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Incidenti di percorso

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Messaggio  young_barefooter il Lun Lug 29 2019, 11:29

Ultimamente la frequenza degli "incidenti di percorso" pare aver subito un discreto incremento rispetto alle mie abituali statistiche.
Naturalmente parlo di ferite di piccolissima (se non trascurabile) entità dovute a piccole schegge di vetro o spine.
La cosa è probabilmente dovuta al fatto che oggi affronto scalzo sempre più situazioni e trascorro scalzo fuori casa molto più tempo di prima, non penso che dalle mie parti le condizioni di strade e marciapiedi siano così tanto peggiorate.

Questa situazione sta però rovinando la mia esperienza di barefooter. Dopo tanti anni passati a lottare per superare le "ansie sociali" e per farmi accettare in famiglia, proprio ora che iniziavo a considerarmi un "vero" barefooter, i timori iniziano a insinuarsi sempre di più e a rendermi meno sereno quando sono scalzo.
Ultimamente ho pure fatto il richiamo dell'anti-tetanica ma non è bastato a tranquillizzarmi, ogni volta che capita qualcosina ecco che l'irrazionalità mi porta a diventare ipocondriaco temendo chissà quale danno o infezione.
Questo mi porta a essere eccessivamente cauto quando vado scalzo, praticamente ogni tre passi mi fermo a controllare cosa ho pestato o se mi sono fatto qualcosa. Basta un sassetto o un'asperità anche minima a fare scattare l'ansia. Ho anche notato che spesso, nel tentativo di minimizzare eventuali rischi tendo a camminare in modo innaturale, distribuendo il peso sui piedi in maniera anomala, esponendomi paradossalmente a maggiore rischio di incidenti. Pure mia moglie se ne è accorta, di recente mi deride spesso facendomi notare che, tra i tanti scalzisti del club che ha conosciuto, sono l'unico che si comporta così. Anche i miei figli sono più sicuri di me: loro corrono sopra qualunque cosa senza stare a darsi troppa pena per cosa potrebbe capitargli.

Purtroppo questa situazione si trascina da un po' e di recente sono più le volte che quasi preferirei affidarmi alla sicurezza delle calzature. Poi per fortuna, un po' per orgoglio e un po' perchè fisicamente la mia tolleranza alle calzature è ridotta al minimo, non rinuncio mai a stare scalzo. Ad esempio sono appena rientrato dopo due settimane di vacanza in campeggio in cui sono stato scalzo il 100% del tempo anche su superfici massacranti (ghiaia acuminata, rovi e acacie a go go, asfalti roventi ecc.), periodo in cui alla fine è capitato 1 solo incidente di rilievo (uno spuntone di arbusto aguzzo pestato con l'aggravante dei 12 Kg di peso di mio figlio in braccio e con la pelle dei piedi molle dopo 2 ore trascorse in piscina - mi ha prodotto un taglietto non troppo profondo ma discretamente sanguinante sull'arco plantare ma nulla di serio), ma i momenti di ansia e timori sono stati parecchi.

Ora che mi sono confidato con voi amici scalzisti spero che la cosa mi diventi meno pesante!
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Messaggio  Appleseed il Lun Lug 29 2019, 16:38

Dopo due settimane a camminare su "ghiaia acuminata, rovi e acacie a go go, asfalti roventi ecc." un solo taglietto mi pare un eccellente risultato Laughing  Laughing  Laughing  .
Se vuoi ridurre gli incidenti una selezione un po' più prudente dei terreni aiuta parecchio, anche se non garantisce l'incolumità.
Se invece vuoi camminare scalzo sempre, devi accettarne sportivamente le conseguenze.

P.S: inutile anche solo pensare di rinunciare al barefooting in ogni caso: se uno è "portato" per l'ansia poi trova comunque qualcos'altro su cui traslarla Wink .
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Messaggio  Ospite il Lun Lug 29 2019, 18:34

Se uno si rade la barba tutti i giorni è normale che si faccia un taglietto almeno una volta all'anno ...

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Messaggio  young_barefooter il Mar Lug 30 2019, 10:50

Appleseed ha scritto:Dopo due settimane a camminare su "ghiaia acuminata, rovi e acacie a go go, asfalti roventi ecc." un solo taglietto mi pare un eccellente risultato Laughing  Laughing  Laughing  .
Se vuoi ridurre gli incidenti una selezione un po' più prudente dei terreni aiuta parecchio, anche se non garantisce l'incolumità.
Se invece vuoi camminare scalzo sempre, devi accettarne sportivamente le conseguenze.

P.S: inutile anche solo pensare di rinunciare al barefooting in ogni caso: se uno è "portato" per l'ansia poi trova comunque qualcos'altro su cui traslarla Wink .

Hai ragione.
In fin dei conti i rischi (relativi) che corro camminando scalzo sono sempre quelli, non è cambiato nulla.
A essere cambiato sono io, semplicemente da qualche mese trascino stanchezza e stress dovuti principalmente alla gestione familiare non sempre facile: con tre bimbi non è certamente una passeggiata, a volte ci vuole davvero una pazienza infinita. E' nella natura dei bambini non rendersi conto che i genitori sono persone in carne e ossa, con le proprie esigenze e sentimenti, e non degli automi!
Alla fine stanchezza e frustrazioni a volte prendono il sopravvento e spesso anche il rapporto con la persona con cui si è scelto di condividere la vita diventa complicato.

Tutto ciò mi rende teso e ansioso, poco propenso a sopportare ulteriori elementi di stress.
E il rischio di "incidenti di percorso" (seppur di piccola entità) diventa chiaramente un elemento di ulteriore pressione psicologica e ansia, così come diventa più pesante sostenere lo sforzo necessario a sentirmi al 100% a mio agio scalzo in pubblico quando la mia natura schiva e timida preferirebbe evitarlo.
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Messaggio  GECO il Mar Lug 30 2019, 16:40

Appleseed ha scritto:Dopo due settimane a camminare su "ghiaia acuminata, rovi e acacie a go go, asfalti roventi ecc." un solo taglietto mi pare un eccellente risultato Laughing  Laughing  Laughing  .
Se vuoi ridurre gli incidenti una selezione un po' più prudente dei terreni aiuta parecchio, anche se non garantisce l'incolumità.
Se invece vuoi camminare scalzo sempre, devi accettarne sportivamente le conseguenze.

P.S: inutile anche solo pensare di rinunciare al barefooting in ogni caso: se uno è "portato" per l'ansia poi trova comunque qualcos'altro su cui traslarla Wink .

Sergio se ti può consolare pure a me è venuto qualche timore senza neppure essermi fatto nulla. Siamo sinceri sappiamo bene che andando scalzi siamo più vulnerabili e che un vetro nelle nostre città è sempre in agguato. Per qualche uscita di corsa ho rimesso le scarpe oppure le metto sino ai navigli e poi le tolgo sapendo che lì è meno probabile trovare vetri anche se ultimamente pure lì stavo correndo ho frenato accorgendomi che stavo passando in mezzo ai vetri, per fortuna non mi sono fatto nulla, ho deviato con calma e proseguito però il pensiero è stato 'fai attenzione che se ti fai male rischi di giocarti il fine settimana in montagna che tento desideri...'.
Anche questo ha un suo peso. Se so che per una settimana sono in ufficio anche se mi faccio un po' male ci vado comunque se il giorno dopo devo andare in montagna, cosa per me prioritaria rispetto all'andare scalzo, cosa faccio?
Poi certo è chiaro che uno più va scalzo e più ha possibilità di farsi male soprattutto se vuole andare ovunque. Persino vichinga Sara che è uscita incolume mesi fa dai 100km del Passatore è riuscita a farsi male ad un dito. Lei se ne frega ma capisco che altri reagiscano con più prudenza dando in parte ragione a chi appunto non si scalza x le stesse paure e che magari vedendoti ferito ti dice 'ecco hai visto ad andare scalzo'. Io sono il primo che da uomo notoriamente appena vediamo una goccia di sangue ODDIO affraid salvo poi voler andare ovunque una sorta di lotta tra istinto scalzista e ragione prudente scarpata. Diciamo che io in generale ho paura di farmi male anche in montagna faccio cose abbastanza impegnative con un certo rischio ma con molta attenzione anche perché in certi casi non rischi un graffio ma ben altro... molto sta a percezione alcuni amici sono tranquilli in montagna in punti dove io non lo sono. Diciamo che c'è una certa indole c'è chi si fa male e continua a fare sport pericolosi e chi come me fa molta attenzione e facendo gli scongiuri non si è mai fatto male ma rinuncia a certe cose.

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Messaggio  Grand Choeur il Gio Ago 01 2019, 08:21

Anch'io ogni tanto prendo una scheggetta o mi faccio un taglietto.
I nostri vecchi, specie riguardo le martellate sulle mani, dicevano: "E' il mestiere che entra".

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L'impossibile non esiste.
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Messaggio  aldo1953 il Gio Ago 01 2019, 11:18

Se proprio vogliamo parlare di incidenti di percorso ve ne offro uno certamente inusuale.
Dunque in Grecia affittiamo sempre una casetta isolata in mezzo alla campagna, le prime abitazioni sono a un paio di chilometri, per il resto solo pascoli per capre.
Inevitabile il contatto continuo con la Natura.
Una sera a luci spente per godere delle innumerevoli stelle decido di telefonare a mia sorella, ammetto di essere una di quelle persone che quando telefonano al cellulare devono camminare, non so perchè è una specie di istinto come quello di gesticolare parlando. Così passeggio per casa al buio e sento sotto il piede uno scricchiolio, come se avesso calpestato un biscotto, penso che può essere dato che in definitiva si tratta di un grande monolocale con la cucina a vista. Poi finisco la telefonata e avverto un forte bruciore sotto la pianta. Accendo la luce e vedo per terra un scolopendra lunga una quindicina di centimetri che si contorce tirando gli ultimi non prima evidentemente di avermi propinato un bel po' di peli urticanti What a Face
Vabbè se vuoi stare nella Natura sono cose che capitano e sempre meglio di un vetro.

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Messaggio  BarefootSoul il Gio Ago 01 2019, 23:00

Oddio, mi ricorda quella scena di Indiana Jones e il Tempio Maledetto in cui Indy e Shorty camminano nel corridoio che porta al tempio dei Thugs.

Shorty : "Sembra di camminare sui biscotti"

Indy: "Dubito che siano biscotti"

Poi fanno luce per terra e...orrore !!! affraid

E ovviamente nessuno dei due era scalzo.

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Messaggio  young_barefooter il Ven Ago 02 2019, 09:22

Qualche giorno fa mi trovavo in campeggio in collina vicino a Salsomaggiore, dopo una mattinata di pioggia stavo facendo una passeggiata tra i prati attorno alle piscine del campeggio con mio figlio Alessandro (18 mesi) e i nonni che erano venuti a trovarci.
A un certo punto Alessandro è scoppiato a piangere, iniziando a lamentare un dolore forte a un piedino: praticamente nell'erba (seppur curata stile prato all'inglese) c'era un'ape che vedendosi calpestata si è difesa pungendolo sotto al piede.
Sul momento non sono riuscito a capire bene cosa gli fosse successo perchè il piccolo si dimenava e urlava, però poi tenendolo fermo con l'aiuto dei nonni ho trovato il pungiglione dell'ape conficcato nella pelle, per fortuna in modo molto superficiale (era entrato praticamente parallelo alla pelle producendo una sorta di piccolo taglio, non era andato in profondità) e sono riuscito a rimuoverlo manualmente sul posto. Ho poi disinfettato il tutto con un po' di acqua ossigenata. Per fortuna non è avvenuta alcuna reazione allergica e  dopo 5 minuti Alessandro già scorrazzava tranquillo qua e la.
Il sito della puntura non si è nemmeno gonfiato o arrossato, rendendo superfluo applicare ghiaccio o pomate specifiche. Merito probabilmente della scarsa profondità della puntura e della pelle già piuttosto spessa ed elastica grazie al continuo allenamento di Alessandro alla camminata scalza (praticamente ha trascorso un'intero mese in campeggio a piedi nudi!).

Mi ha fatto comunque piacere che i nonni, in genere piuttosto apprensivi nei confronti dei nipoti, non abbiano criticato il fatto che il bimbo fosse scalzo. Oramai hanno accettato questa consolidata abitudine e hanno accettato "sportivamente" questo evento.
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