al massimo ho provato una volta quelli che i francesi chiamano PAF:
http://www.jungleadventure.it/album.htm

Adrenalinico ma sicuro anche se costoso, meglio una ferrata.

Ciao
Andrea
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Messaggio  lucignolo il Mer Feb 09 2011, 22:23

Andrea77 ha scritto:Davvero dei bei filmati. Ma questi non sono persone ma scimmie! Devo dire che data la mia agilità elefantiaca elephant li invidio molto anche se devo dire che oltre alla bravura c'è un bel coraggio o incoscienza perché se cadi ti fai molto male se non ti ammazzi.
A dire il vero la cosa che mi ha colpito di più è un'altra.
Sono convinto che i muscoli delle gambe giochino un ruolo fondamentale in certe azioni, soprattutto perché i muscoli delle nostre braccia umane non sono così possenti come quelli dei nostri cugini quadrumani, perciò per arrampicarsi con efficacia abbiamo bisogno di non stancare troppo i muscoli più deboli, lasciando fare le cose più difficili alle nostre gambe.
Però per scaricare tutta la potenza dei muscoli degli arti inferiori abbiamo bisogno di una presa sulla quale fare totale affidamento e con un feed-back sensoriale che ci faccia capire esattamente cosa stiamo facendo ed in che modo.
Cosa c'è di meglio di due piedi nudi? Wink
Ecco, questa è la cosa che mi ha entusiasmato di più: questi splendidi atleti non hanno optato per un paio di scarpette con suola in vibram, ma per un paio di suole in vera pelle!
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Messaggio  ChiccoB il Gio Feb 10 2011, 22:25

Biagio ha scritto:Non è mica per motivi per motivi letterari o patriottici che ho inviato questo testo!

Vorrei soltanto risvegliare l’attenzione su una bellissima esperienza atletica e spirituale che consiglio a chiunque si senta in forma.
Non conosco nessun’altra superficie interessante e varia quanto i rami degli alberi. Ognuno è diverso dall’altro per dimensione, forma, posizione, altezza, flessibilità, ruvidità, consistenza delle fronde.
E’ un po’ come arrampicare su roccia (devi usare muscoli e testa) ma la differenza fondamentale è che stabilisci una relazione strettissima con un essere vivente, che subisce la tua presenza, ti regge e flette fin che può. Perciò ci vogliono soprattutto prudenza e rispetto.
Non è un caso che il ragazzo del racconto pur avendo le scarpe, se le tolga prima di salire; non esistono al mondo suole in grado di adattarsi ed aderire ai rami di un albero quanto i nostri piedi Si vede bene che i nostri più lontani antenati ne trascorsero di tempo lassù!

Questa è l’attrezzatura tecnica per salire professionalmente in massima sicurezza su di un albero secolare.
http://www.rpalli.com/equipaggiamentotreeclimbing.pdf

Ma, all’opposto, c’è anche chi ha un approccio più disinvolto.
http://www.youtube.com/watch?v=BCL0SBCDzOE
http://www.youtube.com/watch?v=UjPLAcfUJRs

Io più modestamente, mi limito a salire per potare o per raccogliere la frutta... Very Happy
Bellissimi questi video!! Adesso che li ho guardati mi viene in mente che da piccolo quando andavo nella casa di mia nonna,davanti alla sua abitazione c'era un lampione della luce e io d'estate mi ci arrampicavo sopra (una specie di "Cita" di città... Laughing ) e facevo presa con i piedi nudi. Sembravo proprio una scimmia perchè ero di una magrezza da spavento e di una agilità da non credere. Ricordo poi che nel cortile di casa mia c'erano delle bellisime piante e sempre in estate mi ci arrampicavo scalzo. Eh...altri tempi (e molti chili fa...). Chicco.

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Messaggio  Biagio il Gio Mar 10 2011, 19:44

Ci sono persone eccezionali a questo mondo.
Julia Hills, per salvare un bosco di sequoie giganti dalla distruzione, visse per 738 giorni sulla cima di uno di questi a 55 metri da terra, senza ma scendere a terra.
E’ evidente che, appollaiati lassù, le scarpe oltre che inutili, sono anche pericolose.

http://www.albionmonitor.com/9807a/butterflyprofile.html

http://www.google.co.uk/images?hl=it&q=julia+butterfly+hill&um=1&ie=UTF-8&source=univ&sa=X&ei=svt4Ta_fJ8XMhAfF8cn2Bg&sqi=2&ved=0CC8QsAQ&biw=1280&bih=937
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Messaggio  bfpaul il Gio Mar 10 2011, 20:42

Biagio ha scritto:Ci sono persone eccezionali a questo mondo.
Julia Hills, per salvare un bosco di sequoie giganti dalla distruzione, visse per 738 giorni sulla cima di uno di questi a 55 metri da terra, senza ma scendere a terra.
E’ evidente che, appollaiati lassù, le scarpe oltre che inutili, sono anche pericolose.

http://www.albionmonitor.com/9807a/butterflyprofile.html

http://www.google.co.uk/images?hl=it&q=julia+butterfly+hill&um=1&ie=UTF-8&source=univ&sa=X&ei=svt4Ta_fJ8XMhAfF8cn2Bg&sqi=2&ved=0CC8QsAQ&biw=1280&bih=937
Grandissima Julia, non dimentichiamola mai!!!

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Messaggio  Andrea Grasselli il Sab Mar 12 2011, 23:20

bfpaul ha scritto:Grandissima Julia, non dimentichiamola mai!!!
sì, Julia è grandissima anche per me. ho avuto la fortuna di conoscerla personalmente (è vegana come me, l'ho incontrata al vegfestival di torino del 2006), ho avuto dei bellissimi scambi con lei, molto umana, molto piena di vita... la plenitudine di un essere umano che vive intensamente!

un saluto dalla svizzera
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Messaggio  Rei il Dom Mar 13 2011, 08:12

Andrea Grasselli ha scritto:ho avuto la fortuna di conoscerla personalmente...Andrea
Scalza o con le scarpe?
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Messaggio  Andrea Grasselli il Dom Mar 13 2011, 14:31

Rei ha scritto:Scalza o con le scarpe?
aveva delle infradito, se ricordo bene le ha tolte a tratti durante le conferenze.

Andrea
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Messaggio  Biagio il Gio Mar 17 2011, 21:12

E che dire di Saba Douglas Hamilton e della sua vita immersa nella natura africana?
Dimostrazione vivente che la sicurezza non deriva dallo spessore degli scarponi o da quello delle lamiere dalla jeep, ma dalla precisa conoscenza del proprio ambiente.

http://www.youtube.com/watch?v=XV0RLq3afvE
http://www.youtube.com/watch?v=So3yPKyXk_4&NR=1
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Messaggio  lucignolo il Ven Mar 18 2011, 22:44

Biagio ha scritto:E che dire di Saba Douglas Hamilton e della sua vita immersa nella natura africana?
Dimostrazione vivente che la sicurezza non deriva dallo spessore degli scarponi o da quello delle lamiere dalla jeep, ma dalla precisa conoscenza del proprio ambiente.
Bello!
Scusa una domanda: perché temi di essere disattivato?
Anche queste cose, che sono belle ed interessanti, arricchiscono il nostro forum.
Testimonianze di vita in natura che nemmeno immaginavo che esistessero.
Ora, dico, nel club c'è chi si vuole impegnare di più, magari organizzando una gita scalza oppure coetruendo una pista di barefooting.
E c'è chi cita delle realtà interessanti come quella che hai segnalato tu.
Tutto oro nelle nostre tasche.
Non vi sembra che ci stiamo scannando per un problema inesistente?
Il club legalizzato:

  1. impedisce ai male intenzionati di utilizzare il nostro nome ed il nostro logo per scopi non leciti, legati alla sessualità pervertita e chissà che altro;
  2. chiede ai suoi membri se preferiscono essere parte attiva oppure se preferiscono dialogare e citare cose interessanti come hai fatto tu, Biagio, senza assumersi alcun impegno particolare;
  3. è vero, si chiede una quota di iscrizione e si fa qualche domanda, perché, guardate che non sarebbe una bella cosa condividere il nostro spazio con persone che cercano solo contatti per soddisfare i propri pruriti sessuali, creando un'immagine distorta di noi.
Per il resto, credetemi, non è cambiato nulla.
Dite solo cosa volete fare.
Se volete restare forumisti non impegnati e passarci di tanto in tanto qualche informazione, bene.
Se vorrete fare di più ditelo: senza il vostro esplicito consenso resterete sempre e comunque anonimi nei confronti di chi ci legge.
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Messaggio  Biagio il Dom Ago 28 2011, 17:29

Quando pensiamo ad un eroe, generalmente ce lo immaginiamo morto per la causa, perché la nostra mente contorta fatica a pensare ad un eroe vivo e in salute. Ancora più difficile è immaginare che l’eroe possa essere una bella giovane ragazza e per giunta che finisca tutto bene. Per fortuna qualche volta succede.
In questi giorni letto l’autobiografia di Julia Hills, che racconta i suoi due anni trascorsi ininterrottamente su di una sequoia gigante alta sessanta metri e destinata ad essere tagliata dalla cieca logica del profitto.
E’ una lettura che si affronta tutta d’un fiato, che fa riflettere e lascia qualcosa di buono dentro.(Julia Butterfly Hill – La ragazza sull’albero – Corbaccio)
Di seguito vi cito solo alcuni passi che parlano della sua vita senza scarpe, ma che danno anche un’idea della sensibilità, della tenacia, del coraggio e dell’intelligenza di questa ragazza.
Mentre leggete, non dimenticavi che tutto accade su dei rami non a tre, ma a cinquanta-sessanta metri da terra.


Era già difficile sopportare il freddo, ma freddo e umidità insieme erano quasi letali. Alla fine venni colpita dai geloni. Non accadde tutto in una volta. La circolazione non era buona, per far pompare il sangue dovevo muovermi, ma ghiaccio, nevischio e venti freddi e intensi mi costringevano sotto le cerate. Le poche volte che mi avventurai fuori, mi sentii come se stessi facendo esercizio in un congelatore industriale con il motore al massimo.
Ora quando mi arrampico su Luna, lo faccio a piedi nudi. Fui costretta ad abbandonare le scarpe all’inizio dell’occupazione. Non riuscivo a sopportare la sensazione di separazione dall’albero. Con tutta quella roba tra i piedi e i rami, non capivo se quello che doveva reggermi era abbastanza forte per farlo o sei piedi poggiavano con sicurezza su un ramo. Non riuscivo a sentire la forza vitale di Luna né a ricevere da lei istruzioni su come arrampicarmi. Così tolsi le scarpe dopo i primi giorni e le appesi su un ramo dove sono rimaste.
Ma non è un’idea brillante stare a piedi nudi in inverno su un albero in cima a una collina battuta dal vento gelido. Prima dell’assedio dell’elicottero, i piedi avevano cominciato a farmi male in continuazione. All’inizio non capivo che cosa non andasse. Li sfregavo, ma inutilmente. Poi cominciarono a cambiare colore.
<<Gli alluci vanno dal rosso al bianco al blu>>, scherzavo, usando come al solito l’umorismo per aiutarmi a superare il momento difficile. <<Stanno diventando patriottici.>>
Alla fine, un attivista che era venuto a trovarmi mi disse che si trattava di congelamento e, con certezza, i colori patriottici si sarebbero trasformati in nero e viola.
Ci fu un momento in cui il dolore fu atroce. Fui costretta a infilare degli abiti nel sacco a pelo per evitare che i piedi lo toccassero. Pensando che l’azione riscaldante del balsamo di tigre potesse aiutarmi, ne applicai uno strato il più leggermente possibile. Non riuscivo neanche a spalmarlo perché la pressione era troppo dolorosa. Li avvolsi poi nella garza. Grazie al cielo, alla fine guarirono.
A quell’epoca, ero anche riuscita a rompermi il mignolo del piede destro. Mi arrampicavo nel freddo e, come al solito, urtavo le dita dei piedi. Quel giorno il colpo fu forte, ma c’era talmente freddo che non mi resi conto dei averlo rotto. Quando i piedi ripresero a scaldarsi, il dolore divenne insopportabile. Guardai il dito e vidi una larga striatura viola e nera che correva di lato. Presi di nuovo il balsamo di tigre e avvolsi il dito con carta igienica perché avevo finito la garza. Con il nastro isolante legai un pezzetto di cartone e avvolsi la steccatura improvvisata alle atre dita. Con una quantità sufficiente di nastro isolante, si sistema tutto.
Comunque, cominciavo a sentire come se tutta la mia vita stesse insieme grazie al nastro isolante. Speravo soltanto che tenesse.
[…]
All’inizio alle mie gambe mancava la possibilità di camminare. Avvertivo che avevano voglia di distendersi e muoversi. Ma invece, alla fine, desideravano arrampicarsi. Ed era così che facevo esercizio. Mi mantenevo in forma facendo piegamenti e flessioni sulle braccia di Luna, ma la maggior parte delle volte mi arrampicavo.
All’inizio lo facevo solo per sistemare le cerate. Cominciai a usare una corda e un’imbragatura, ma non mi piaceva. Con quegli affari non mi sentivo a mio agio; avevo la sensazione di essere lontana dalla pianta. Anche se sono un sistema per sopravvivere, mi facevano sentire insicura. Così, dopo le prime due settimane, tolsi l’imbragatura e cominciai ad arrampicarmi liberamente.
Fu allora che cominciai a salire su Luna con le mani e i piedi, anziché affidandomi agli occhi. Capivo quali rami si piegavano per la primavera che racchiudevano in sé e quali invece erano pronti a spezzarsi. Cominciai a notare che gli aghi sui primi erano nuovi e freschi mentre sugli altri erano più vecchi ed erano indice di fragilità.
Gradualmente, mentre guarivo dal congelamento, mi arrampicavo attorno a Luna per cercare di conoscerla. Lo facevo solo un po’ alla volta perché c’era troppo freddo e umido e le mani e i piedi diventavano insensibili. Ma continuai senza imbragatura, senza corda e senza scarpe e imparai a distribuire il peso tra le mani e le gambe in modo da non caricare mai eccessivamente un ramo. Mentre aumentava il mio livello di tranquillità, cresceva anche il mio desiderio di arrampicarmi.
Poiché circa a metà Luna si divide in due, passavo da un tronco all’altro, usando i rami che crescono tra i due come una scala a chiocciola. Lasciavo che Luna mi dicesse dove dovevo mettere la mano o il piede. Quando non c’erano rami a cui attaccarsi, cercavo delle prese per le dita: buchi, spaccature, fessure. A volte usavo anche la nodosità di un ramo spezzato dagli elementi.
Esplorai la parte superiore di Luna. In lei vive un’intera foresta ed è assolutamente magica. Felci, lamponi americani e mirtilli crescono nelle sue fessure dove la polvere di carbone si è depositata nel corso degli anni. Co sono molti tipi di torba, di muschi e di licheni e alcuni aerei come il muschio spagnolo; licheni grigiastri e smerlettati e minuscoli funghetti a forma di piccoli satelliti si annidano nelle sue rugosità; muschio verde e soffice, scuro al centro e luminoso ai lati, abita i suoi fianchi. Soprattutto con la nebbia Luna è un racconto di fate che aspetta di diventare realtà.
[…]
Per me scalare Luna sino in cima non era un atto di conquista. Mi sentivo costretta a farlo. Una volta imparato come distribuire il peso tra le mani e i piedi invece di metterlo tutto su un solo ramo, pensai: <<posso farcela!>>
E provai. Mentre mi arrampicavo a piedi nudi – che non lavavo per permettere alla sporcizia di aiutarmi ad aderire ai rami – parlavo a Luna. Di rimando, lei mi guidava a quei rami che erano sicuri e mi avvertiva di quelli che non lo erano. Senza scarpe, la sentivo sotto di me e capivo i suoi messaggi.
Raggiunsi il suo pinnacolo indurito dai fulmini, il posto più magico che abbia mai visto. Luna è l’albero più alto in cima alla collina. Appollaiata sul tutto e protesa verso il basso, mi sentivo come se fossi in cima al niente anche se l’albero solido e massiccio era sotto di me. Tenendomi con le gambe, alzai le braccia al cielo. I piedi sentivano il potere della Terra che passava attraverso Luna mentre le mani avvertivano il potere del cielo. Era una magia. Mi sentivo in equilibrio perfetto. Ero un tutt’uno con il Creato.
Non potevo permettere in alcun modo che Luna venisse abbattuta! Mai!
[…]
Un anno e mezzo su un albero! Trovavo difficile credere di essere ancora lì. Tuttavia, avevo vissuto così a lungo su Luna che a fatica riuscivo a immaginare di vivere in un altro posto. La pianta era diventata parte di me, o io di lei. Sulla parte esterna dei miei piedi si era sviluppato un muscolo nuovo e robusto perché mi ero abituata a stringerli e ad avvinghiarli ai rami mentre mi arrampicavo. Anche le mani erano diventate più muscolose, i segni del tempo sulla pelle mi ricordavano i disegni a spirale di Luna. Le dita erano macchiate di marrone dalla corteccia e di verde dai licheni. Frammenti di Luna erano penetrati sotto le unghie, mentre la linfa, intrisa di corteccia e di muschio, mi macchiava le braccia, le mani e i piedi. Addirittura la gente diceva che avevo un profumo dolce come quello della sequoia.
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