Prima uscita diurna (con polizia)

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Prima uscita diurna (con polizia)

Messaggio  BarefootSoul il Gio Apr 14 2016, 18:42

Signore e signori, oggi per la prima volta ho passato buona parte della giornata scalzo in giro per la città.

Ho cominciato su un autobus, dove mi sono tolto scarpe e calze (ma nessuno mi ha visto perché ero nell'ultimo posto dietro e il mezzo era quasi vuoto, così quando sono sceso sembrava che non le avessi proprio, avendole subito nascoste nello zaino).

Sceso dall'autobus ho camminato per un buon chilometro, su marciapiede molto liscio fatto di lastre di pietra.
Poi sono entrato in un comando di polizia municipale, presso cui dovevo consegnare dei documenti: di certo mi hanno visto con telecamere e simili prima ancora di spingere il portone, ma quando sono entrato nessuno dei poliziotti presenti ha detto "beh".
Poi, sempre scalzo, sono stato in farmacia e sono tornato all'autobus, sono salito e ho fatto tutto il tragitto fino in centro. Mi sono quindi rimesso le scarpe e, dopo alcuni isolati, sono arrivato al mio solito bar, dove me le sono di nuovo tolte.
Uscito dal bar, di nuovo scalzo, ho comprato un giornale in edicola e poi ho camminato per parecchi isolati fino ad un centro medico privato dove dovevo ritirare i risultati di un esame: temevo che mi avrebbero fatto storie, essendo ovviamente un luogo pulito e asettico, ma anche qui nessuno ha detto "beh".
Terminata anche questa commissione ho camminato ancora scalzo fino alla fermata dell'autobus che mi ha riportato a casa, e qui prima di salire mi sono rimesso le scarpe.


REAZIONI DELLA GENTE: non pervenute.
Nessuno mi ha degnato di uno sguardo, nessuno mi ha additato, nessuno ha bisbigliato alle mie spalle. Ho cercato di camminare con la massima naturalezza, senza tenere gli occhi bassi ma senza neanche incrociare apposta lo sguardo della gente. Anche sull'autobus, che era pieno di ragazzi appena usciti da scuola, nessuno mi ha rivolto la parola.
Del resto ero vestito in modo normale, nel mio solito stile casual: pantaloni di cotone, felpa leggera, giubbotto, zaino. Se ho attirato qualche sguardo (e non mi pare) molto probabilmente era per un altro motivo, quello solito: ero l'unico a non avere il naso nel cellulare, a non messaggiare compulsivamente, a non parlare ad alta voce al telefono facendo sapere i fatti miei a tutto l'autobus.
E forse nessuno ha notato i miei piedi nudi proprio perché la stragrande maggioranza delle persone, sia sull'autobus che per strada, era per l'appunto immersa nel proprio smartphone (che io nemmeno posseggo, ho un telefonino d'anteguerra e sto benissimo così).


SENSAZIONI POSITIVE: tante
Anche se era solo asfalto, e non l'erba/terra/fango/sabbia che facevo in passato, mi è piaciuto moltissimo lo stesso. Mi sentivo proprio bene, leggero, mi sembrava persino di camminare più veloce del solito, come se volessi toccare tutta la strada.


DOLORI
Purtroppo ci sono stati anche quelli, e durano tuttora che sono a casa (ancora scalzo ma già in pigiama, dunque "nella legge", come direbbe Paolo Migone). Le piante dei piedi sono martoriate da decine di piccole abrasioni, tagli, pelle staccata, dall'attaccatura delle dita fino al tallone. Ovviamente mi sono lavato subito con tutto quello che avevo.
Questo è dovuto all'asfalto dei marciapiedi del centro, molto spesso e irregolare, mentre in periferia oltre alle lastre di pietra sembrava proprio che fosse stato steso meglio: quindi, per una volta, viva la periferia !


FILOSOFIA
In ogni caso confermo quello che ho già detto da qualche parte. Oggi non ero "io", il mio solito "io" : ero "io che camminavo a piedi nudi", un'altra persona. E' un po' come quando ci prendiamo una sbronza: l'alcool ci fa dire e fare cose che mai faremmo e diremmo da sobri. Forse si è più sinceri, più veri rispetto alle maschere che di solito portiamo, ma appunto finché dura l'effetto dell'alcool si diventa una persona diversa rispetto al quotidiano.
A me stare a piedi nudi provoca lo stesso effetto di sdoppiamento. E lo ricerco apposta, perché ogni tanto voglio essere qualcun altro rispetto al mio solito "io".



Di sicuro continuerò e rifarò l'esperienza, perlomeno nei giorni molto caldi come oggi (per la tolleranza alle temperature fredde mi ci vorrà più tempo).
Intanto però vorrei chiedervi consigli per evitare di ridurre le piante dei miei piedi ad un campo di battaglia.

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Re: Prima uscita diurna (con polizia)

Messaggio  Grand Choeur il Gio Apr 14 2016, 18:57

Quando vai scalzo, evita di mettere e togliere continuamente scarpe chiuse, dove i piedi sudano (quindi, umidi sono più delicati) e per di più quando sono già neri. Questa è una concausa. L'altra potrebbe esere che hai camminato troppo o troppo in fretta.
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Re: Prima uscita diurna (con polizia)

Messaggio  cyberteam il Gio Apr 14 2016, 19:31

Oltre al consiglio che ti è stato dato, è importante imparare a riconoscere i segnali che ci da in nostro corpo.
Soprattutto se si sentono bruciori ed indolenzimenti è opportuno ricalzarsi.
Via via che migliora l'allenamento sarà un'esigenza che diventerà sempre più rara.
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Re: Prima uscita diurna (con polizia)

Messaggio  aldo1953 il Gio Apr 14 2016, 20:50

Ottimo....
Però prima di tutto non farti problemi con i medici, ti assicuro che abbiamo altro da pensare che ai tuoi piedi nudi.
E poi non esagerare al principio, per farsi le " suole" ci vuole un poco di tempo. Tutti abbiamo passato la fase delle vesciche o simili, e sempre per la troppa fretta.
Ma perchè scarpe e calze ? Ormai la stagione è clemente, vai di sandali toglili appena lo ritieni adeguato e scordati le calze, al prossimo Autunno vedrai che saranno solo un brutto ricordo.
Non fare troppo caso a piccole ferite/abrasioni, sono ininfluenti. Servono solo ai nostri "nemici" per remare contro. Non farne parola.

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Re: Prima uscita diurna (con polizia)

Messaggio  albimat90 il Ven Apr 15 2016, 17:14

In questi giorni, dopo l'autunno scorso, metto in atto una graduale riabilitazione alla camminata scalza. Memore di alcune passate esperienze, piacevoli o meno, alcune mie osservazioni sul mio vissuto:
- Voler camminare a piedi nudi un'intera giornata senza alcun allenamento, o anche dopo alcuni mesi di astinenza, mi porta ad altissimo rischio di tagli, schegge, o ancor peggio vesciche, che non guariscono completamente almeno per qualche settimana. Tocca quindi rimettere le calzature per non restare totalmente menomati, imbarcandosi in attese insopportabilmente prolungate Sad . Per questo i primi giorni mi limito a camminare nei dintorni di casa per rientrare appena sento il piede che esprime i primissimi dolori. Puntualmente infatti resta un lieve pizzicore anche il giorno successivo, con la certezza che senza la dovuta attenzione sarebbe evoluto in una o più vesciche. Passato il tempo di rodaggio, quasi per miracolo il piede forma una vera suola, con cui affronto terreni più vari, sassolini ecc. senza alcun fastidio né infortunio. Very Happy
- Portare con sé le scarpe nelle camminate urbane da una parte rassicura ma dall'altra lascia esposti alla costante tentazione di rinfilarle nei contesti appena più temuti, che così non verranno mai affrontati. La mia filosofia consiste, prima di un'uscita, di decidere in anticipo se affrontarla da scalzo oppure no, senza compromessi. I primi tempi le tensioni sono tante, ma so di poterle affrontare senza morire, e quindi assorbire, solo in questo modo, dopo una certa violenza autoinflitta. Non avrei il coraggio di camminare scalzo nel centro cittadino se non l'avessi affrontato la prima volta con il cuore in gola, guardandomi intorno come un evaso di prigione.
- credo che lo sdoppiamento di personalità sia percepibile solo ai meno esperti, quale anch'io sono. Dopo un tempo di adattamento considerevolmente lungo, credo che le due anime si modifichino entrambe. L'una (scarpata) sempre più coraggiosa e vogliosa di osare, l'altra (scalza) sempre più rilassata e libera da paturnie, arrivando infine a coincidere. Su questo però mi rimetto alla valutazione dei più navigati! Smile
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Re: Prima uscita diurna (con polizia)

Messaggio  BarefootSoul il Ven Apr 15 2016, 22:03

Sì sì sono evaso ! Anch'io per i primi minuti mi guardavo intorno, poi ho smesso perché mi concentravo sulle sensazioni.

Andare in centro ancora non me la sento, vedremo in futuro.

Riguardo allo sdoppiamento di personalità, come credo di aver detto nella presentazione è una cosa che ho da sempre, e stare a piedi nudi è solo una parte di questo mio "secondo io". Non dico di essere come Dottor Jekyll & Mister Hide, piuttosto forse come Spock, il vulcaniano di Star Trek (immagino abbiate presente), diviso tra la sua metà razionale, vulcaniana appunto, e la sua metà umana.


Adesso comunque devo riprendermi dalle vesciche, mi rendo conto di aver sbagliato a camminare molto a lungo e come prima uscita a fare solo asfalto.
Certo che ora faccio molto più attenzione ai tipi di pavimentazione, oggi ad esempio (che ho tenuto sempre le scarpe) guardavo per terra e valutavo "sì, qui potrei venire" "no, qui proprio no".

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