Paure: facciamo il punto

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Re: Paure: facciamo il punto

Messaggio  lucignolo il Ven 15 Feb - 21:36

Ares ha scritto:Non appena le condizioni meteo e le aumentate ore di luce lo permetteranno - quindi già da marzo - si potrebbe oirganizzre una bella escursione nel sito archeologico di Brescia romana: avevamo chiuso il ciclo degli incontri con Brescia, con Brscia mi piacerebbe riprirlo (ovviamente in serata tutti a mangiare nell'ottimi ristorante che FLAVIO ci aveva fatto scoprire e dove, in barba all'eleganza ed alla qualità del servizio, nessuno di noi indossava scarpe ... ).
Vi aspetto con piacere e non ne vedo l'ora.
Ti dirò di più: stavolta spero di incontrare qualcuno che conosco, tanto per il gusto di vedere che faccia fa! affraid
Ares ha scritto:Per il (credo tradizionale) incontro di maggio potremmo spostarci a Nord Est?
Venezia o Padova, la mia seconda città? Very Happy
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Re: Paure: facciamo il punto

Messaggio  lucignolo il Ven 15 Feb - 22:04

Ares ha scritto:Credo che non fosse proprio questo l'obiettivo del reclamante e del Club che ha sostenuto le sue ragioni, quanto quello di sensibilizzare, o meglio cominciare a sensibilizzare gli "intolleranti" di turno sul tema.
Esatto!
E continuo a credere che gli intolleranti siano tanti, ma che fra questi solo pochi siano totalmente ciechi e sordi.
È che hanno bisogno di capire e di inquadrarci meglio; una volta capito che siamo innocui, ci lasceranno perdere, forse qualcun'altro ci seguirà.
Ribadisco che il dipendente di GNV non è stato affatto scortese, ma determinato e convinto di fare una cosa giusta: insomma, penso sia stato ben addestrato dalla Compagnia, un efficiente ed acritico ingranaggio di un meccanismo più vasto, come credo anche il Capitano di quella nave.
Lo stesso ingranaggio non ha potuto che partorire la risposta che conosciamo http://f27.parsimony.net/forum67667/messages/6851.htm e, forse, l'ancora più significativa http://f27.parsimony.net/forum67667/messages/6854.htm
Fossi davvero convinto che le cose non si possono cambiare, avrei taciuto e non mi sarei rivolto a voi.
Avete mai considerato ciò?

P.S. Il nostro interlocutore diretto è l'ufficio qualità di GNV.
Io, come responsabile della qualità dell'Unità Operativa presso cui lavoro, non posso che dissentire da tale atteggiamento ottuso, riferentesi a presunte regole di decoro e di civile convivenza inventate e senza alcun supporto legislativo.
Mi vergogno per loro.
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Re: Paure: facciamo il punto

Messaggio  Daniela il Dom 17 Feb - 10:38

Come credo di avere gia' scritto piu' volte, nessuno ma proprio nessuno si permetterebbe di negare l'accesso ad un qualsivoglia locale a chi e' coperto di piercings, di tatuaggi, ha i capelli rasta, o comunque si abbiglia in maniera inusuale. Chi ha i capelli rasta, non dubito che piu' di una testa vuota pensi, nella privacy del proprio cervellino, che "ha i capelli sporchi" o comunque "indecorosi". Ma nessuno si permetterebbe di negargli l'accesso, e lascio a Voi le conclusioni su cosa succederebbe se qualcuno ci provasse. Chi viene a infastidire uno scalzo (e il numero di costoro e' davvero infimo) e' una persona ridicola, meschina, e poco intelligente, che va trattato come tale ed istantaneamente tutti quanti se ne dissocieranno. Infatti nessuno si permette di infastidire chi ha i capelli rasta, e questo non dipende dal fatto che sono "di piu'" o "meglio organizzati", anzi quanto ne so (correggetemi se sbaglio) non esistono "club delle teste rasta" ne' forum su come difendersi dai soprusi nei confronti di chi porta quell'acconciatura, esistono invece persone che con piacere e con orgoglio esibiscono quello stile, esistono parrucchieri che sono specializzati in acconciature rasta (ma esistono anche parrucchieri che non lo sono, e che fanno senza problemi acconciature rasta a chi le richiede) e, mi immagino, esisteranno forse forum o siti internet con le indicazioni per farsele da soli, ma non certo incentrati sulla fissa del sopruso che quelli con un taglio di capelli militare (o magari i calvi) eventualmente possono avere in mente di attuare nei confronti di chi ha i capelli rasta. Ne' mi risulta che esista un forum dei preti vecchia maniera, con la gonnella, che discutono di come difendersi da chi nega loro l'accesso a locali e supermercati; visto che la societa' contemporanea non ha molta simpatia per i preti e tanto meno per i preti pre-concilio, sono certa che in molti sarebbero felici di cogliere il pretesto dell'abito, se non fosse che una stupidata cosi' ridicola si ritorcerebbe loro contro. (Neanche i clienti con la djellabija - e non sono benvoluti dal cretino medio - vengono sbattuti fuori...) Qui le cose si sono messe molto diversamente e io credo che ci si debba domandare il perche', io credo che ci si debba domandare come si e' giunti a questo assurdo. A chi scrive che un mese di polemiche rischia di rovinare anni di lavoro, io mi permetto di replicare che queste cose, che le penso non da ieri (e che le ho anche scritte e qualche volta sono finite a verbale del consiglio direttivo e quindi lette sul forum), fin troppo a lungo le ho evitate di scrivere, e non mi sembra che il risultato sia stato incoraggiante, forse e' un caso se in pochi si riconoscono nell'immagine dello scalzo qui proposta e quindi se in pochi si associano, ma forse no? Andare scalzi come farsi tatuare e' una scelta personalissima e non credo proprio che esistano siti per incoraggiare a tatuarsi chi e' poco convinto a farlo o dove andare a cercare sostegno se si e' poco convinti a farlo o dove chi ha un tatuaggio in volto puo' andare a passeggio con altri tatuati che lo aspettano fuori dal laboratorio per superare l'imbarazzo subito dopo che se lo e' fatto fare, esisteranno forse siti dove discutere dei disegni da farsi tatuare ma tutto il resto credo che converrete con me che sarebbe assurdo. A chi scrive di tutti questi cerberi che con agguerrita prepotenza impedirebbero loro di andare scalzi in qualunque luogo che non sia la strada e coi quali non desidera cercare lo scontro, faccio un piccolo invito: i sandali, flipflop, o quello che e', indossateli platealmente di fronte al cerbero facendo ben presente che voi andate scalzi e che entrereste scalzi ma che invece farete al cerbero la cortesia di calzarvi a *suo* beneficio; scoprirete che, a meno di non andare al cantiere o altro luogo in cui puo' avere un senso indossare calzature, il cerbero (o presunto tale) strillera' a gran voce che a lui non da' affatto fastidio e, prego, d'accomodarsi; inoltre se andate al cantiere o simili, il cerbero nei 30 secondi che vi fermate per indossare i portazampe, vi avra' fatto quattro o cinque domande piene d'ammirazione sui vostri piedi liberi, e altre ve ne fara' all'uscita. L'unica e ripeto unica maniera di renderci antipatici e' decidere che esiste un'intolleranza contro gli scalzi da parte della maggioranza di stupidi; questo offende profondamente i presunti stupidi, che qualche volta lo sono ma qualche volta no, inoltre, siccome purtroppo molte persone hanno diretta esperienza, concreta e reale (anche se magari non in prima persona), di che cosa e' davvero il razzismo e l'intolleranza, e' un pochino prevedibile che strillare all'intolleranza quando e' totalmente assente, infastidisce chi ascolta - anche se scalzo. L'unica e ripeto unica maniera di trasmettere il messaggio che andare scalzi e' bello e non e' una vergogna, e' di pensarlo noi. Se poi una persona decide di indossare le scarpe in qualsivoglia circostanza per qualsivoglia ragione, fa benissimo (e questo vale per gli iscritti al club ma vale anche per chi porta abitualmente calzature) e questo non lo rende inferiore o stupido (e questo vale per gli iscritti al club ma vale anche per chi porta abitualmente calzature) altra cosa e' stabilire che chi eventualmente decidesse in circostanze analoghe di continuare ad andare scalzo e' un maleducato, un piantagrane, eccetera, cosa che trovo inaccettabile, indipendentemente da quali calzature porta o non porta chi lo dice. La GNV ha a mio avviso fornito una risposta adeguata ad una lettera ipocrita che parlava di discriminazione; il che avrebbe potuto essere difendibile, se l'intento fosse stato di attuare una battaglia civile - ma nessuno di noi, ammettiamolo, e' interessato a presentarsi all'imbarco la settimana successiva, calzato, ma in compagnia di una dozzina di utenti della mensa della caritas ai quali col pretesto del "codice d'abbigliamento" potrebbe essere negato l'accesso. (Anche se personalmente ammirerei chi lo facesse, e di sicuro firmerei in suo sostegno). Si tratta quindi di una scelta, non di diritti civili, ma di costume, i piedi liberi non sono ne' piu' ne' meno indecenti dei piercing visibili o dei tatuaggi in volto o delle acconciature o abbigliamenti inconsueti; pero', allora, non bisogna vergognarsene, non bisogna considerarlo un piccolo piacere proibito, perche' i vizietti - che la nostra societa' tollera senza problemi, non esiste una riprovazione sociale nei confronti di chi ad es. scarica porno - non si sbattono in faccia alla gente, e farlo, forse non viola nessuna legge, ma di sicuro e' maleducato, e inventarci (noi, perche' i calzati non lo pensano) questa equivalenza e trasmetterla ad un pubblico piu' ampio, e' il peggiore servizio che possiamo fare a noi stessi, ai tanti scalzi che vanno scalzi senza neanche sapere che c'e' un club, e ai nostri figli e a tutti i giovani che stanno crescendo, che scalzi o calzati vogliamo col cervello acceso. Con la solita sincerita'. Daniela

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Re: Paure: facciamo il punto

Messaggio  Rei il Dom 17 Feb - 12:23

Daniela ha scritto:L'unica e ripeto unica maniera di trasmettere il messaggio che andare scalzi e' bello e non e' una vergogna, e' di pensarlo noi.
Cara Daniela, questa frase coglie in pieno il vero punto della situazione: quasi tutte le discriminazioni o proibizioni che si sono verificate proprio perché il "discriminato" ha dato l'impressione, spesso veritiera, di vergognarsene lui/lei per primo.
Molte delle mie argomentazioni, legali e comportamentali, più che a "combattere" gli "altri", erano mirate a dare fiducia agli scalzisti timorosi. Il messaggio è: "Ti mostro che sei legalmente a posto, così potrai sentirti più sicuro."
Tu parli anche di un modo diverso dal mio di reagire e io dico, se funziona (e funziona!) ben venga. Il punto è che si deve reagire, non subire, infatti:
Daniela ha scritto:Chi viene a infastidire uno scalzo (e il numero di costoro e' davvero infimo) e' una persona ridicola, meschina, e poco intelligente, che va trattato come tale ed istantaneamente tutti quanti se ne dissocieranno.
che è esattamente ciò su cui insisto sempre.
Perché se si subisce una volta, si crea un precedente (comportamentale, non legale) che invita a ripetere l'abuso.
Uno studio recente ha confermato che la "folla" tende a seguire le persone che assumo il comportamento da leader, senza soffermarsi a pensare se la via indicata dal "leader" sia la migliore. Se non si reagisce si lascia che rompicoglioni assuma la leadership e nessuno ci spalleggerà, anzi, sia il rompicoglioni che gli altri presenti metabolizzeranno il sopruso come cosa accettabile ed in futuro prenderanno quel precedente come norma comportamentale da utilizzare come regola.
Reagendo, la leadership passa a noi e con essa il favore della gente. In questo modo si stabilisce il precedente positivo.
Concordo anche sulla lettera alla GNV: se, dopo aver reagito al momento nel modo giusto, il tono fosse stato: "Un vostro dipendente ha importunato con motivazioni risibili e inventando regole e regolamenti vessatori e inesistenti un cliente pagante." la risposta sarebbe stata molto, ma molto diversa.
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Re: Paure: facciamo il punto

Messaggio  aldo1953 il Mer 23 Nov - 12:00

Mi sembra che il paragone con i tatuaggi possa essere "calzante". Io ne porto addosso tre, tutti legati a momenti della mia vita e tutti assolutamente personali, niente a che fare con quelli pseudoartistici e assolutamente gratuiti che si vedono in giro. Il punto è che avendoli da molti anni non me ne ricordo più e quindi non vedo neanche più gli sguardi di qualche "occhio acuto". Semplicemente fanno parte di me. Credo che questo dovrebbe essere il traguardo. (Per me in effetti lontanissimo per quanto riguarda i piedi)

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Re: Paure: facciamo il punto

Messaggio  hadashi il Mer 23 Nov - 22:07

aldo1953 ha scritto:Mi sembra che il paragone con i tatuaggi possa essere "calzante". Io ne porto addosso tre, tutti legati a momenti della mia vita e tutti assolutamente personali, niente a che fare con quelli pseudoartistici e assolutamente gratuiti che si vedono in giro. Il punto è che avendoli da molti anni non me ne ricordo più e quindi non vedo neanche più gli sguardi di qualche "occhio acuto". Semplicemente fanno parte di me. Credo che questo dovrebbe essere il traguardo. (Per me in effetti lontanissimo per quanto riguarda i piedi)
Che invidia... è da un pò che mi "preparo" per un tatuaggio molto "personale", fatto a mano (con lo stile tradizionale, bastoncino di bambu con aghi e martelletto) in giappone. Primo di farlo voglio solo essere sicuro di trovare il "sensei" adatto Smile
Christian
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Re: Paure: facciamo il punto

Messaggio  Rei il Mer 23 Nov - 22:34

OT sui tatuaggi e poi, se vogliamo continuare, apriamo un altro post.
Ma con tutto il pelo che mi ritrovo, se mi faccio un tatuaggio non si vede neppure, e allora cosa me lo faccio a fare? Razz
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Rei

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Re: Paure: facciamo il punto

Messaggio  hadashi il Gio 24 Nov - 19:05

Rei ha scritto:OT sui tatuaggi e poi, se vogliamo continuare, apriamo un altro post.
Ma con tutto il pelo che mi ritrovo, se mi faccio un tatuaggio non si vede neppure, e allora cosa me lo faccio a fare? Razz
potresti farti tatuare dei peli, così si integrerebbe perfettamente Wink
Ok, OT e chiudo!
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