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Messaggio  aquae il Lun Giu 08 2009, 15:32

Ciao a tutti, dopo diverse sollecitazioni mi accingo ad una veloce e sintetica presentazione che sento dovuta anche se vi preferisco leggere (ogni tanto...) pittosto che scrivere.
Vivo in Toscana, in provincia di Pisa e abito in campagna. Nel 2004 ho fatto una promessa: diventare skipper di una barca a vela. E' iniziato così un nuovo percorso di vita in cui l'acqua e il mare in particolare caratterizza una parte della mia vita. Essere un marinaio a 53 anni non è facile ma ci ho provato e oggi posso dire di esserci quasi riuscito. Tutto ciò per comprendere come mi sono avvicinato allo scalsismo e come lo vivo: vi ho incontrati nel detto "piede marinaro" che i mie istruttori, vecchi velisti e marinai seccati dal sole, mi ripetevano più volte quando sbagliavo. E allora per rafforzare questa parte importante della competenza marinara ho iniziato a camminare scalzo nella mia campagna. All'inizio mi sentivo un pò stupido, poi ho notato i benefici sia in termini di tonicità plantare che in quelli di termoregolazione. Quest'ultima in particolare è stata condizionata al punto che non provo più quel fastidioso brivido di freddo nell'entrare in acqua quando esco con la mia deriva. Insomma dopo un anno di esperienza a piedi scalsi in campagna -compreso la corsa in ogni tempo- e l'uso esclusivo del sandalo in situazioni di lavoro, vi ho causalmente trovato in internet nel 2005 e come altri, ho scoperto di non essere solo, ma parte di un movimento mondiale! Da sentirmi un pò "bischero" sono passato a sentirmi un barefooter (?)
E così da quel giorno vivo il mio scalsismo con tranquillità e consapevolezza. Sono fortunato rispetto ad altri perchè ho molto territorio naturale intorno che mi permette giornarlmente di correre e camminare scalso su diversi terreni e in condizioni variabili dal tempo metereologico. Negli allenamenti in piscina o al mare mi sento più pronto al cambiamento di temperatura e questo mi da la misura del condizionamento raggiunto. Il piede è diventato anche un elemento del corpo che mi incuriosisce e se l'altro che incontro l'ha scoperto, lo osservo furtivamente per capirne la struttura e la tonicità: insomma un carattere in più che prendo in considerazione per farmene un'idea . Prima non mi accadeva! Come pure ho interesse alle forme pubblicitarie e artistiche in genere dove il piede è scoperto. Che stia diventando un feticista? O lo schema corporeo si è corredato di un nuovo elemento oramai insopprimibile? Non so... Sempre su questo tema vi invito a vedere questo videoclip di grande intelligenza visiva:
https://www.youtube.com/watch?v=DqYPt1_GT2A

Un saluto a tutti e ... Buon vento!
Claudio

aquae

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Messaggio  alex65 il Lun Giu 08 2009, 15:44

un saluto di benvenuto dalla calda e umida, quasi torrida, padania (che purtroppo non e' pedania)
Alessandro
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Messaggio  ChiccoB il Mar Giu 09 2009, 00:18

aquae ha scritto:Ciao a tutti, dopo diverse sollecitazioni mi accingo ad una veloce e sintetica presentazione che sento dovuta anche se vi preferisco leggere (ogni tanto...) pittosto che scrivere.
Vivo in Toscana, in provincia di Pisa e abito in campagna. Nel 2004 ho fatto una promessa: diventare skipper di una barca a vela. E' iniziato così un nuovo percorso di vita in cui l'acqua e il mare in particolare caratterizza una parte della mia vita. Essere un marinaio a 53 anni non è facile ma ci ho provato e oggi posso dire di esserci quasi riuscito. Tutto ciò per comprendere come mi sono avvicinato allo scalsismo e come lo vivo: vi ho incontrati nel detto "piede marinaro" che i mie istruttori, vecchi velisti e marinai seccati dal sole, mi ripetevano più volte quando sbagliavo. E allora per rafforzare questa parte importante della competenza marinara ho iniziato a camminare scalzo nella mia campagna. All'inizio mi sentivo un pò stupido, poi ho notato i benefici sia in termini di tonicità plantare che in quelli di termoregolazione. Quest'ultima in particolare è stata condizionata al punto che non provo più quel fastidioso brivido di freddo nell'entrare in acqua quando esco con la mia deriva. Insomma dopo un anno di esperienza a piedi scalsi in campagna -compreso la corsa in ogni tempo- e l'uso esclusivo del sandalo in situazioni di lavoro, vi ho causalmente trovato in internet nel 2005 e come altri, ho scoperto di non essere solo, ma parte di un movimento mondiale! Da sentirmi un pò "bischero" sono passato a sentirmi un barefooter (?)
E così da quel giorno vivo il mio scalsismo con tranquillità e consapevolezza. Sono fortunato rispetto ad altri perchè ho molto territorio naturale intorno che mi permette giornarlmente di correre e camminare scalso su diversi terreni e in condizioni variabili dal tempo metereologico. Negli allenamenti in piscina o al mare mi sento più pronto al cambiamento di temperatura e questo mi da la misura del condizionamento raggiunto. Il piede è diventato anche un elemento del corpo che mi incuriosisce e se l'altro che incontro l'ha scoperto, lo osservo furtivamente per capirne la struttura e la tonicità: insomma un carattere in più che prendo in considerazione per farmene un'idea . Prima non mi accadeva! Come pure ho interesse alle forme pubblicitarie e artistiche in genere dove il piede è scoperto. Che stia diventando un feticista? O lo schema corporeo si è corredato di un nuovo elemento oramai insopprimibile? Non so... Sempre su questo tema vi invito a vedere questo videoclip di grande intelligenza visiva:
https://www.youtube.com/watch?v=DqYPt1_GT2A

Un saluto a tutti e ... Buon vento!
Claudio
Ciao anche da me! Benvenuto marinaio! Carino il video,mi è piacciuto soprattutto quando il piede cammina sul prato:una sensazione purtroppo a molti sconosciuta, me compreso (e che ho valorizzato con la visita e le testimonianze di questo forum). Chicco.

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Messaggio  bfpaul il Mar Giu 09 2009, 00:40

aquae ha scritto:Ciao a tutti, dopo diverse sollecitazioni mi accingo ad una veloce e sintetica presentazione che sento dovuta anche se vi preferisco leggere (ogni tanto...) pittosto che scrivere.
Vivo in Toscana, in provincia di Pisa e abito in campagna. Nel 2004 ho fatto una promessa: diventare skipper di una barca a vela. E' iniziato così un nuovo percorso di vita in cui l'acqua e il mare in particolare caratterizza una parte della mia vita. Essere un marinaio a 53 anni non è facile ma ci ho provato e oggi posso dire di esserci quasi riuscito. Tutto ciò per comprendere come mi sono avvicinato allo scalsismo e come lo vivo: vi ho incontrati nel detto "piede marinaro" che i mie istruttori, vecchi velisti e marinai seccati dal sole, mi ripetevano più volte quando sbagliavo. E allora per rafforzare questa parte importante della competenza marinara ho iniziato a camminare scalzo nella mia campagna. All'inizio mi sentivo un pò stupido, poi ho notato i benefici sia in termini di tonicità plantare che in quelli di termoregolazione. Quest'ultima in particolare è stata condizionata al punto che non provo più quel fastidioso brivido di freddo nell'entrare in acqua quando esco con la mia deriva. Insomma dopo un anno di esperienza a piedi scalsi in campagna -compreso la corsa in ogni tempo- e l'uso esclusivo del sandalo in situazioni di lavoro, vi ho causalmente trovato in internet nel 2005 e come altri, ho scoperto di non essere solo, ma parte di un movimento mondiale! Da sentirmi un pò "bischero" sono passato a sentirmi un barefooter (?)
E così da quel giorno vivo il mio scalsismo con tranquillità e consapevolezza. Sono fortunato rispetto ad altri perchè ho molto territorio naturale intorno che mi permette giornarlmente di correre e camminare scalso su diversi terreni e in condizioni variabili dal tempo metereologico. Negli allenamenti in piscina o al mare mi sento più pronto al cambiamento di temperatura e questo mi da la misura del condizionamento raggiunto. Il piede è diventato anche un elemento del corpo che mi incuriosisce e se l'altro che incontro l'ha scoperto, lo osservo furtivamente per capirne la struttura e la tonicità: insomma un carattere in più che prendo in considerazione per farmene un'idea . Prima non mi accadeva! Come pure ho interesse alle forme pubblicitarie e artistiche in genere dove il piede è scoperto. Che stia diventando un feticista? O lo schema corporeo si è corredato di un nuovo elemento oramai insopprimibile? Non so... Sempre su questo tema vi invito a vedere questo videoclip di grande intelligenza visiva:
https://www.youtube.com/watch?v=DqYPt1_GT2A

Un saluto a tutti e ... Buon vento!
Claudio
Ciao Claudio, ce n'è voluto e .... guarda un po' avevi da dire cose davvero curiose. Spero di sentirti spesso, le tue osservazioni e chissà le domande, saranno interessanti e utili. Benvenuto fra noi!!

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Messaggio  contessa scalza il Mar Giu 09 2009, 15:30

Ciao Claudio benvenuto!
Interessantissimo come alla ricerca del piede marinaro, camminando scalzo in campagna sei finito in 'rete', e dal sentirti un pò "bischero", sei passato così a sentirti un barefooter.... Very Happy Very Happy
Sei fortunato in confronto ad altri e quindi hai dei grossi vantaggi e occasioni di allenarti in terreni ideali, beato te... pig
Ciao C.
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Messaggio  ALEBO il Mar Giu 09 2009, 17:55

[.
Vivo in Toscana, in provincia di Pisa e abito in campagna. Nel 2004 ho fatto una promessa: diventare skipper di una barca a vela. E' iniziato così un nuovo percorso di vita in cui l'acqua e il mare in particolare caratterizza una parte della mia vita. Essere un marinaio a 53 anni non è facile ma ci ho provato e oggi posso dire di esserci quasi riuscito. Tutto ciò per comprendere come mi sono avvicinato allo scalsismo e come lo vivo: vi ho incontrati nel detto "piede marinaro" che i mie istruttori, vecchi velisti e marinai seccati dal sole, mi ripetevano più volte quando sbagliavo. E allora per rafforzare questa parte importante della competenza marinara ho iniziato a camminare scalzo nella mia campagna.

Ciao Claudio,
anch'io vivo in Toscana e precisamente a Livorno come te vado scalzo soprattutto in campagna in tutte le stagioni adattandomi bene anche d'inverno con il freddo. Ho qualche anno più di te, spero ci possiamo vedere e fare qualche passeggiata scalza in un prossimo futuro, anche sui Monti piasani. Saluti .Alessandro
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Messaggio  lucignolo il Mar Giu 09 2009, 21:50

aquae ha scritto:Che stia diventando un feticista? O lo schema corporeo si è corredato di un nuovo elemento oramai insopprimibile? Non so...
Benvenuto aquae (ma, accidenti, hai trovato il nick col lanternino!).
Feticista? Perché?
Preferisci amare un sandalo, un piede nudo od un paio di mutande al posto di una donna?
La passione di andare scalzi è collegata a quei 30.000 recettori tattili del piede, che ti fanno godere di un'esperienza assopita e, non dimenticarlo MAI, non obbligata.
Il feticista gode di un misero surrogato, è fondamentalmente un povero di spirito.
Noi godiamo di tutto ed il nostro amore è a 360 gradi.
Le nostre suole non sostituiscono il mondo, semmai sono un canale in più per percepire la sua profonda bellezza.
E allora non porti problemi né angosce inutili.
Ti faccio solo una domanda, sciocca se vuoi, ma perché continui a parlare di scalso o di scalsismo con la lettera "esse"?
È un retaggio dialettale?

Sempre su questo tema vi invito a vedere questo videoclip di grande intelligenza visiva:
https://www.youtube.com/watch?v=DqYPt1_GT2A
Grande intelligenza visiva!!
Sì, hai ragione.
Quel video da proprio l'idea di un canale comunicativo assolutamente sprofondato nell'oblio, c'é una sensualità bellissima in certi passaggi.
Sappiamo accarezzarci ed esprimere cose bellissime con la gestualità delle mani, ma abbiamo dimenticato che anche i piedi hanno un loro codice, che sa di antico, come certi film in bianco e nero senza la colonna sonora.
Taciti messaggi che ci fanno vibrare di emozione e che ci fanno ricordare come il mondo non è quello degli effetti speciali, ma è quello che viene espresso secondo un linguaggio scritto nella nostra memoria genica.
Quella dimensione umana di cui godiamo sfogliando un vecchio album di fotografie, quella finestra che sa di gioco, di un canto di bambino, di un cielo stellato ancora velato dal mistero, di un futuro che ha ancora il sapore dell'ignoto.
Se provi tutto questo, allora, credimi, sei un barefooter e non un feticista.
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Messaggio  Luca T il Mar Giu 09 2009, 23:49

Ovvia, si comincia a vedere un po' di toscani!
Ciao Claudio e ciao Alessandro, è un bel po' che non apro il sito (mea culpa e colpa del mio surménage) e vedo che oggi un toscano si presenta, bellissimo!
Io sono fiorentino.
Beninteso saluto con amicizia e affetto tutti gli scalzi verso i quali mi sento davvero mancante di assiduità.
Questi ultimi interventi che ho potuto leggere stasera sono molto belli, mi viene di nuovo da pensare che da un piede non calzato si sprigionano energie.
Ora, come sapete tutti, io faccio lo psichiatra e quindi mi permetto di nuovo di dire la mia.
Sul feticismo: i commenti che sono stati fatti sono tutti giusti.
I più nevrotici sono proprio quei finti normali che sparano duramente giudizi negativi, rivelando così di avere desideri repressi che affiorano nel loro preconscio al solo vedere un piede nudo, provocando il loro spavento. Se poi dopo aver sparato giudizi faranno del piede un oggetto-feticcio, peggio per loro; la nevrosi dilaga, lo sappiamo bene, non c'è bisogno dei nostri argomenti per capirlo.
Invece le energie che sprigionano dal piede scalzo (dalla pianta) sono molto importanti, e non sono certo nevrotiche. Mi sembra che l'argomento "vivere scalzi" sia come al centro di una raggiera che va in tante direzioni molto stimolanti.
Il video è molto bello. Parla non a caso di pace e di amore. Grazie. Amo molto il sound delle chansons françaises così fresco e confidenziale.
Il piede nudo suggerisce un contatto semplice con il mondo, scandalosamente libero dall'avidità e dal potere, parla di una persona sicura di sé. Questo può incutere timore perché incute desiderio, ma non parlo di desideri morbosi quanto piuttosto dell'esprimere i propri desideri più spontanei senza reticenze.
Come ho detto qualche tempo fa, c'è anche il tema della nudità. E' una nudità non imputabile, che per qualcuno in colflitto con se stesso può essere inquietante.
Nel mio caso sono riuscito a stare scalzo durante le lezioni a scuola ai ragazzi delle superiori, catturando la loro attenzione. I presidi e gli insegnanti non mi hanno affatto censurato. E' chiaro che mi sono tolto i sandali durante le spiegazioni in classe, senza girare scalzo per i corridoi, dato che a scuola si deve dare pur sempre un esempio di attenzione verso gli altri.
I ragazzi le scarpe se le tengono strette (problemi non solo di moda, ma soprattutto di timore di scoprirsi davanti ai compagni; molti però mi hanno raccontato di essersi scalzati in privato). La mia "stravaganza" appare comunque autorevole e fa sì che loro mi ascoltino con attenzione e si ricordino di quello che dico.
Le mie lezioni sono inviti a non essere negativamente dipendenti da qualunque cosa li possa dominare, a cominciare dalle sostanze stupefacenti ma anche a non finire malamente dipendenti dalle chat o da internet in genere, e tantomeno dalla televisione.
Insomma sono inviti a non lasciarsi omologare ma piuttosto a chiedersi con serietà cosa davvero a loro piace per la loro gioia di vivere personale.
Quindi noi scalzi cerchiamo di essere noi stessi, pur con tutti i limiti che questo difficile mondo pone a tutti, non solo a noi.
Vi saluto tutti e in particolare Paolo Selis e ringrazio quelli che lo hanno aiutato nel gestire la parte burocratica del club.
Come sempre, grazie di esistere
Luca
P.S. Quest'anno ho le piante pulite e i talloni morbidi, perchè ho scoperto alcuni trucchi che forse molti conoscono: la pasta lavamani ogni sera con un bel bruschino e le creme a base di urea contro le callosità da usare un paio di volte la settimana sull'esterno dei talloni. Non so se si possono dire i nomi dei prodotti. Dopo avere lavato bene i piedi metto questa pomata sui talloni prima di dormire e al mattino gratto via la callosità. Avendo cominciato a farlo fino dalla primavera ora non ho più quelle spaccature e quelle strie nerastre che francamente non mi piacevano negli anni passati. Io sono vanitoso malgrado la mia tarda età di 61enne.
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Messaggio  lucignolo il Mer Giu 10 2009, 00:41

Luca T ha scritto:Come sempre, grazie di esistere
Caro Luca, siamo noi che ringraziamo te.
Ti fai sentire poco ed è un peccato, ma quando ti fai sentire lo fai sempre in modo incisivo.
Ritengo che il tuo sia un grande intervento, davvero difficile da contestare e che sottolinea come essere scalzi, secondo il parere autorevole di uno specialista, non sia cosa da aberrato mentale ma, semmai aberrato lo è chi dimostra reazioni nevroticamente negative nei nostri confronti.
E qui i fronti sono già due, a costo di ripetermi: uno biologico che dimostra come certi rischi paventati siano frutto di una pesante arretratezza culturale igienico sanitaria (rischi che sono sempre stati sottolineati dal sottoscritto quando reali e consistenti) e l'altro psichiatrico che dimostra che l'essere scalzi non implica necessariamente l'esistenza di problemi mentali, anzi, semmai sono coloro che ci vogliono a tutti i costi seppellire a dimostrare la presenza di qualche nevrosi misconosciuta.
Sicuramente ci sarà chi vorrà sminuire i nostri pareri in quanto di parte, dimenticando quanto siano di parte anche quelli dei calzati.
Ma fa niente, la ragione non è una questione statistica; a prescindere da questo, noi quattro gatti continueremo a godere di una libertà sacrosanta esercitata in un paese fondamentalmente libero, concetto, questo, evidentemente poco chiaro ai talebani di casa nostra.
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Messaggio  Marco53 il Mer Giu 10 2009, 15:49

Ciao Claudio ! Il mi'babbo è di Firenze perciò un po' del toscano (comprese certe mie focosità di carattere) ce l'ho nel sangue, anche se in parte sopite dalla mia nascita sabauda vita torinese.
Complimenti per le tue scoperte e soprattutto quelle riguardanti la termoregolazione, un tema che vado sempre a toccare anch'io in molti miei interventi nel forum. Perché è il piede il nostro termostato e con quello la natura mette a posto il resto del corpo. Da anni circolo scalzo in casa e in tutte le stagioni e sono praticamente due inverni che ho eliminato i calzini. Quest'anno, poi, con la neve che è venuta, era una goduria partire da casa con le scarpe in mano alla volta della fermata del tram a distanza di circa 400 metri. E senza prendere mai un raffreddore. (Bugia. Uno l'ho preso. Andando in cantina con le scarpe per trasportare giù un vecchio tecnigrafo, con conseguente sudata e poi gli sternuti). Già perché non è più necessario avere tutti gli strati di maglie, magline e cappotti per superare l'inverno. Basta un buon maglione e un giubbotto giusto per la stagione, e un buon cappello per non disperdere troppo calore dalla testa (che è, al contrario dei piedi, un vero dispersore di calore) ma non troppo di più... Così si sentono meno gli sbalzi termici del dentro e fuori, si suda meno e addio raffreddori...
Complimenti a Luca per le sue solite belle parole che fa piacere leggere e aggiungono tasselli dotti alle nostre argomentazioni sul tema.
Saluti vivissimi.
Marco
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Messaggio  Marco53 il Gio Giu 11 2009, 14:56

Grazie per avermi fatto notare la "X", di cui prima avevo sempre ignorato l'esistenza. Facendo una prova a vuoto effettivamente - appena postato l'intervento - compare, in modo da eventualmente rimuoverlo. Però una volta chiuso il forum il doppione non cancellato resta lì a imperitura memoria e non mi sembra più possibile rimuovero.
Se ci riesce Bfpaul è autorizzato a toglierlo insieme al post con le scuse.
Saluti perplessi (ma meno di prima!)
Marco
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Messaggio  Admin il Gio Giu 11 2009, 22:01

Marco53 ha scritto:Scusate il mio intervento è venuto fuori doppio.
Saluti ubriachi.
Marco

Adesso lo sapete; gli amministratori possono cancellare i messaggi!
Per la cronaca: questa è la prima volta che lo faccio.

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Messaggio  RAlf il Dom Giu 14 2009, 11:26

Ciao acquae, complimenti per il tuo nick
Non avrei mai sperato fra tanti discorsi di superfici naturali o cittadine sentire parlare di acqua e mare.
Che dirti: ti invidio (con tutto il buono che questa parola può esprimere)
Per il fatto che abiti nella campagna toscana che adoro
Per il fatto che sei vicino ad un mare meraviglioso che amo
Per il fatto che vai per mare con la tua barca che è una cosa che mi ha spinto da giovane a trovare lavoro per comprarmene una. Poi la barca l'hanno venduta e io mi sono trovato terricolo per trent'anni con una moglie che ha paura dell'acqua: per fortuna c'è stata la subacquea!
Ho cominciato a scrivere in questo forum da poco ma le cose che dici per molto tempo le ho vissute anch'io.
Un saluto ed ancora benvenuto.

Alfredo (RAlf)
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