Qualche giorno in montagna

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Qualche giorno in montagna

Messaggio  freealex il Sab Giu 19 2010, 14:55

Da domani sarò per qualche giorno in campeggio a Sesto/Sexten in val Pusteria ... speriamo non piova troppo ... cmq anche il fango è ben accetto.
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Re: Qualche giorno in montagna

Messaggio  hadashi il Sab Giu 19 2010, 21:47

Acc... purtroppo sarò troppo sotto col lavoro in questi giorni; poi mercoledì/giovedì devo anche andare all'estero... altrimenti sarei persino venuto a farti visita (sempre premesso che ti avrebbe fatto piacere Wink)
Vivendo a Bolzano non è tanto lontano. Ma temo che il lavoro proprio non me lo permetterà.
Sarà per un altra volta.
Cmq, goditi la vacanza!!! Very Happy
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Re: Qualche giorno in montagna

Messaggio  freealex il Dom Giu 20 2010, 15:18

Grazie, speriamo che il tempo sia clemente ... mia suocera mi ha avvisato che davano neve!!!

Comunque se ti liberi mi farà piacere conoscerti.

ciao a.
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Re: Qualche giorno in montagna

Messaggio  Andrea77 il Dom Giu 20 2010, 20:37

Neve in trentino sopra i 1500m affraid
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Re: Qualche giorno in montagna

Messaggio  bfpaul il Dom Giu 20 2010, 21:53

Andrea77 ha scritto:Neve in trentino sopra i 1500m affraid
Beh, non preoccupatevi, domani arriva l'estate .... Rolling Eyes Very Happy Laughing

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Re: Qualche giorno in montagna

Messaggio  freealex il Dom Giu 20 2010, 23:35

Andrea77 ha scritto:Neve in trentino sopra i 1500m affraid

What a Face ... tanto noi siamo a 1300!!! ... argh!!!... non ho più spazio in borsa per i maglioni di pile! cheers
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Re: Qualche giorno in montagna

Messaggio  freealex il Mar Giu 29 2010, 01:32

Rientrato. Alla fine è stato bel tempo anche se durante la notte faceva un freddo becco.
La mia attività di trekker barefoot è stata purtroppo ridotta ... causa 'bimbo-piccolo-costantemente-in-giro-per-il-campeggio' a piccoli giretti attorno al campeggio e dentro il campeggio e ad una passeggiata di circa una ventina di chilometri dal campeggio a sexten e ritorno fatta però calzando le five-fingers KSO sul sentiero 13A.

E' stata una bella paseggiata di un paio d' ore, su sentieri in parte sasssosi/brecciolino, in parte di morbido sottobosco e in parte strada asfaltata (bollente) ... molto divertente vedere le facce tra lo stupito e l' incuriosito degli escursionisti che incrociavo/superavo e che mi guardavano le pseudo scarpe cinqueditute (m' immagino se fossi stato completamente scalzo!) armati di bei pesanti scarponi, bastoncini e zaini.
Ad ogni modo usare le KSO senza calze (ho un paio di calze cinqueditute per usare le kso in inverno) è stato un errore in quanto queste sono di una misura superiore alle 'classic' (che mi vanno benissimo senza calze) con il risultato a fine tour di due vescice per piede.

Ho invece approfittato di fare vero barefooting nel percorso campeggio-passo di Montecroce-Comelico (più volte al giorno) per la passeggiatina con il cane o con moglie e figlio (in passeggino o sulle mie spalle o costantemente di corsa verso ogni genere di pericolo).

Non posso credere come la gente possa perdersi il piacere di camminare scalza nel bosco ... impagabile ascoltare il terreno elastico del sottobosco, le radici, i sassi grossi e lisci ... le pietruzze impertinenti!!!

A proposito, se a qualcuno può essere utile, io quando cammino su di un terreno 'difficile' tipo stradello di montagna parzialmente ricoperto di sassi irregolari e brecciolino, anzichè appoggiare subito tutta la piante del piede, assaggio il terreno con l' avampiede e poi se è il caso calo il calcagno (per me più sensibile in quanto stimolato da una camminata lenta tipo l' Ayumi-Ashi dell' Aikido), così facendo potrei forse camminare anche sugli spilli (ora on esageriamo).

L' ultimo giorno, poi l' ho passato con mio figlio di 2 anni e 3 mesi, entrambi scalzi nel pomeriggio in mezzo al torrente che scorre di lato al campeggio facendo proseliti tra una famiglia di Trieste che dopo poco si sono tolti le scarpe e si sono messi a giocare con noi. Notevole mio figlio Roberto che insensibile all' acqua fredda era quello che più spesso di tutti stava con i piedi a mollo!

Naturalmente in campeggio ho sempre girato scalzo a parte nei bagni e devo dire che nessuno mi ha mai gurdato storto, nonostante il campeggio fosse frequentato da pensionati al seguito di strepitosi motorhome degni del paddock di Formula1.

La mia imbranataggine con il nuovo navigatore MyNav 600 Pro purtroppo m' impedisce di mostrarvi i percorsi che ho fatto. Per cui mi ripropongo d' imparere presto ad usarlo e tornare sul luogo del delitto senza famiglia per una più seria documentazione dei sentieri ... mi piacerebbe realizzare delle tracce GPS indicando ndo anche il tipo di terreno (magari anche con delle foto) ... sempre che tci riesca tecnicamente.

Adesso una settimana di lavoro e poi riparto per la Swarzwald-Tegernau dove per una decina di giorni (clima permettendo) potrò e dovrò abolire le scarpe per un corsoo di formazione in Danza sensibile ... ma questa è un' altra storia.

notte alex

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Re: Qualche giorno in montagna

Messaggio  lucignolo il Mar Giu 29 2010, 18:26

freealex ha scritto:Ad ogni modo usare le KSO senza calze (ho un paio di calze cinqueditute per usare le kso in inverno) è stato un errore in quanto queste sono di una misura superiore alle 'classic' (che mi vanno benissimo senza calze) con il risultato a fine tour di due vescice per piede.
Il tuo racconto è interessante.
Essenziale e piacevole.
Possiedo anch'io un paio di "classic": la prima volta ho fatto una fatica bestia ad inserire il mignolino del piede sinistro.
Le terrò per situazioni eccezionali, per esempio asfalto a 6400 gradi centigradi, terreno coperto di spine o pietruzze impertinenti, come le chiami tu. Smile
A proposito, se a qualcuno può essere utile, io quando cammino su di un terreno 'difficile' tipo stradello di montagna parzialmente ricoperto di sassi irregolari e brecciolino, anzichè appoggiare subito tutta la piante del piede, assaggio il terreno con l' avampiede e poi se è il caso calo il calcagno.
Io, invece, ho il problema inverso.
Mi si consuma facilmente l'avampiede, perciò dopo due ore e trenta di asfalto (prima mooolto prima) mi brucia e diventa più sensibile; allora appoggio dolcemente il tallone, che è duro come il pugno di un monaco buddista maestro del Kung Fu ed allevio la pressione sull'avampiede.
Allora cammino anche sul brecciolone sparso sull'asfalto!
Se mi dite che qualcosa non quadra in questa affermazione vi stringo la mano: se li avete, attendo con piacere metodi e consigli. Wink
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Re: Qualche giorno in montagna

Messaggio  Enzo il Mer Giu 30 2010, 08:46

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Ultima modifica di Enzo il Gio Dic 02 2010, 07:59, modificato 1 volta

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Re: Qualche giorno in montagna

Messaggio  lucignolo il Mer Giu 30 2010, 22:42

Enzo ha scritto:......gli indigeni camminano, fin da piccoli, usando le dita per aggrapparsi al terreno, un riflesso istintivo e un allenamento che noi abbiamo perso, grazie alle cure dei genitori e alle scarpe primi passi.
Cosa istintiva nei quadrupedi.
Quando facevo escursioni con Lola, la mia segugina, osservavo con attenzione il suo modo di zampettare.
Sul ghiaccio dovevo innestare i ramponi, lei inarcava le dita e piantava le unghie nel ghiaccio, avanzando in un modo così sicuro da fare invidia.
Tutti movimenti istintuali che noi, bipedi intelligentoni e calzati, abbiamo perso.
Una cosa, Enzo: quando ho camminato scalzo a Roma avevo muscoli dei piedi che non immaginavo nemmeno di avere e li ho percepiti perché dolevano tremendamente.
Ero bene allenato, ma i sampietrini romani mi hanno dimostrato che avevo ancora moltissimo da imparare.
Grazie, scarpe, per avermi regalato questa mega atrofia!
A suo avviso, la mia speranza di riuscire a fare prima 10, poi 20 km al giorno su strade di campagna era una pia illusione e concluse dicendo che facevo bene ad avere questi sogni perché i sogni riempiono la vita.
Non condivido.
Certo, per fare queste cose bisogna avere molto tempo a disposizione per migliorare le proprie capacità, dando tempo alle suole di rigenerarsi prima dello stress successivo.
Chi lavora a tempo pieno se lo può scordare.
E poi penso che in campagna vige il principio dello screen saver: non esiste punto plantare che venga stimolato due volte nello stesso modo.
Allora finisci il percorso con i piedi distrutti, ma il mattino dopo stai bene e ti ritrovi con le suole pronte ad affrontare nuove sfide.
L'asfalto no, non perdona, stimola sempre gli stessi punti e ti lima.
Il giorno dopo senti anche i sassetti più piccoli.
Almeno, questa è la mia esperienza personale.
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Re: Qualche giorno in montagna

Messaggio  Enzo il Gio Lug 01 2010, 09:33

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Ultima modifica di Enzo il Gio Dic 02 2010, 07:59, modificato 1 volta

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Re: Qualche giorno in montagna

Messaggio  lucignolo il Gio Lug 01 2010, 20:07

Enzo ha scritto:Torno al concetto della debolezza intrinseca dei nostri piedi, anche se ci si allena non si potrà quasi mai raggiungere il livello dei piedi di un camminatore scalzo che è cresciuto senza scarpe, le scarpe hanno danneggiato anche le relative connessioni neuronali che si sviluppano nei primi due o tre anni di vita e che noi non abbiamo o abbiamo alterate.
Quasi.
Secondo me dipende dal metodo e dal tempo disponibile, quest'ultimo di solito insufficiente.
Ci sono adattamenti che procedono per piccoli gradini e che si sommano, anno dopo anno.
In questo, ha i ragione, siamo svantaggiati.
Sai perché Keniani ed Etiopi sono così forti nella corsa di lunga durata?
Nessuno ha trovato differenze sostanziali provate a livello genetico, nemmeno a livello dei mitocondri, cioè le centrali energetiche della cellula.
Ed anche le qualità muscolari, in termini di biodinamica, non sono significamente diverse da quelle degli altri popoli.
Il fatto è che quando cominciano a correre per vincere, diciamo intorno ai 20 anni, hanno già almeno 12-13 anni di adattamento alla corsa: magari percorrendo 20 chilometri al giorno trotterellando per andare in qualche altro villaggio o a scuola (se c'è).

Ci vedo una bella analogia: chi vive scalzo dalla nascita parte con un vantaggio difficilmente colmabile.
Qualche giorno dopo quel colloquio con la religiosa, ho affrontato una passeggiata di 12-15 km su strade di campagna; quando sono arrivato a destinazione, provavo quella sensazione di bruciore che, dopo la sosta, si è accentuata tanto da farmi capire che stavo rischiando le vesciche.
Questo è stramaledettamente vero.
Capita anche a me: sto apparentemente bene, sì, un leggero bruciore, ma nulla più.
Ti siedi ad un tavolo e ti ristori.
Quando ti rialzi e riprendi a camminare hai i piedi che bruciano come se li avessi passati con la cartavetrata.
Evidentemente i meccanismi che innescano il processo infiammatorio entrano in azione in ritardo.
Dunque attenzione e prudenza.
Fermatevi al primo segno di bruciore e vedrete, ne sono convinto, diventerete più forti in meno tempo!
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