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Studente scalzo a scuola!

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Messaggio  scalzoforever il Sab Dic 04 2010, 11:29

Promemoria primo messaggio :

Salve a tutti!
E' da diversi mesi che non giro più scalzo fuori casa (in casa lo faccio pochissimo) anche per via delle temperature un po' freddoline!
In questo periodo, sto facendo una supplenza in una scuola statale. Qualche giorno fa stavo facendo fare un compito in classe in una quarta; ebbene, ad un certo punto uno studente si alza per consegnare la verifica e (SORPRESA!!!) si era tolto le scarpe e le calze, camminava tranquillamente a piedi nudi! Mi sono sentito un attimino in imbarazzo. Poi è tornato al suo posto, ma le scarpe erano sempre lì per terra. Poi si è di nuovo alzato sempre a piedi nudi! Io non sapevo più cosa fare. Meno male che dopo qualche minuto me ne ero andato dalla classe...
Poi, il giorno dopo, ho avuto i colloqui con i genitori, e in particolare c'era la mamma di questo ragazzo: le ho parlato di quest'episodio e lei è rimasta sbalordita, non se l'aspettava.
E pensare che basterebbe andare in Svizzera (Appenzell, ad esempio) per vedere bambini/ragazzini a piedi nudi nella scuola.
Comunque sia, mi sono sentito "male", non sapevo come comportarmi, non me l'aspettavo...

scalzoforever

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Messaggio  Angelica il Sab Dic 11 2010, 16:53

Oddio,questo ragazzo ha avuto davvero coraggio...magari lo faceva abitualmente e i compagni di classe ne erano a conoscenza (anche per questo, forse, non hanno battuto ciglio), ma di certo non è una cosa che chiunque potrebbe fare con leggerezza.
Ricordo un episodio de tempi della scuola, quando una nostra compagna si tolse le scarpe in classe di nascosto (tenendo i calzini,però),ed era estate. La prof la interrogò e lei rispose all'interrogazione senza problemi, tanto che la prof non si accorse nemmeno che era senza scarpe. Questo mi fece supporre che anche lei, come me, amasse camminare scalza e, al contrario di me, vivesse questo senza problemi.
Al cambio dell'ora, invece, che le sento dire? "menomale che non mi ha chiamato alla cattedrà, sennò mi toccava andarci scalza..."
Non ho battuto ciglio ma un "vaffanculo" nella mia mente si è fatto strada sfondando ogni barriera morale e del buon gusto.

Angelica

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Messaggio  Andrea77 il Dom Dic 12 2010, 13:10

La precarietà del lavoro è una delle peggior cose di questi ultimi tempi. Si sono azzerati tutti i diritti in un sol colpo.
Non capisco però che nesso ci sia con la necessità di dire alla madre che il proprio figlio va scalzo.
Ora la cosa è difficile da valutare da fuori per capire se quella fosse una bravata oppure una cosa abituale.
Capisco anche che uno venga preso di sorpresa e si trovi in imbarazzo (questo è di lezione per capire certe reazioni quando siamo noi gli scalzi).
Il fatto che nessuno in classe abbia battuto ciglio potrebbe far pensare che la cosa sia abituale.
Forse la cosa migliore sarebbe stata qualla di parlare con lui oppure con qualche collega di cui ti fidi per capire se anche con altri fa così.
Altra considerazione è quando Flavio mi dice 'fuori dal lavoro faccio come mi pare'. Purtroppo il discorso del precariato fa capire che non è così. Cosa succederebbe se il preside vedesse Antonino scalzo fuori dalla scuola?
Qui sempre più spesso mi sembra, mi si perdoni la battuta, che si fa i froci con i culi degli altri.
E' facile fare i leoni sul forum e giudicare gli altri che hanno almeno il coraggio di dire le cose come stanno. Antonino poteva benissimo non scrivere nulla senza esportsi al fuoco dei soliti 'leoni'.
Scusa Paolo capisci che i tuoi commenti possano lasciare come minimo perplessi. Scusa un preside ti dice di tagliarti la barba, cosa peraltro strana visto che non mi pare una particolare stravaganza come essere scalzi, e tu lo accontenti. Poi però vorresti che Antonino esca allo scoperto dicendo che pure lui è un barefooter?

Per quanto riguarda il 'caziatone' fatto a Rei per il suo modo di rispondere non posso che essere concorde con Paolo anche se forse tardivo visto che da quanto ho capito il danno è già stato fatto causando l'allontanamento di alcuni di noi.

Ciao
Andrea

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Messaggio  Rei il Dom Dic 12 2010, 13:43

Andrea77 ha scritto:Per quanto riguarda il 'caziatone' fatto a Rei per il suo modo di rispondere non posso che essere concorde con Paolo anche se forse tardivo visto che da quanto ho capito il danno è già stato fatto causando l'allontanamento di alcuni di noi.
Mio caro, nessuno si è mai allontanato dal forum a causa mia (webmaster e presidente possono confermarlo) e, per fortuna, neppure chi credevamo si fosse allontanata a causa tua e del tuo omonimo, nonostante i vostri sforzi continuati dopo inviti pressanti a smettere.
Alcuni se ne sono andati per problemi personali, alcuni perché, più che essere attaccati, attaccavano, alcuni hanno usato la scusa di veri o soprattutto presunti attacchi per mascherare un abbandono per altre cause.
Ci sono stati scontri pesanti, ma mai nessuno è scaduto nell'insulto gratuito.
Finora.
Ci si può scontrare, argomentando, ci si può prendere bonariamente in giro (Flavio / Lucignolo ha riso con me della provocazione, a lui dedicata, dei Tirannosauri), si può essere duri, a volte.
Ma rispondere ad una critica con l'insulto gratuito e privo di argomenti è infantile.
Eppure, quando vuoi, discorsi ed argomenti validi li tiri fuori.
Perché non provi a fare sempre così?

Rei

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Messaggio  Rei il Dom Dic 12 2010, 13:59

Andrea77 ha scritto:La precarietà del lavoro è una delle peggior cose di questi ultimi tempi. Si sono azzerati tutti i diritti in un sol colpo.
...
Purtroppo il discorso del precariato fa capire che non è così. Cosa succederebbe se il preside vedesse Antonino scalzo fuori dalla scuola?
...
Scusa Paolo capisci che i tuoi commenti possano lasciare come minimo perplessi. Scusa un preside ti dice di tagliarti la barba, cosa peraltro strana visto che non mi pare una particolare stravaganza come essere scalzi, e tu lo accontenti. Poi però vorresti che Antonino esca allo scoperto dicendo che pure lui è un barefooter?
Qui sono d'accordo: c'è chi si può permettere di stare scalzo anche al lavoro, c'è chi potrebbe avere dei problemi se fosse "beccato" dal datore di lavoro.
Oddio, si può sempre mentire ("Mannaggia, pensi che ho rotto le infradito e mi tocca andare a casa scalzo..) e magari evitare di essere costantemente in paranoia (Sono nella giungla amazzonica a 100 km dal centro abitato più vicino. E se il mio datore di lavoro mi vede?).
Ma nella vita adulta si devono fare delle scelte e delle rinunce: solo i bambini vivono nella costante paura di tutto e delegano tutto, dalle proprie scelte alla propria sicurezza agli altri, gli adulti.
Scegliere significa a volte rinunciare: rinunciare ad un giorno di vacanza per fare un lavoro che mi porterà vantaggi di carriera, rinunciare a vestirmi come mi pare sul lavoro, perché quel lavoro devo tenermelo e non ho altro.
A volte bisogna adeguarsi per non perire.
Oppure, se possiamo, e non sempre si può, facciamo delle scelte che si pagheranno duramente per mantenere la propria libertà.
Entrambe le scelte sono degne di rispetto, ma entrambe comportano una rinuncia ed un sacrificio.
E qualunque scelta si faccia, non lamentiamoci in continuazione di questo, ma lavoriamo per migliorare la nostra situazione e così facendo poterci permettere più libertà di prima.
Rei
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Messaggio  Rei il Dom Dic 12 2010, 14:01

Andrea77 ha scritto:Non capisco però che nesso ci sia con la necessità di dire alla madre che il proprio figlio va scalzo.
Ora la cosa è difficile da valutare da fuori per capire se quella fosse una bravata oppure una cosa abituale.
Capisco anche che uno venga preso di sorpresa e si trovi in imbarazzo (questo è di lezione per capire certe reazioni quando siamo noi gli scalzi).
Il fatto che nessuno in classe abbia battuto ciglio potrebbe far pensare che la cosa sia abituale.
Forse la cosa migliore sarebbe stata qualla di parlare con lui oppure con qualche collega di cui ti fidi per capire se anche con altri fa così.
Con altre parole è la mia stessa critica.
Quindi, concordo in pieno.
Sorpreso?
Rei
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Messaggio  Andrea Grasselli il Dom Dic 12 2010, 14:09

concordo con Andrea77 e Rei.

se la situazione si ripetesse in futuro, io parlerei con il ragazzo incoraggiandolo nel suo vivere scalzo. se Antonino ha delle remore a prendere posizione a favore dello scalzismo (ciò che sarebbe peccato per me, un'occasione persa), suggerirei di non dire nulla a nessuno. in fondo, cosa c'è di più naturale del vivere scalz*?
non vedo l'utilità di parlare con la madre del ragazzo.

un saluto dalla svizzera
Andrea Grasselli
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Messaggio  Luca T il Dom Dic 12 2010, 15:49

A me viene in mente anche un'altra angolazione, suggerita da quello che Antonino ha detto sugli urli che è qualche volta costretto a fare per tenere la classe.
Se questo ragazzo avesse usato i piedi nudi per demolire definitivamente l'autorità dell'insegnante in un momento in cui la classe si disgrega impedendo praticamente all'insegnante di fare il suo lavoro?
I nostri linguaggi sono fatti di segni che hanno certi significati. Il piede nudo è un semplice segno. In questo forum discutiamo sul significato che diamo noi a questo segno e sul significato che gli danno gli altri.
I piedi nudi sono un segno pacifico e sincero, ma questa volta anch'essi potrebbero avere avuto un significato diverso... di irrisione totale
Sto facendo discorsi molto astratti?
Inoltre vorrei dire un'altra cosa, che riguarda l'impatto psicologico della parola scritta.
Molti anni fa c'era un mio amico con cui ero uso fare lunghe chiacchierate, e da fiorentini come siamo non ci risparmiavamo battute e scherzosi insulti anche pesanti e turpiloquenti.
Quando venne a conoscenza delle mie nuove avventure nel mondo della spiritualità rimase piuttosto sconcertato, erano gli anni ottanta e si poteva parlare di sesso o di trasgressioni varie, ma mai di preghiera.
Dopo avermi ascoltato per una sera mi scrisse una lettera con il solito tono con cui eravamo usi parlarci. La conservo ancora. Questa lettera mi ferì profondamente perché le stesse parole che ci scambiavamo a voce, una volta scritte erano pesanti e offensive, incapaci di trovare replica e quindi tremendamene aggressive.
Anche qui potrebbe succedere la stessa cosa. La mancanza del tono della voce può irrigidire il messaggio rendendolo sgradevole al destinatario.
Chissà!
Saluti
Luca

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Messaggio  Rei il Dom Dic 12 2010, 19:35

Luca T ha scritto:Se questo ragazzo avesse usato i piedi nudi per demolire definitivamente l'autorità dell'insegnante in un momento in cui la classe si disgrega impedendo praticamente all'insegnante di fare il suo lavoro?
Il problema disciplinare era in un'altra classe.
Ma ogni insegnante, soprattutto se da studente è stato una peste come me, sa che nelle prime due / tre lezioni gli studenti lo metteranno alla prova per vedere che tipo è ed è in quella occasione che un insegnante guadagna o perde il rispetto degli allievi.
Se i piedi nudi erano una provocazione, un breve colloquio con lo studente in privato o anche una rapida discussione in classe poteva disinnescare facilmente l'eventuale provocazione.
Se si insegna bisogna essere pronti a tutto: alla prima lezione del corso universitario di due anni fa, durante una pausa, due ragazze si sono azzuffate che neanche due pugili sul ring.
Gli altri mi guardavano e aspettavano che io facessi qualcosa. Per fortuna feci la cosa giusta e mi guadagnai un rispetto che mi portai dietro per tutto il corso.
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Messaggio  lucignolo il Lun Dic 13 2010, 22:00

Andrea77 ha scritto:Non capisco però che nesso ci sia con la necessità di dire alla madre che il proprio figlio va scalzo.
Forse nessuno.
Inutile che ti offendi.
Continua così: sono affari tuoi e soltanto tuoi.
Pensare che la sincerità ci renda più felici potrebbe essere sbagliato, ma renditi conto che spesso lo si dice per il tuo bene.
Perdonaci se abbiamo sbagliato e continua a dire che vai in montagna togliendoti le scarpe dietro l'angolo.
Su questo hai ragione tu: sei grande abbastanza per farti carico delle tue responsabilità.
Altra considerazione è quando Flavio mi dice 'fuori dal lavoro faccio come mi pare'. Purtroppo il discorso del precariato fa capire che non è così. Cosa succederebbe se il preside vedesse Antonino scalzo fuori dalla scuola?
Qui sempre più spesso mi sembra, mi si perdoni la battuta, che si fa i froci con i culi degli altri.
E' facile fare i leoni sul forum e giudicare gli altri che hanno almeno il coraggio di dire le cose come stanno. Antonino poteva benissimo non scrivere nulla senza esportsi al fuoco dei soliti 'leoni'.
Non capisco bene dove vuoi andare a parare: ti pregherei di chiarire meglio il discorso, anche se ho la brutta sensazione che tu, ingenuamente o volontariamente, continui ad alimentare inutili polemiche.
Visto che mi tiri in ballo, puoi dire qualcosa sul mio comportamento? Pensi che sia un privilegiato indenne da ogni possibile ritorsione? O che abbia un posto talmente sicuro da potermi permettere di andare al lavoro come mi pare?
E più volte ho ribadito la necessità di scendere a compromessi, con l'etichetta di divisa e con la legge che impone ben precise regole di abbigliamento professionale.
Però, scusa la pariglia, il culo è mio e lo do a chi voglio, fuori dall'ambiente lavorativo.
Dipende da cosa sai offrire e se sei un bravo professionista, sappi che il datore di lavoro chiuderà volentieri un occhio sulle tue trasgressioni private.
Se sei mediocre sarai in pericolo anche in giacca e cravatta.
Però, caro Andrea, ricordati che siamo qui per incoraggiare le nuove leve e non per inculcare loro ulteriori timori, masturbandole mentalmente.
Certo autoerotismo dovrebbe essere fatto in solitudine, senza farsi troppa pubblicità.
Spero perdonerai la mia franchezza.
lucignolo
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Messaggio  Andrea77 il Lun Dic 13 2010, 23:52

Spero perdonerai la mia franchezza.

---
Flavio perdono la tua franchezza perché ti conosco bene e so che dici certe cose per spronarmi. Però vedi di non esagerare Very Happy perché da un po' di tempo a questa parte mi stai strapazzando ingiustamente Crying or Very sad
Certamente è vero che a uno che lavora professionalmente possono perdonare alcune 'stravaganze' mentre un mediocre avrebbe problemi anche se fosse impeccabile nel vestirsi (ma ne avrebbe di più se fosse 'stravagante').
Certamente sia io che te possiamo subire pressioni e vessazioni sul posto di lavoro ma entrambi abbiamo un assunzione a tempo indeterminato.
Ora è brutto a dirsi ma vista la situazione attuale del lavoro siamo dei privilegiati e spero che te ne renda conto.
Per quanto possano farci pressioni abbiamo notevoli tutele che altri si sognano. Purtroppo parlo per esperienza personale perché circa 2 anni fa subii parecchie pressioni perché mi dimettessi, se ero un precario a quest'ora non lavoravo più per la mia azienda da almeno 2 anni perché non avrebbero dovuto fare nessuna pressione ma mi avrebbero cacciato via sui 2 piedi. Questo nonostante fossi impeccabile come abbigliamento.
Tu più di una volta hai sostenuto che fuori dal lavoro puoi fare quello che ti pare. Ne consegue che uscito dal tuo luogo di lavoro puo sfilarti le scarpe e tornartene a casa scalzo e il giorno dopo esci di casa scalzo ricalzandoti all'entrata dell'ufficio. Ora è palese che nei pressi dell'ufficio potrai incontrare colleghi e superiori.
Ora le mie saranno seghe mentali ma tu mi pare ti stia nascondendo dietro un dito se non vuoi ammettere che questo può essere un problema per me e per te e ancora di più per un precario.
Con questo non voglio dire che sicuramente succederà qualche cosa ma ritengo irresponsabile incoraggiare certe cose mentre ritengo più saggio ammonire di prestare attenzione. Non troverai mai un datore di lavoro che ti dirà in faccia 'guardi la discrimino perché l'ho vista scalzo'. Non lo dirà ma lo penserà e lo farà. Certo non è la regola ma può accadere e per un precario potrebbe essere fatale.
Andare scalzo può essere importante ma credo che il proprio lavoro lo sia di più.
Capisco anche che uno dica che non è giusto chinare il capo ma non tutti nascono leoni e difficilmente lo diventi soprattutto se per vivere devi lavorare e oggi giorno è sempre più difficile. Ci sono precari che accettano innumerevoli soprusi pur di lavorare. Uno ha tutto il tempo e lo spazio per andare scalzo senza dove per forza farlo fuori dai cancelli dell'ufficio.
Io preferisco farlo in natura dove sono più tranquillo e dove tra l'altro trovo anche maggiori stimoli sensoriali.
Tu vai scalzo anche fuori dall'ufficio, bravo. Io non posso che ammirarti ma per cortesia anche se non lo condividi rispetta il mio modo di vedere le cose. E' inutile che ad ogni messaggio mi punzecchi e mi critichi.

Ciao
Andrea
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Messaggio  Ospite il Mar Dic 14 2010, 00:09



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Messaggio  bfpaul il Mar Dic 14 2010, 11:42

Andrea77 ha scritto:Spero perdonerai la mia franchezza.

---
Flavio perdono la tua franchezza perché ti conosco bene e so che dici certe cose per spronarmi. Però vedi di non esagerare Very Happy perché da un po' di tempo a questa parte mi stai strapazzando ingiustamente Crying or Very sad
Certamente è vero che a uno che lavora professionalmente possono perdonare alcune 'stravaganze' mentre un mediocre avrebbe problemi anche se fosse impeccabile nel vestirsi (ma ne avrebbe di più se fosse 'stravagante').
Certamente sia io che te possiamo subire pressioni e vessazioni sul posto di lavoro ma entrambi abbiamo un assunzione a tempo indeterminato.
Ora è brutto a dirsi ma vista la situazione attuale del lavoro siamo dei privilegiati e spero che te ne renda conto.
Per quanto possano farci pressioni abbiamo notevoli tutele che altri si sognano. Purtroppo parlo per esperienza personale perché circa 2 anni fa subii parecchie pressioni perché mi dimettessi, se ero un precario a quest'ora non lavoravo più per la mia azienda da almeno 2 anni perché non avrebbero dovuto fare nessuna pressione ma mi avrebbero cacciato via sui 2 piedi. Questo nonostante fossi impeccabile come abbigliamento.
Tu più di una volta hai sostenuto che fuori dal lavoro puoi fare quello che ti pare. Ne consegue che uscito dal tuo luogo di lavoro puo sfilarti le scarpe e tornartene a casa scalzo e il giorno dopo esci di casa scalzo ricalzandoti all'entrata dell'ufficio. Ora è palese che nei pressi dell'ufficio potrai incontrare colleghi e superiori.
Ora le mie saranno seghe mentali ma tu mi pare ti stia nascondendo dietro un dito se non vuoi ammettere che questo può essere un problema per me e per te e ancora di più per un precario.
Con questo non voglio dire che sicuramente succederà qualche cosa ma ritengo irresponsabile incoraggiare certe cose mentre ritengo più saggio ammonire di prestare attenzione. Non troverai mai un datore di lavoro che ti dirà in faccia 'guardi la discrimino perché l'ho vista scalzo'. Non lo dirà ma lo penserà e lo farà. Certo non è la regola ma può accadere e per un precario potrebbe essere fatale.
Andare scalzo può essere importante ma credo che il proprio lavoro lo sia di più.
Capisco anche che uno dica che non è giusto chinare il capo ma non tutti nascono leoni e difficilmente lo diventi soprattutto se per vivere devi lavorare e oggi giorno è sempre più difficile. Ci sono precari che accettano innumerevoli soprusi pur di lavorare. Uno ha tutto il tempo e lo spazio per andare scalzo senza dove per forza farlo fuori dai cancelli dell'ufficio.
Io preferisco farlo in natura dove sono più tranquillo e dove tra l'altro trovo anche maggiori stimoli sensoriali.
Tu vai scalzo anche fuori dall'ufficio, bravo. Io non posso che ammirarti ma per cortesia anche se non lo condividi rispetta il mio modo di vedere le cose. E' inutile che ad ogni messaggio mi punzecchi e mi critichi.

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Meno male che vi conoscete e vi stimate, altrimenti si potrebbe pensare che ve le state suonando ....
Abbiamo sempre discussioni vivaci qui sul Forum.
Fate i buoni! (come dice la nota pubblicità)

bfpaul
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Messaggio  lucignolo il Mar Dic 14 2010, 22:52

bfpaul ha scritto:Meno male che vi conoscete e vi stimate, altrimenti si potrebbe pensare che ve le state suonando ....
Abbiamo sempre discussioni vivaci qui sul Forum.
Fate i buoni! (come dice la nota pubblicità)
Sbagliato.
Io e Andrea non ce le suoniamo mai, perché ci conosciamo e ci stimiamo.
Però, in un certo senso, Andrea è da bastonare, perché uno come lui deve liberarsi in quanto leoncino milanese.
Cioè persona forte e motivata (il milanese è un caso), ma amante di un certo autoerotismo mentale che non giova a lui né ai nuovi barefooters.
Nessuno vuole mandare al macello le persone o stimolarle all'incoscienza e vedo che altri mi fraintendono.
Non ho mai detto di andare scalzi fino alla soglia del luogo di lavoro, tanto è vero (ma i miei post li leggete o fate finta?) che ho sottolineato che non sono così scemo da camminare scalzo sotto le finestre della direzione sanitaria dell'azienda in cui lavoro, però andare in sandali od in infradito è un'altra cosa.
Basta non esagerare e fare le cose per gradi.
Nessuno vi può rimproverare di fare cose assurde, perché anche l'infradito è una calzatura.
A questo proposito vi racconto una cosa.
Recentemente mi sono provocato una lesione seria al dito mignolo del piede sinistro: esco veloce dalla camera da letto e....zacchete.....mollo una pedata tale alla base dell'armadione in legno massiccio che resto senza fiato.
Il giorno dopo compare un livido che prende anche parte del collo del piede.
Per fortuna sono in ferie: scalzo cammino, ma il solo indossare un paio di infradito mi rende impossibile la deambulazione.
Frattura del quinto dito? Probabile, ma andare al pronto soccorso a che mi giova? Molte ore di attesa, poi un dito così piccolo non comporta un intervento, al limite legano anulare e mignolo per immobilizzare parzialmente il dito più piccolo leso.
Le ferie finiscono e mia moglie mi consiglia di andare al lavoro in infradito.
E si scatena la battaglia; udite, udite.......il presidente dei Nati Scalzi si inc...a e si ribella.
Dico, sei fuori? Siamo sotto zero, un conto è nel quartiere dove abitiamo o fuori dal contesto lavorativo, ma valigetta professionale, piumino, cappello di lana ed infradito?
Da far scompisciare dalle risate chiunque.
Nemmeno a parlarne; stringo i denti ed infilo un paio di mocassini.
Arrivo zoppicando al lavoro ed infilo un paio di zoccoli.
Dopo due ore devo sfilarmi le calzature e maledico il momento in cui ho deciso di contraddire mia moglie.
Per fortuna ho con me un paio di infradito Birkenstock; mi arrendo e torno a casa a piedi nudi.
Il giorno dopo (oggi) vado al lavoro in infradito, ma insisto a calzare gli zoccoli; nel pomeriggio la resa totale.
Insomma, le circostanze mi hanno obbligato a fare una cosa che avrei rifiutato con queste temperature polari.
Ebbene, la morale è che molti non sanno che mi sono probabilmente fratturato un dito, con l'impossibilità di indossare calzature chiuse, eppure, a parte qualche domanda o qualche battuta sulla tenuta da francescano, nessuno mi ha giudicato male, anzi, molti hanno convenuto con me che, se non si usano i guanti per le mani, è verosimile non usare le calze per i piedi.
Questione di abitudine.
Anzi, beato te che ti senti di farlo......parola di colleghi e superiori.
Ed allora, mi chiedo, perché dobbiamo continuare a farci del male autoconsiderandoci degli psicodeviati?
Questa è la mia modesta esperienza personale: varrà pure qualcosa o la buttiamo integralmente dalla finestra?
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Messaggio  Andrea Grasselli il Mer Dic 15 2010, 11:42

ciao Flavio,

mi spiace per il dito rotto e sono contento per l'esperienza oltremodo positiva con colleghi e superiori!

lucignolo ha scritto:Le ferie finiscono e mia moglie mi consiglia di andare al lavoro in infradito.
E si scatena la battaglia; udite, udite.......il presidente dei Nati Scalzi si inc...a e si ribella.
Dico, sei fuori? Siamo sotto zero, un conto è nel quartiere dove abitiamo o fuori dal contesto lavorativo, ma valigetta professionale, piumino, cappello di lana ed infradito?
Da far scompisciare dalle risate chiunque.
dipende da come si guardano le cose: nei codici vestimentari comuni (in itala in genere più rigidi che in svizzera) può far ridere vedere qualcuno con abiti persanti e i piedi "fuori".
se però si guardano le cose diversamente, considerando i piedi sullo stesso piano delle mani, allora cambia tutto! siamo vestiti, ma lasciamo liberi i punti estremi del nostro corpo, cioè testa, mani e piedi... che sono poi le prime parti del nostro corpo con le quali comunichiamo con il il mondo esterno.

lucignolo ha scritto:Insomma, le circostanze mi hanno obbligato a fare una cosa che avrei rifiutato con queste temperature polari.
Ebbene, la morale è che molti non sanno che mi sono probabilmente fratturato un dito, con l'impossibilità di indossare calzature chiuse, eppure, a parte qualche domanda o qualche battuta sulla tenuta da francescano, nessuno mi ha giudicato male, anzi, molti hanno convenuto con me che, se non si usano i guanti per le mani, è verosimile non usare le calze per i piedi.
Questione di abitudine.
Anzi, beato te che ti senti di farlo......parola di colleghi e superiori.
per me è bello e importante leggere questa tua testimonianza: conferma una volta di più che TANTE persone vorrebbero stare scalze, ma non osano!
noi abbiamo il privilegio (e la voglia e determinazione) di osare...

buona vita scalza a tutti gli scalzi presenti e futuri!
Andrea Grasselli
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Messaggio  Andrea77 il Mer Dic 15 2010, 22:55

maledico il momento in cui ho deciso di contraddire mia moglie

---
Very Happy Salutami Nancy che santa donna ti sopporta geek

Per il resto del discorso direi che la tua testimonianza è molto utile. Purtoppo in certi posti di lavoro conta quasi di più l'abito che il contenuto a tal punto che se non mi sbaglio Accenture, nota società di consulenza, impone il completo blu, camicia azzurra o bianca e cravatta. Così vedi un mondo di impiegati tristi in divisa.

Ciao
Andrea
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Messaggio  lucignolo il Gio Dic 16 2010, 21:22

Andrea77 ha scritto:Very Happy Salutami Nancy che santa donna ti sopporta geek
Guarda che la pazienza è reciproca. Smile
Per il resto del discorso direi che la tua testimonianza è molto utile. Purtoppo in certi posti di lavoro conta quasi di più l'abito che il contenuto a tal punto che se non mi sbaglio Accenture, nota società di consulenza, impone il completo blu, camicia azzurra o bianca e cravatta. Così vedi un mondo di impiegati tristi in divisa.
Davvero triste , la cosa.
Però sono inc.....o come una iena.
Sembra che la gente si sia scatenata.
Quando uscivo scalzo nessuno osava farmi domande, adesso che sono in infradito vengo continuamente preso d'assalto.
Capisco che uscire in infradito a -4° C possa suscitare un notevole stupore, però comincio ad essere stufo.
E perché, percome, come mai, non ha freddo, senza calze.......insomma, sono quasi tentato di registrare un messaggio vocale: <Buona giornata.....no, non ho freddo, mi sono rotto un dito e non posso indossare calzature chiuse, ma non mi congelo perché sono abituato a vivere sempre senza calze e/o calzature.
Sarete graditi se continuerete a farvi i biiiiiiiipp vostri>.
Avrei dovuto andare al funerale di un mio parente (per carità, ognuno muore quando capita), ma le cose si sono combinate in un modo incredibilmente negativo: la frattura (almeno presunta, ma il dolore è lo stesso), il freddo artico e la morte di una persona vicina.
Beh, convinto che in certe situazioni sia bene osservare una certa etichetta, dico che scalzo per strada va bene, al funerale coi parenti no, ancora meno sotto zero.
Non ci andrò, perché mi sento in imbarazzo e non voglio continuare ad elargire spiegazioni sul perché e sul percome una persona vada col piumino e col cappello ed in infradito.
Se pensate che faccia male non posso darvi torto, ma non voglio far la parte del fanatico fuori di testa.
Come potete vedere, anch'io ho le mie fisime.
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Messaggio  Rei il Gio Dic 16 2010, 21:32

lucignolo ha scritto:Beh, convinto che in certe situazioni sia bene osservare una certa etichetta, dico che scalzo per strada va bene, al funerale coi parenti no, ancora meno sotto zero.
Concordo. E anche ai matrimoni, salvo specifico invito contrario.
lucignolo ha scritto:Non ci andrò, perché mi sento in imbarazzo e non voglio continuare ad elargire spiegazioni sul perché e sul percome una persona vada col piumino e col cappello ed in infradito.
Vacci come farebbero le persone "normali" (le virgolette sono ironiche): una scarpa chiusa con calza nel piede sano, un piede visibilmente (e inutilmente) fasciato ed in infradito. Tutti si preoccuperanno solo del tuo dito fratturato.
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Messaggio  Andrea77 il Ven Dic 17 2010, 00:05

Si, direi che la soluzione di Rei sia assolutamente la migliore.
Non è la prima volta che si vedono queste cose. Se non metti le scarpe perché ti sei fatto male (e evidenzi la cosa con una fasciatura in modo che nessuno ti chieda perché sei scalzo ma al massimo ti chiederà cosa ti sei fatto) nessuno penserà che sei matto ma semplicemente 'che sfortuna si è fatto male, chissà che freddo ma d'altronde se si è fatto male non può mettersi le scarpe (ma il piede sano ovviamente è nella scarpa come a far intendere che se tu potessi metteresti nella scarpa anche l'altro)'.

Ciao
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Messaggio  hadashi il Ven Dic 17 2010, 00:06

Oppuro un sandalo "tradizionale" con calzino (al posto dell'infradito), come ho visto spesso fare chi si è rotto un piede (o parte di esso Wink)!
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Messaggio  Rei il Ven Dic 17 2010, 08:14

hadashi ha scritto:Oppuro un sandalo "tradizionale" con calzino
No! Il sandalo col calzino, no!
Il mio senso estetico andrebbe in coma!
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Messaggio  scalzoforever il Ven Dic 17 2010, 23:39

Mai avrei pensato di suscitare così tanti commenti.
Dunque, ho rivisto il ragazzo, ma con le scarpe.
Comunque, sinceramente, non me la sentirei di camminare scalzo fino all'ingresso della scuola e mettermi le scarpe dentro, visto (per altro) le temperature polari di questi giorni, ma neanche se fosse più caldo, se non altro per il precariato. Scusate, ma sono fatto così: oggi come oggi devi ritenerti fortunato se puoi lavorare, se hai un lavoro, anche se da precario.
Poi, come giustamente ha detto qualcuno, ci sono altre occasioni per stare scalzi, con la "tranquillità" di non vedere nessun collega. O comunque, anche se ti vede qualche collega o datore di lavoro o anche qualche studente, a quel punto è diverso. Oppure sono io che sono ancora un po' timido?
In effetti, ogni tanto mi chiedo cosa potrebbe succedere se in classe dicessi di essere un barefooter: i ragazzi mi rispetterebbero di più o mi prenderebbero di più "in giro"? Prima o poi lo farò, quando avrò più coraggio e (forse) crederò di più in me stesso! Magari all'ultimo giorno di scuola... Wink

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Messaggio  bfpaul il Sab Dic 18 2010, 19:05

Antonino ha scritto:Mai avrei pensato di suscitare così tanti commenti.
Dunque, ho rivisto il ragazzo, ma con le scarpe.
Comunque, sinceramente, non me la sentirei di camminare scalzo fino all'ingresso della scuola e mettermi le scarpe dentro, visto (per altro) le temperature polari di questi giorni, ma neanche se fosse più caldo, se non altro per il precariato. Scusate, ma sono fatto così: oggi come oggi devi ritenerti fortunato se puoi lavorare, se hai un lavoro, anche se da precario.
Antonino, non siamo talebani e ciascuno deve andare scalzo quando più gli aggrada. Certo, noi cerchiamo di motivare, incoraggiamo, ma non pensiamo neppure lontanamente di "obbligare" qualcuno ad andare scalzo.
Ciò che chiediamo è che nessuno sconsigli o demotivi chi vuole andare scalzo o che ci prova, perché quale credibilità avrebbe un Club dei NatiScalzi dove per primi i soci sconsigliano gli altri?

[quote="Antonino"]Poi, come giustamente ha detto qualcuno, ci sono altre occasioni per stare scalzi, con la "tranquillità" di non vedere nessun collega. O comunque, anche se ti vede qualche collega o datore di lavoro o anche qualche studente, a quel punto è diverso. Oppure sono io che sono ancora un po' timido?
Guarda, dire che sei timido è un eufemismo, non ti offendere perché non c'é in questa ffermazione, nessuna intenzione offensiva.
Ti seguiamo da anni, le hai provate pian piano e ti abbiamo - io per primo - sempre sostenuto ed incoraggiato e infatti eri arrivato ad andare scalzo con grande soddisfazione quando sei andato a vivere da solo.
Poi sei tornato a casa, non voglio sapere le ragioni, sono fatti tuoi, però hai ripreso ad andare "scarpato". Mannaggia la miseria che fai? Un passo avanti e due indietro? Evil or Very Mad
Antonino ha scritto:In effetti, ogni tanto mi chiedo cosa potrebbe succedere se in classe dicessi di essere un barefooter: i ragazzi mi rispetterebbero di più o mi prenderebbero di più "in giro"? Prima o poi lo farò, quando avrò più coraggio e (forse) crederò di più in me stesso! Magari all'ultimo giorno di scuola... Wink
Guarda i ragazzi sono tremendi, ma se sai il fatto tuo e non ti fai "mettere in mezzo" puoi fare quello che vuoi.
Però, abbi pazienza, "dato per scontato che sai il fatto tuo" come insegnante, ci sono molti mezzi per far abbassare la cresta dei provocatori, senza ricorrere al preside o ai genitori.
Ma non voglio entrare in un discorso OT.
Invece, quello che ti mi ha lasciato sorpreso e con me molti altri, è questo: capisco la tua grande sorpresa quando hai visto il ragazzo scalzo, ma mi vuoi dire come mai non gli hai chiesto il perché? Perché non hai detto che apprezzi molto andare scalzo? Anche senza dire che sei un barefooter.
Einstein, andava scalzo (vedi http://www.nati-scalzi.org/INFO/medicina/andascalzi.htm); è un ottimo argomento per chiedere ad un ragazzo se per caso si sente Einstein e per dirgli che anche tu pur non essendo Einstein, apprezzi andare scalzo. Avresti familiarizzato ed avresti mostrato che le lezioni si possono fare a partire da argomenti che parrebbero lontani.
Insegni elettronica, credo; ma anche se insegni fisica o matematica va bene lo stesso, potevi inventarti un esperimento da fare scalzi con tutti i ragazzi, sul rapporto fra il peso del corpo "sulle scarpe" o "sui piedi scalzi" e la superficie di appoggio a terra di ciascuno e vedere le differenze fra maschi e femmine (con i tacchi); io lo facevo nelle scuole medie senza nessun materiale, puoi farlo meglio con strumenti e facendo eventualmente scrivere un piccolo software!!
Antonino, datti da fare!!

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Messaggio  Andrea77 il Sab Dic 18 2010, 23:59

ci sono altre occasioni per stare scalzi, con la "tranquillità" di non vedere nessun collega.

---
Esatto il punto è tutto qui. Se uno deve andare scalzo con il patema d'animo che senso ha visto che lo facciamo per stare meglio e non peggio? Poi certo uno può incontrare un conoscente anche dall'altra parte del mondo ma le possibilità di incontrarne dove viviamo è decisamente maggiore.

Ciao
Andrea
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Messaggio  FabEmotions il Dom Dic 19 2010, 00:03

Luca T ha scritto:Sono d'accordo con Paolo. Qui si cerca di parlare tutti come viene spontaneo su come ci vengono sponanei certi comportamenti o altri. A tutti noi piace girare scalzi, e non tutti sono così sicuri.
Chi è più sicuro di sé riguardo allo stare scalzo lo dica pure, servirà da esempio; ma chi ha qualche insicurezza la racconti ancora di più. Servirà a non far apparire questo club come un gruppo di integralisti. Penso che occorra avere il cuore rotondo, senza spigoli.
E poi il male non è fare errori, ma nascoderseli e nasconderli agli altri
Luca

sono d'accordissimo con le osservazioni di Luca.

E' facile condannare .......io per esempio sono un insicuro riguardo la mia passione per il barefooting ....e l'ho confidato apertamente fin dai miei primi post a tutti gli amici del forum......sò che molti sono ad uno stadio molto più avanzato.......c'è livello e livello..........però in ogni caso questa è una community che appunto accomuna e condivide gli stessi ideali........quindi io apprezzerei in ogni caso lo sfogo e l'esigenza di Antonino di fare confidenza dell'accaduto a quelli che sà essere suoi amici e che possono sorreggerlo e consigliarlo.....appunto perchè barefooter come lui..........se viene lui stesso condannato qui, allora con chi confidarsi?

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Messaggio  Rei il Dom Dic 19 2010, 09:14

Allora, vorrei chiarire una volta per tutte una cosa sull'insicurezza e la paura.
C'è una paura sana, una difesa naturale nata per salvarci la vita. L'ominide che viveva nella savana e vedeva il leone aveva paura e scappava su un albero.
E sopravviveva. Chi non aveva paura no.
Ma se il leone non c'era, l'ominide scendeva dall'albero e tornava nella savana.
La paura serve infatti a scatenare una reazione di difesa. Cessato il pericolo, la reazione di difesa cessa.
Questo perché la paura non è una situazione costante, ma una reazione specifica ad una situazione contingente di pericolo.
Qui: Svelato il segreto della donna senza paura potete leggere di una donna che per un difetto nel cervello è priva totalmente della paura "sana". E non può uscire sola, ma sempre accompagnata, perché altrimenti rischierebbe di morire affrontando pericoli mortali senza averne paura.
Un altro conto sono le paure (e l'insicurezza e la timidezza sono tipi di paura) ingiustificate: oggi viviamo in un mondo più sicuro della savana dei nostri antenati, ma il meccanismo della paura funziona ancora e, a volte, non incontrando pericoli reali, si focalizza su pericoli immaginari.
E non essendoci una situazione contingente di pericolo, diventa una paura costante quanto ingiustificata.
Inoltre, non avendo una situazione contingente di pericolo da affrontare, non sappiamo come reagire e non reagiamo neppure quando si profila un reale pericolo (capo che ci può licenziare, direttore di supermercato che viola la legge impedendoci di entrare, eccetera), perché troppo abituati dalla paura ad essere bloccati.
Tecnicamente parlando si parla di paranoia.
Tutte le persone "normali" ne hanno qualcuna, più o meno innocua. Solo quando diventano gravi si trasformano in malattia e vanno curate da specialisti.
Non confondiamo le piccole paranoie delle persone "sane" con le grandi paranoie delle persone "malate".
Le piccole paranoie hanno una caratteristica: si possono superare.
Con un certo impegno, certo, ma si possono superare.
E senza l'aiuto di specialisti, ma da soli, magari con i consigli di qualcuno che c'è già passato.
Cessa la paura costante di quella specifica cosa e torna la paura normale, sana, legata alla situazione contingente di pericolo.
E si vive meglio.
Insomma, per noi scalzisti (o gimnopodisti, per rimanere all'italiano senza ricorrere ad anglicismi vari) che abbiamo superato l'insicurezza (o piccola paranoia) circolare scalzi è un piacere che viviamo senza grandi patemi. Solo quando si profila un reale pericolo (capo che ci può licenziare, direttore di supermercato che viola la legge impedendoci di entrare, eccetera) scatta la reazione corretta e schiviamo il pericolo.
Beh, visto che nessuno è perfetto, qualche volta riteniamo anche noi che esista un pericolo che invece è solo nella nostra testa, ma qualche raro "falso positivo" di tanto in tanto non rovina certo la serenità che accompagna il nostro scalzismo.
Ecco perché chi di noi ha già superato la fase della piccola paranoia cerca di aiutare (e a volte uno "scappellotto" virtuale aiuta più di una condiscendenza che alimenta e stabilizza la paranoia) chi ancora vive nella, chiamiamola così, insicurezza e lo incoraggiamo a guardare i fatti, a distinguere tra le situazioni di pericolo, a cui si può e si deve reagire nel modo corretto, e le paure immaginarie che ci rovinano il piacere di vivere scalzi.
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Messaggio  bfpaul il Dom Dic 19 2010, 12:01

FabEmotions ha scritto:
Luca T ha scritto:Sono d'accordo con Paolo. Qui si cerca di parlare tutti come viene spontaneo su come ci vengono sponanei certi comportamenti o altri. A tutti noi piace girare scalzi, e non tutti sono così sicuri.
Chi è più sicuro di sé riguardo allo stare scalzo lo dica pure, servirà da esempio; ma chi ha qualche insicurezza la racconti ancora di più. Servirà a non far apparire questo club come un gruppo di integralisti. Penso che occorra avere il cuore rotondo, senza spigoli.
E poi il male non è fare errori, ma nascoderseli e nasconderli agli altri
Luca

sono d'accordissimo con le osservazioni di Luca.

E' facile condannare .......io per esempio sono un insicuro riguardo la mia passione per il barefooting ....e l'ho confidato apertamente fin dai miei primi post a tutti gli amici del forum......sò che molti sono ad uno stadio molto più avanzato.......c'è livello e livello..........però in ogni caso questa è una community che appunto accomuna e condivide gli stessi ideali........quindi io apprezzerei in ogni caso lo sfogo e l'esigenza di Antonino di fare confidenza dell'accaduto a quelli che sà essere suoi amici e che possono sorreggerlo e consigliarlo.....appunto perchè barefooter come lui..........se viene lui stesso condannato qui, allora con chi confidarsi?
Spero che il "condannare" non si riferisse a me.
Io sono anche molto critico con me stesso e con gli altri, ma in questo Forum direi che sono "zucchero e miele" perché mi rendo conto che una sola parola mal interpretata può far nascere dissapori e dissidi.
Di tutto abbiamo bisogno, meno che di questo.
E' ovvio che siamo tutti persone che - chi più, chi meno - hanno fatto una scelta impegnativa, quindi ritengo che scoraggiare sia controproducente. Noi abbiamo bisogno di un gruppo di persone molto coeso, che non stanno a beccarsi sui punti sui quali hanno diverse idee, ma cercano di darsi vicendevolmente una mano a superare dubbi e difficoltà della loro scelta.
Con Antonino ci conosciamo ormai da tempo e anche se non ho il piacere di conoscerlo di persona, so che è disponibile alle critiche garbate; perciò gli ho suggerito solo dopo che ha finito di cadere la polvere della discussone da lui suscitata, un comportamento diverso.
Mo' non è che mi voglio mettere a fare il professore, però quando si entra in un ambiente che si manifesta problematico come è una classe di giovani, e se ne trova uno scalzo, ci sono alcune cose da capire: se quello è un leader, un antileader o uno che non se lo fila nessuno, tanto per dire.
E i comportamenti devono essere di conseguenza; in generale però i giovani vanno interessati piuttosto che repressi e un insegnante smaliziato ha diversi strumenti a sua disposizione.
Ne dico subito un paio: non presentarsi in classe senza essersi preparati un test semplice, ma adatto a capire cosa è stato fatto e come è stato appreso e poi discuterlo con ciascuno; non uscire mai dalla classe senza aver lasciato un "compito" o una ricerca da fare. Non stupidaggini di routine, beninteso, ma domande che mettono a prova l'intelligenza e farlo notare. Nessuno si sottrarrà, in linea di massima.
Insomma, prendere subito le redini della situazione e non lasciare la classe al/ai leader.
Premesso questo, se si vede un alunno che fa "cose strane" come andare scalzo, chiedergli subito se ha una passione per il barefooting o quale sia la regione di questo fatto.
Disapprovare senza sapere non si fa: MAI, in nessun caso e in nessun luogo.
Potrei continuare, ma temo di essere noioso; non sono uno psicologo ed anche io ho avuto nelle mie classi parecchie difficoltà; però, credetemi, trovo ancora per strada alunni di oltre 25 anni fa che mi chiamano e ricordano come li abbia puniti e mi dicono che però, avevo ragione.
Perché bisogna parlare, capire e spiegare, tutto qui.

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