Escursionismo scalzo

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Messaggio  vecchio scarpone il Dom Ott 06 2019, 14:41

salve,

vedo che da qualche parte si comincia a parlare anche di escursionismo a piedi scalzi, e questo è legato più a sensazioni che hanno ha che fare  il benessere fisico in senso lato.

L'escursionismo implica un camminare fuori dai luoghi comuni, dalle città; nella natura, sia essa campagna, colline, montagne, coste, per luoghi meno frequentati, sperando di trovarla sempre in buono stato. A differenza dello stare senza scarpe da parte di chi  - spesso si ha questa impressione, vede in ciò quasi uno status di vita, l'escursionismo scalzo può essere godibilmente praticato - quando e dove è possibile, anche da chi normalmente 'accetta' di vivere in contesti più convenzionali.

Forse perché dove io vivo ho attorno solo montagne, il mio scalzismo è fatto di sentieri che vanno sempre in su e qui, per fortuna, non c'è che l'imbarazzo della scelta.
Oltre che portare un esempio di escursione scalza nel video  - in molti casi la natura di offre scenari straordinari,



vorrei dare qualche indicazione/suggerimento frutto di ormai lunga esperienza personale, senza alcuna pretesa di insegnare qualcosa a qualcuno:
- il camminare scalzo in natura (seguendo un sentiero ma anche non se le condizioni lo permettono) ti obbliga a 'sapere' sempre dove poserai il piede
- camminando in salita, lo sguardo naturalmente cade un po' più davanti e la implicita lentezza del camminare in salita fa sì che il piede funzioni come avesse un terzo occhio. In sostanza il piede ha memorizzato ciò che l'occhio ha visto davanti e cerca in modo autonomo e automatico dove meglio posare. Bisogna essere consapevoli che non ti puoi permettere nemmeno un istante di non 'sapere' dove poserai il piede, a scanso di spiacevoli possibili conseguenze (asperità naturali del terreno, ma anche l'incontro sfortunato con una vipera (la vipera non attacca nessuno, appena può fugge, per essere beccati bisogna letteralmente metterci le mani o i piedi addosso...è stanziale, avendo bisogno di regolare la temperatura corporea con il calore del sole, di solito ha il rifugio/tana in una zona dove vi sia dell'umidità ma allo stesso tempo vicinissima a una zona aperta, esposta al sole; è per questo che in certi momenti la si trova al sole in mezzo al sentiero…) quindi camminare con la testa sul collo…
- in natura è molto più difficile trovare i condizionamenti sociali che affrontano gli scalzisti in città; personalmente non ne ho mai incontrati, magari qualcuno ti chiede incuriosito, magari ti chiede un selfie assieme sulla neve…
- riterrei indispensabile in montagna l'uso corretto dei bastoncini telescopici, in modo di avere sempre il controllo del passo
- il ritmo del camminare sia sempre regolare e in modo che il respiro sia sempre 'rotondo', senza affanno
- riservarsi momenti di assoluta consapevolezza, quasi come si fosse a una seduta di yoga
- sapere dove si va e avvisati delle condizioni meteorologiche
- comunque e sempre con una calzatura nello zaino
- che il camminare sia un piacere, uno star bene, non devi dimostrare niente a nessuno
- fai quello che ti senti


Per particolari dell'escursione del video preciso che si tratta del segnavia 106 della S.A.T. (Società degli Alpinisti Tridentini) che sale seguendo il corso del torrente Rabbies in Val di Saent al Rifugio S.Dorigoni mt 2.436 ai piedi delle Cime Sternai e Cima Rossa di Saent, all'interno del Parco Nazionale dello Stelvio. Si tratta di un dislivello di poco più di 1.000 mt, tempi di percorrenza in salita circa 3 ore, su sentiero che si presta - sempre con le precauzioni sopracitate, ad essere percorso a piedi scalzi, e che consente di provare tutte le varie esperienze sensoriali che il terreno può offrire (terra, sassi, prato, frango, muschio, pietre, ruscello, nonché qualche manufatto artificiale come gradoni, scalinate in legno, ponticelli di assi ecc.)

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Messaggio  GECO il Lun Ott 07 2019, 10:09

Per prima cosa complimenti per i bei filmati che fai.
Pure io amo andare scalzo in natura e condivido appieno le tue considerazioni.
Giusto ieri con altri nati scalzi ci siamo trovati per fare un escursione sul monte Baldo.
A tal proposto, come già accaduto anche altre volte con antri barefooter, ho notato nelle cose per me inspiegabili.
Con noi c'era Marta, unica donna del gruppo, che già altre volte ha dato prova di muoversi agilmente scalza su e giù per sentieri anche pietrosi senza neppure l'uso dei bastoncini nonostante lei dica che sta scalza praticamente solo in casa.
Al contrario alcuni di noi che da quanto ho capito camminano più o meno spesso scalzi in città ho visto che dopo pochi passi in salita si sono dovuti ricalzare.
Questo fenomeno l'ho già visto anche in altre occasioni e non riesco a capire come sia possibile posto che do per buono che le persone con cui ho avuto a che fare non mentono?
Perché per logica mi aspetterei che una persona che cammina scalza solo in casa dovrebbe avere difficoltà a camminare sulle pietre soprattutto in discesa mentre uno che cammina scalzo in città, pur essendo una cosa diversa, ma non dovrebbe avere grossi problemi.
Non so se è una questione di agilità di movimenti o se diversa percezione del dolore o altro?

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Messaggio  Appleseed il Lun Ott 07 2019, 15:25

GECO ha scritto:Per prima cosa complimenti per i bei filmati che fai.
Pure io amo andare scalzo in natura e condivido appieno le tue considerazioni.
Giusto ieri con altri nati scalzi ci siamo trovati per fare un escursione sul monte Baldo.
A tal proposto, come già accaduto anche altre volte con antri barefooter, ho notato nelle cose per me inspiegabili.
Con noi c'era Marta, unica donna del gruppo, che già altre volte ha dato prova di muoversi agilmente scalza su e giù per sentieri anche pietrosi senza neppure l'uso dei bastoncini nonostante lei dica che sta scalza praticamente solo in casa.
Al contrario alcuni di noi che da quanto ho capito camminano più o meno spesso scalzi in città ho visto che dopo pochi passi in salita si sono dovuti ricalzare.
Questo fenomeno l'ho già  visto anche in altre occasioni e non riesco a capire come sia possibile posto che do per buono che le persone con cui ho avuto a che fare non mentono?
Perché per logica mi aspetterei che una persona che cammina scalza solo in casa dovrebbe avere difficoltà a camminare sulle pietre soprattutto in discesa mentre uno che cammina scalzo in città, pur essendo una cosa diversa, ma non dovrebbe avere grossi problemi.
Non so se è una questione di agilità di movimenti o se diversa percezione del dolore o altro?

Scrivo a nome di quelli che (come me ieri) soffrono camminando a lungo scalzi sui sassi.
Un primo aspetto da considerare è il peso per cm2 di pianta del piede. Tu e Marta siete leggerissimi (come lo sono in genere i bambini del resto), io già un po' meno.
In salita e ancora di più in discesa la pressione del piede è superiore rispetto a una banale camminata in pianura e le differenze si fanno sentire ancora di più.
Il secondo aspetto è il tono muscolare generale, non solo del piede ma di tutto il corpo, e quindi la postura che si tiene camminamdo.
Marta corre (anche se scarpata). Tu corri (scalzo). E siete in forma. Io invece corsi e l'unico ricordo oggi sono ginocchia alquanto lise.
Terzo la diversa percezione del dolore e la volontà di sopportarlo: per quanto mi riguarda piuttosto alta la prima e soprattutto molto bassa la seconda, soprattutto se non ho un buon motivo per farlo.
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Messaggio  GECO il Mar Ott 08 2019, 07:18

Sicuramente essere in buona forma aiuta. Io e Marta abbiamo una certa esperienza di montagna che aiuta a muoverci su quei terreni.
Io cerco e suggerisco di stare rilassati se si è rigidi e si appoggiano i piedi in modo rigido ci si fa male. Cercare di ammortizzare con le ginocchia soprattutto in discesa, certo se si ha problemi alle ginocchia è dura e ovviamente appoggiare d'avampiede cosa naturale in salita meno in discesa. Come hai sperimentato i bastoncini aiutano.
Sul discorso dolore non so bene cosa sentano gli altri. Le pietre ovviamente le sento sotto i piedi ma non sento male tranne qualche volta se prendo qualche pietra aguzza ma con attenzione avviene raramente. Certo non è come camminare su un prato ma non lo definirei doloroso.

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Messaggio  velobianchi il Gio Ott 10 2019, 13:59

Questo è il genere di post che mi piacciono molto.
Grazie 'vecchio scarpone' per la condivisione. Concordo e condivido appieno il tuo pensiero.
Io vivo in città e anche se, come Geco, corro scalzo e cerco di stare scalzo il più possibile nella quotidianità, mi interessa poco o niente farmi vedere in centro città camminare scalzo, quanto invece cerco il più possibile di farlo in natura, anche lontano dalla massa di sguardi, ma cercando il contatto e la forza della terra.
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