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Scalzo alla Coop di Venturina, triste epilogo

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Messaggio  kouraky il Mer Lug 29 2020, 22:04

Ciao a tutti, mi chiamo Gianni, sono di Firenze e in vacanza mi aggiro (naturalmente scalzo) alla coop.
Avevo appena letto qualcosa sull'articolo 187 e nessuno mi avrebbe fermato e invece...
Di seguito il reclamo che ho fatto la sera stessa in cui mi sono sentito rifiutare l'ingresso al supermercato:

"Salve. Questo pomeriggio sono entrato nel vostro store di Venturina e mi sono visto negare l'ingresso perché ero scalzo, premetto che io sono un "barefooter" cioè uno scalzista e che quella di comminare scalzo una mia scelta e una mia esigenza.
Mi sono sentito discriminato per il mio stile di vita e per il mio aspetto.
Chi mi ha fermato all'ingresso ha parlato di un regolamento interno che impediva a chiunque fosse scalzo di entrare, ho quindi chiesto di mostrarmi il regolamento nel mentre, infastidito, indossavo delle infradito. Mi viene quindi indicato di rivolgermi al responsabile di magazzino che mi conferma che nel supermercato non si può entrare scalzi ma che non era scritto in nessun regolamento.
Visto l'articolo n.187 del Testo unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza” (T.U.L.P.S.), che recita: "Salvo quanto dispongono gli artt. 689 e 691 del codice penale, gli esercenti non possono senza un legittimo motivo, rifiutare le prestazioni del proprio esercizio a chiunque le domandi e ne corrisponda il prezzo.", vi chiedo, gentilmente, di chiarire questa cosa con i vostri dipendenti poiché non metterò più piede in un vostro supermercato fino a che non riceverò una risposta scritta da parte vostra sulla possibilità o meno ad entrare scalzo (giustificata ovviamente da leggi e/o regolamenti interni) nel rispetto dei miei usi e della mia libertà personale, così da mostrarla alle vostre "guardie" ogni qualvolta sceglierò di entrare in un vostro supermercato.
Distinti saluti.
Gianni."


Questo il fatto accaduto il 9 luglio 2020
nessuno risposta. Mando quindi un sollecito il 22 luglio in cui chiedo gentilmente di dar voce al mio reclamo. Finalmente oggi, 29 luglio mi rispondono in questi termini:

"Gentile Gianni Trippi,
la ringraziamo per il suo contatto e proviamo a fornire una risposta alla tematica che sottopone alla nostra attenzione.
Come da lei ampiamente documentato, di fatto non sussiste alcuna normativa (neppure il codice della strada) che impedisce di circolare a piedi nudi. Dal punto di vista igienico-sanitario la persona dedita al gimnopodismo o più comunemente chiamato "scalzismo" può contrarre parassiti dal terreno con i piedi scalzi per esempio la anchilostomiasi o la schistosomiasi nel caso si cammini a piedi nudi su terreni o in acque dolci inquinati dalle larve di tali parassiti. Pur comprendendo bene e rispettando le scelte personali e gli stili di vita, nei nostri punti vendita il divieto di entrare a piedi nudi è volto essenzialmente a tutelare la sicurezza dei nostri soci e clienti (a maggior ragione in un periodo di emergenza igienico-sanitaria rispetto alla quale la cooperativa si è adoperata adottando procedure rigide di prevenzione e controllo). Inoltre è doveroso informarla, per esempio, che non è nelle nostre possibilità porre alcun limite in area vendita alla circolazione dei carrelli spesa nelle corsie spinti dai clienti mentre li utilizzano, anche se ci sono clienti manifestamente scalzi. Ci sono eventi che non possiamo prevenire e ai quali non possiamo rispondere.
A questo scopo, la cooperativa si è data delle regole, che possono essere opinabili, e le ha fissate in una comunicazione istituzionale (in allegato) posta all’ingresso dei punti vendita, in modo che il cliente possa scegliere di entrare oppure no. La sua segnalazione è stata motivo di chiarimento anche con la responsabile di negozio che, arrivata quando lei già indossava le ciabatte, per stemperare i toni non le ha fatto notare il cartello posto all’ingresso.
Ci dispiace che abbia recepito in queste regole una grave limitazione delle libertà personali, ma su questi temi sappiamo bene di non poter andare incontro alle esigenze e al pensiero di tutti.
Cordiali saluti"


Io sono allibito, basta veramente un cartello posto fuori dal negozio per impedire l'accesso a piedi nudi?
Vi ringrazio per una vostra risposta.
Gianni.
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Messaggio  bfpaul il Gio Lug 30 2020, 09:18

kouraky ha scritto:
..........................................

Finalmente oggi, 29 luglio mi rispondono in questi termini:

"Gentile Gianni Trippi,
la ringraziamo per il suo contatto e proviamo a fornire una risposta alla tematica che sottopone alla nostra attenzione.
Come da lei ampiamente documentato, di fatto non sussiste alcuna normativa (neppure il codice della strada) che impedisce di circolare a piedi nudi. Dal punto di vista igienico-sanitario la persona dedita al gimnopodismo o più comunemente chiamato "scalzismo" può contrarre parassiti dal terreno con i piedi scalzi per esempio la anchilostomiasi o la schistosomiasi nel caso si cammini a piedi nudi su terreni o in acque dolci inquinati dalle larve di tali parassiti. Pur comprendendo bene e rispettando le scelte personali e gli stili di vita, nei nostri punti vendita il divieto di entrare a piedi nudi è volto essenzialmente a tutelare la sicurezza dei nostri soci e clienti (a maggior ragione in un periodo di emergenza igienico-sanitaria rispetto alla quale la cooperativa si è adoperata adottando procedure rigide di prevenzione e controllo). Inoltre è doveroso informarla, per esempio, che non è nelle nostre possibilità porre alcun limite in area vendita alla circolazione dei carrelli spesa nelle corsie spinti dai clienti mentre li utilizzano, anche se ci sono clienti manifestamente scalzi. Ci sono eventi che non possiamo prevenire e ai quali non possiamo rispondere.
A questo scopo, la cooperativa si è data delle regole, che possono essere opinabili, e le ha fissate in una comunicazione istituzionale (in allegato) posta all’ingresso dei punti vendita, in modo che il cliente possa scegliere di entrare oppure no. La sua segnalazione è stata motivo di chiarimento anche con la responsabile di negozio che, arrivata quando lei già indossava le ciabatte, per stemperare i toni non le ha fatto notare il cartello posto all’ingresso.
Ci dispiace che abbia recepito in queste regole una grave limitazione delle libertà personali, ma su questi temi sappiamo bene di non poter andare incontro alle esigenze e al pensiero di tutti.
Cordiali saluti"


Io sono allibito, basta veramente un cartello posto fuori dal negozio per impedire l'accesso a piedi nudi?
Vi ringrazio per una vostra risposta.
Gianni.

Non credo che quell'esercizio abbia adottato legalmente quella normativa interna che parrebbe in contrasto con le leggi nazionali. A mio avviso, sarebbe interessante vedere la valutazione dei Carabinieri, se fossero chiamati per un nuovo caso.

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Messaggio  Grand Choeur il Gio Lug 30 2020, 09:19

Sono in contatto con un signore che abita (o è invacanza) a Capoliveri. Stessa solfa e risposta da parte della COOP praticamente copia/incollata.
Due cose: 1) Scommetto che il documento allegato non era allegato? 2) Ma il cartello, a Venturina, c'è davvero o no?
Dato che si parla di un cartello, ti consiglio di andare subito a esporre il fatto dai Carabinieri (gratis) o da un legale (a pagamento) e sentire se sia legittima una cosa del genere. Io sono quasi sicuro che sia controlegge, vedi famoso art. 187 TULPS.
A riguardo forze dell'Ordine, ti consiglio di leggere questo episodio in cui, anni fa, un nostro socio ha richiesto l'intervento dei CC sul posto, hanno fatto passare un brutto momento alla guardia ed ha ottenuto ragione. Penso sarà molto utile presentare ai CC anche il precedente.
https://natiscalzi.forumattivo.com/t2276-e-ufficiale-non-sono-un-suddito?fbclid=IwAR1GRN5UlZBV4IpUKFcZHMQdT7W0AlM6S2Dc0dYC3OGNXDyEFeFf6hPeKuI

Ti metto anche il resto di tutta la "giurisprudenza" ufficiosa che ho rintracciato in questi giorni nel nostro forum.

https://natiscalzi.forumattivo.com/t2029-un-esercizio-commerciale-ci-impedisce-di-entrare?fbclid=IwAR3IFpqmvLggpgrUxQVWpvoAGNOBgaUPamy-G8vz7I9ZtA_KDfllCDGZJho

https://natiscalzi.forumattivo.com/t2949-i-nostri-diritti-spiegati

https://natiscalzi.forumattivo.com/t1675-gli-esercizi-pubblici-e-la-legge

https://natiscalzi.forumattivo.com/t1811-supermercati-e-paguri

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Messaggio  aldo1953 il Gio Lug 30 2020, 11:34

Io sono stato rifiutato due volte nel paese che è di fatto la patria dello scalzismo, l' Australia.
La prima volta in un liquor store dove la scusa ufficiale era che essendoci tante bottiglie, qualcuna poteva cadere e farmi del male. La seconda in un lurido pub del cuore rosso, lungo uno sterrato infinito.
In ambedue i casi il cartello c' era ma non l' avevo visto.
In realtà, come ho poi appurato, il motivo del divieto era di impedire l' ingresso agli aborigeni che vanno quasi sempre scalzi. Il barista però non aveva remore a servirli attraverso uno sportellino sul retro della baracca.... purchè non entrassero.
Sì purtroppo il razzismo là è ancora piuttosto vivo.

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Messaggio  FrancoR18 il Dom Ago 02 2020, 14:22

Per fortuna non ho mai avuto problemi di questo tipo (almeno per ora). Vado spesso scalzo nei supermercato di Jesolo Lido e nessun tipo di rifiuto, problema o altro. Sono stato scalzo anche all'IperRossetto di Torri Di Quartesolo (Vicenza) con tanto di guardie all'ingresso e nessun tipo di problema (sicuramente non si sono accorte) anzi: sia all'ingresso che all'uscita salutavo e auguravo loro buon lavoro. Stessa cosa ieri all'A&O di Valle Di Cadore (Belluno). Sono arrivato scalzo (gli scarponi da montagna erano in auto per dopo Very Happy ) andato al supermercato scalzo e accolto dai parenti del mio compagno d'avventure sempre scalzo. Solo dopo una sua zia si è accorta ma anche li nessun tipo di problema, mi sono limitato a rispondere "mi piace stare comodo " Very Happy
Se dovesse capitarmi, dipende anche dalla giornata che avrò, magari chiederò l'intervento di chi di dovere, per il resto ripasso bene l'articolo che parla chiaro in merito.
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Messaggio  Grand Choeur il Dom Ago 02 2020, 16:42

Ma fra tutti quelli che vanno a fare la spesa scalzi, oltre i due casi conosciuti, nessuno ha problemi specificamente alla COOP? Perché mi sembra che il divieto spunti fuori nel posto solo dopo che uno scalzo fa reclamo.

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Messaggio  young_barefooter il Lun Ago 03 2020, 11:42

Grand Choeur ha scritto:Ma fra tutti quelli che vanno a fare la spesa scalzi, oltre i due casi conosciuti, nessuno ha problemi specificamente alla COOP? Perché mi sembra che il divieto spunti fuori nel posto solo dopo che uno scalzo fa reclamo.

Alla COOP di Lodi nessun problema fino ad ora, nemmeno con la guardia che all'ingresso misura a tutti la temperatura.
Dovrei solamente provare a entrare senza carrello, ho notato infatti che la sagoma del carrello della spesa può rendere meno evidente a un'occhiata distratta l'eventuale mancanza di calzature dato che "nasconde" il corpo dal busto in giù.

Per quanto riguarda i divieti che appaiono dopo un reclamo mi sembra una cosa abbastanza ovvia: i gestori ritengono sensato impedire l'accesso alle persone scalze e per evitare ulteriori polemiche e reclami provvedono ad aggiornare gli avvisi dei divieti in vigore in quel punto vendita.
Purtroppo per tanti tra i "portatori di scarpe" la vista di uno scalzo induce sensazioni di sporcizia e sciatteria, figuriamoci ora in tempi di Covid-19! E i gestori chiaramente tendono a pararsi di più.

Da sabato sarò in vacanza in Toscana, probabilmente farò spesso la spesa alla Coop di Cecina, vediamo come andrà da quelle parti!
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Messaggio  cyberteam il Lun Ago 03 2020, 12:00

Stavo per aprire un post specifico sul medesimo argomento, poi ho visto questo e mi ci aggancio.

Ma col Covid19 è cambiato qualcosa ?

Premetto che vado in giro scalzo in negozi ormai da diversi anni, ed in generale non mi sono capitati particolari inconvenienti.
Ma nell'arco delle ultime due settimane sono andato incontro ad un paio di episodi un poco spiacevoli, e nel confronto con la storia pregressa questo è statisticamente anomalo:

1) Due settimane fà al Carrefur vicino casa mia, un tizio della vigilanza mi ha avvicinato dicendomi che era sconveniente che stessi scalzo in negozio, insomma, "non si fà" , "non è normale andare in un negozio scalzo", "la prossima volta porti delle calzature". Gli ho risposto che la legge prevede il contrario.
Poi il tizio deve aver avvisato il cassiere, fatto sta che quando sono andato a pagare mi è stata ripetuta la medesima storiella anche da lui.
Ho preferito evitare risposte polemiche (c'era presente anche mia moglie ... meglio tagliare corto).
Debbo dire che essendo un negozio in zona era abbastanza raro che ci andassi scalzo, ed accadeva solo nel periodo di Luglio/Agosto.
Ma con questa sparata che hanno fatto ora hanno vinto la presenza del cliente scalzo almeno fino ad Ottobre ........    

2) Due giorni fa , Autogrill sulla RM-FI vicino a Roma, entro per prendere qualcosa, mentre osservo una vetrina mi si avvicina un inserviente che in un inglese approssimato (evidentemente per il cretino acefalo era inconcepibile che un italiano stesse in giro scalzo) mi fa "Mister .... shoes .... you understand ? ..." e poi al mio sguardo sorpreso ha commutato in italiano  " ... non siamo allo stabilimento balneare ....".
Lì per lì talmente sorpreso sono rimasto senza parole (non sono uno con la battuta rapida) e mentre si allontanava gli ho gridato "Guardi, per fortuna in questo paese ci sono ancora leggi che tutelano i cittadini".
Me lo ritrovo poi alla cassa e gli chiedo di chiamare il suo responsabile perché debbo esprimere una lamentela per il trattamento subito.
Aspetto 5 minuti e poi parlo con il responsabile, che mi tira giù il solito pippone del vetro rotto con cui mi sarei potuto ferire e "e poi sa, anche l'immagine verso gli altri clienti ..."
Al che gli ho risposto di consultare le leggi in proposito, e che loro non possono questionare sull'abbigliamento dei clienti (almeno entro i limiti della pubblica decenza) e che l'unico obbligo che possono imporre è quello della mascherina.
Me ne sono andato abbastanza storto.

Adesso mi chiedo, è un caso che episodi come questi fioriscano in questo periodo ?
Che forse il Covid abbia fatto sentire taluni in diritto di questionare (a sproposito) sui comportamenti degli altri ?

P.S.: alla COOP incriminata ci si potrebbe andare di proposito, una volta entrati e vogliono cacciarti non possono farlo con la forza (sarebbe aggressione), chiamassero loro i Carabinieri così si sistemano direttamente con le loro mani ....
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Messaggio  cyberteam il Lun Ago 03 2020, 12:12

young_barefooter ha scritto:
Purtroppo per tanti tra i "portatori di scarpe" la vista di uno scalzo induce sensazioni di sporcizia e sciatteria, figuriamoci ora in tempi di Covid-19! E i gestori chiaramente tendono a pararsi di più.

Bene, le medesime sensazioni io le provo quando vedo piecing assurdi o tatuaggi che ricoprono interi quarti del corpo.
Anche altre cose non sopporto, non sto ad elencarle.
Tutte queste cose me le tengo per me, e le ignoro.
Mai sognerei che un negoziante debba conformarsi alle mie peculiarità mentali.
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Messaggio  young_barefooter il Lun Ago 03 2020, 16:34

cyberteam ha scritto:Stavo per aprire un post specifico sul medesimo argomento, poi ho visto questo e mi ci aggancio.
Ma col Covid19 è cambiato qualcosa ?

Dal punto di vista legale a parte mascherina, rispetto delle distanze e igiene delle mani non mi pare sussista alcun obbligo di indossare calzature.
Dal punto di vista pratico il maggiore controllo esercitato dai gestori delle attività commerciali nei confronti della clientela comporta maggiori probabilità che qualcuno noti la presenza di eventuali clienti scalzi, con conseguente rischio di andare incontro a problemi vari e polemiche.
La "scalzofobia" di certi negozi e gestori degli stessi è sempre esistita, date le circostanze ora come ora rischia solamente di emergere più spesso e in modo più diffuso rispetto al periodo pre-Covid19.

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Messaggio  Grand Choeur il Lun Ago 03 2020, 16:37

Sono stato poco fa alla COOP centrale, qui a Piombino. Nessun cartello all'ingresso, se non quelli che obbligano alla distanza e alla mascherina. La guardia (non sembrava una vera e propria guardia, ma aveva una specie di maglietta-uniforme) era intenta a cazzeggiare col telefono insieme ad un'altra signora. Mi disinfetto le mani dal dispencer proprio di fronte a loro senza che mi considerassero. Scendo al reparto alimentari, prendo quello che devo prendere e nessuno del personale mi dice niente. Fra l'altro, tre dipendenti sono miei amici: uno era in servizio e l'ho salutato. Alla cassa, siparietto comico: un signore che conosco mi fa passare avanti perché ho solo poche cose, cosa alla quale ricambio con una riverenza. La cassiera, divertita, dice che nemmeno a loro donne lo fanno più. Dopo pagato, vengo a mia volta ricambiato con una riverenza. Very Happy
Poi risalgo, la guardia è intenta alla medesima attività, acquisto della cancelleria, pago ed esco. Nessun problema.
Penso che se qualcuno di noi arrivasse a dover chiamare i CC, si scoprirebbe che fantomatici cartelli e/o divieti sono del tutto illegali, con le conseguenze del caso.

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Messaggio  Grand Choeur il Lun Ago 03 2020, 16:38

young_barefooter ha scritto:
Da sabato sarò in vacanza in Toscana, probabilmente farò spesso la spesa alla Coop di Cecina, vediamo come andrà da quelle parti!

Se ce la fate, fate una capata a Piombino, che ci vediamo!

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Messaggio  young_barefooter il Lun Ago 03 2020, 16:44

cyberteam ha scritto:
Bene, le medesime sensazioni io le provo quando vedo piecing assurdi o tatuaggi che ricoprono interi quarti del corpo.
Anche altre cose non sopporto, non sto ad elencarle.
Tutte queste cose me le tengo per me, e le ignoro.
Mai sognerei che un negoziante debba conformarsi alle mie peculiarità mentali.

Anch'io la penso come te riguardo piercing, tatuaggi o particolari modi di vestire.
MA purtroppo piercing e tatuaggi sono di moda, i piedi scalzi no.
A parte il rischio di vetri rotti (mai visti) e dita schiacciate dai carrelli (mai capitato, peraltro un paio di infradito non cambierebbe molto le cose) in un supermercato che rispetta le comuni norme igieniche e di prevenzione/sicurezza dubito che esistano rischi reali. A mio modesto parere quelle sono motivazioni "di facciata", per il resto le origini dei divieti sono legate ai consueti stereotipi e opinioni comuni riguardo i piedi nudi e al cosiddetto "decoro".
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Messaggio  young_barefooter il Lun Ago 03 2020, 16:54

Grand Choeur ha scritto:
Se ce la fate, fate una capata a Piombino, che ci vediamo!

Inserito apposito post qui: https://natiscalzi.forumattivo.com/t3368-scalzeggiando-in-toscana#36731
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Messaggio  cyberteam il Mar Ago 04 2020, 07:15

young_barefooter ha scritto:
A parte il rischio di vetri rotti (mai visti) e dita schiacciate dai carrelli (mai capitato, peraltro un paio di infradito non cambierebbe molto le cose) in un supermercato che rispetta le comuni norme igieniche e di prevenzione/sicurezza dubito che esistano rischi reali.

Una persona ipovedente che visitasse il supermercato sarebbe ben più esposta a pericoli di quanti ne rischia una persona scalza.
Potrebbe urtare in un espositore, far cadere delle bottiglie per terra, ferirsi con un carrello.
E qualcuno che ha problemi di mobilità ? Certo se cade qualcosa da uno scaffale non può scansarsi con la medesima destrezza di altri.
Ed a quel punto, con l'assicurazione come si metterebbe ?
Ma mai e poi mai (o almeno spero, in quanto la mamma degli idioti è sempre incinta ....) un gestore di un supermarket si sognerebbe di dire ad una persona ipovedente o con problemi di mobilità che non è raccomandabile andare nel suo negozio.
Si presuppone che ciascuno sia conscio della propria ed altrui condizione ed in grado di gestirsi autonomamente.

Penso che la prossima volta basti far notare questa incongruenza, se mettono un cartello "vietato agli scalzi" debbono metterlo anche "vietato a chi ha difficoltà fisiche".

E comunque , dato che il cartello "vietato agli scalzi" è incostituzionale e fuorilegge (almeno in Italia, in Australia forse la faccenda è diversa) per me non deve essere rispettato.
Se i gestori del market pensano di esser dalla parte del giusto allora che siano loro a chiamare i Carabinieri per allontanarti (ovviamente devi rimanere di una serenità olimpica, se inizi a far casino e sbraitare daresti loro una motivazione per giustificare un tuo allontanamento).
Se sono così fessi allora si che ne vedremmo delle belle Twisted Evil Twisted Evil Twisted Evil Twisted Evil
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Messaggio  Grand Choeur il Mar Ago 04 2020, 16:55

cyberteam ha scritto:[...]Ma con questa sparata che hanno fatto ora hanno vinto la presenza del cliente scalzo almeno fino ad Ottobre ......

Tienici informai sull'evolversi della situazione.
Sono curioso.

Aggiungo il rimando alle FAQ del vecchio sito.
Al punto 9 viene spiegato bene il da farsi e anche la differenza fra denuncia ed esposto.

http://www.natiscalzi.it/faq.html

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Messaggio  Arky il Mar Ago 04 2020, 22:52

Grand Choeur ha scritto:

Aggiungo il rimando alle FAQ del vecchio sito.
Al punto 9 viene spiegato bene il da farsi e anche la differenza fra denuncia ed esposto.

http://www.natiscalzi.it/faq.html


Io il punto 9 lo prenderei con le pinze.
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Messaggio  Arky il Mar Ago 04 2020, 23:30

cyberteam ha scritto:

Una persona ipovedente che visitasse il supermercato sarebbe ben più esposta a pericoli di quanti ne rischia una persona scalza.
Potrebbe urtare in un espositore, far cadere delle bottiglie per terra, ferirsi con un carrello.
E qualcuno che ha problemi di mobilità ? Certo se cade qualcosa da uno scaffale non può scansarsi con la medesima destrezza di altri.
Ed a quel punto, con l'assicurazione come si metterebbe ?
Ma mai e poi mai (o almeno spero, in quanto la mamma degli idioti è sempre incinta ....) un gestore di un supermarket si sognerebbe di dire ad una persona ipovedente o con problemi di mobilità che non è raccomandabile andare nel suo negozio.
Si presuppone che ciascuno sia conscio della propria ed altrui condizione ed in grado di gestirsi autonomamente.

Penso che la prossima volta basti far notare questa incongruenza, se mettono un cartello "vietato agli scalzi" debbono metterlo anche "vietato a chi ha difficoltà fisiche".

E comunque , dato che il cartello "vietato agli scalzi" è incostituzionale e fuorilegge (almeno in Italia, in Australia forse la faccenda è diversa) per me non deve essere rispettato.

Partiamo da un presupposto, anzi due.
Il primo è che è inutile che ce la meniamo e ci raccontiamo tante storie, uno scalzo fa sempre "strano". E come tale viene, a volte, trattato in maniera "poco ortodossa".
Il secondo è che a tutti rompe le palle l'essere privati di una sacrosanta libertà, e quindi siamo più propensi a prendercela con chi questa libertà ce la nega, formulando a volte delle teorie che dire che sono campate per aria è un eufemismo (leggasi che, a mio avviso, l'art. 9 di cui sopra dovrebbe essere tolto dal sito).
Esistono n motivi per cui un esercente potrebbe vietare l'ingresso (permanente o temporaneo) ad uno scalzo, tralasciando quelli più filosofici come decoro e decenza.
Per non dare aiutini da casa vari al possibile censore di turno, e non darci quindi la classica martellata sulle palle da soli, non scriverò pubblicamente nulla. Ma vi assicuro, da tecnico, che basterebbe una banalissima questione a proibirci l'entrata. Se qualcuno fosse interessato se ne può discutere privatamente, non ho problemi.
Detto questo, amo il brivido, e quando voglio, entro negli esercizi pubblici scalzo. Così come levo la chiavetta usb senza aver fatto prima la rimozione sicura Very Happy

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Messaggio  Admin il Mer Ago 05 2020, 09:25

Arky ha scritto:
Grand Choeur ha scritto:

Aggiungo il rimando alle FAQ del vecchio sito.
Al punto 9 viene spiegato bene il da farsi e anche la differenza fra denuncia ed esposto.

http://www.natiscalzi.it/faq.html


Io il punto 9 lo prenderei con le pinze.

Sarà il caso di precisare che quanto si legge nelle FAQ è il parere personale di un vecchio Socio che fu incaricato di raccogliere tutti i dati di cui si disponeva e, integrandoli con le sue personali esperienze, di pubblicare il tutto nelle FAQ in modo organico.
Il Socio in questione non è un legale e sappiamo bene che qualunque legge, grida o DPCM ... sono in qualche modo discutibili nelle apposite sedi.
Tutto quanto è contenuto in questa FAQ resta quanto di più esaustivo noi abbiamo mai potuto pubblicare; sarebbe ottima cosa se qualcuno di noi del mestiere, integrasse o correggesse le affermazioni che lì vengono esposte.

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Messaggio  cyberteam il Mer Ago 05 2020, 15:26

Arky ha scritto:Ma vi assicuro, da tecnico, che basterebbe una banalissima questione a proibirci l'entrata. Se qualcuno fosse interessato se ne può discutere privatamente, non ho problemi.

Mi interesserebbe questo approfondimento, come discuterne ? Messenger ?
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Messaggio  Appleseed il Mer Ago 05 2020, 15:42

La precisazione del nostro ADMIN mi pare molto opportuna.
Il sito tiene in materia una posizione un po' più sobria e sfumata: https://www.nati-scalzi.org/non-e-vietato-.html.
E' vero che in Italia un negozio in quanto pubblico esercizio non può stabilire un suo "dress code" (come potrebbe legalmente fare invece in altri paesi come gli USA).
Vero però che non tutti i locali aperti al pubblico sono anche pubblici esercizi. E che, sopratutto, il più volte citato articolo di legge dice che "gli esercenti non possono senza un legittimo motivo, rifiutare le prestazioni del proprio esercizio a chiunque le domandi e ne corrisponda il prezzo".  Spesso vengono addotti motivi di sicurezza.per impedire l'accesso agli scalzi che sarebbero di per sè legittimi se non fossero quasi sempre pretestuosi... Insomma come sempre in Italia materia per legali. Se esistesse un legale barefooter o simpatizzante disposto a dedicare il suo tempo senza fini di lucro a questo tema (e all'altro, per me più serio, dei divieti introdotti da alcuni comuni di camminare scalzi per motivi di decoro) sarebbe benemerito. 
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Messaggio  Grand Choeur il Mer Ago 05 2020, 16:19

Ma Ares? E' vero che ha mollato tutto, ma non sarebbe disposto perlomeno ad affrontare a livello professionale la questione "pro bono"? Perlomeno per averlo come riferimento per pareri legali.
Qualcuno ha ancora i suoi contatti?

A proposito di lui, nell'episodio in cui gli fu minacciato l'intervento dei CC era sicurissimo di essere nella ragione, quindi implicitamente l'essere scalzi per lui non rientrava nei "legittimi motivi" e non credo perché fosse di parte.
Rei, nella sua spiegazione del famoso art. 187, diceva che non rientrava nei legittimi motivi "secondo la giurisprudenza attuale" e lui si era consultato con un amico avvocato, a suo dire, di quelli più bravi.
E il più volte citato episodio di Laurentius, in cui i CC stessi hanno dato ragione a lui, distruggendo tutte le obiezioni della guardia, penso che voglia dire qualcosa.


Ultima modifica di Grand Choeur il Mer Ago 05 2020, 17:59, modificato 1 volta

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Messaggio  cyberteam il Mer Ago 05 2020, 16:37

Appleseed ha scritto:Spesso vengono addotti motivi di sicurezza.per impedire l'accesso agli scalzi che sarebbero di per sè legittimi se non fossero quasi sempre pretestuosi...

Legittimi in caso di una proprietà privata. Io in casa mia sono liberissimo di tenere il pavimento pieno di chiodi, cocci di vetro e fili della corrente scoperti.
Non credo un negozio possa fare altrettanto, tantomeno giustificare un diniego ammettendo di non essere in regola con le norme di sicurezza.
Da quanto ricordo il punto è questo, un negozio/ristorante DEVE presentare un livello di rispondenza alle norme sufficiente al non richiedere l'uso, da parte dei clienti, di dispositivi di protezione individuale.
Altrimenti è un cantiere o comunque una cosa diversa da un negozio/ristorante.

Ad esempio, andando in un parco divertimenti diverse volte mi è stato chiesto di indossare le infradito sulle attrazioni.
Viene giustificato con la motivazione che ci sono macchinari in movimento, scarsa illuminazione, necessità di evacuazione in caso di malfunzionamenti, etc. etc.
Forse in punta di diritto sarà questionabile, ma non lo trovo così strano.
D'altronde l'accesso a diverse attrazioni è interdetto anche a persone che non siano in buona condizione fisica, quindi qualche regolamentazione in più rispetto al negozio/ristorante (dove possono entrare tutti, da Superman al centenario sordo-cieco) sussiste.
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Messaggio  Admin il Gio Ago 06 2020, 09:20

DOVE POSSONO IMPEDIRCI DI ENTRARE SCALZI

Il discorso su questo argomento è sempre interessante e non se n'è mai venuti a capo, per tanti motivi. Cerco un po' di fare luce.


Appleseed ha scritto:
Il sito tiene in materia una posizione un po' più sobria e sfumata: https://www.nati-scalzi.org/non-e-vietato-.html.
E' vero che in Italia un negozio in quanto pubblico esercizio non può stabilire un suo "dress code" (come potrebbe legalmente fare invece in altri paesi come gli USA).
Vero però che non tutti i locali aperti al pubblico sono anche pubblici esercizi. E che, sopratutto, il più volte citato articolo di legge dice che "gli esercenti non possono senza un legittimo motivo, rifiutare le prestazioni del proprio esercizio a chiunque le domandi e ne corrisponda il prezzo".  Spesso vengono addotti motivi di sicurezza.per impedire l'accesso agli scalzi che sarebbero di per sè legittimi se non fossero quasi sempre pretestuosi... Insomma come sempre in Italia materia per legali. Se esistesse un legale barefooter o simpatizzante disposto a dedicare il suo tempo senza fini di lucro a questo tema (e all'altro, per me più serio, dei divieti introdotti da alcuni comuni di camminare scalzi per motivi di decoro) sarebbe benemerito.

Abbiamo discusso e pensavamo di aver raggiunto ragionevoli certezze ma qualcuno che ne sa più di noi ci fa notare che in realtà le cose non sono proprio così.
Avere un legale - meglio un Socio - che si offrisse professionalmente e gratuitamente di risolvere il problema, sarebbe cosa ottima ma, personalmente non ho mai ritenuto di fare una simile richiesta a chi ho avuto modo di conoscere.

Grand Choeur ha scritto:Ma Ares? E' vero che ha mollato tutto, ma non sarebbe disposto perlomeno ad affrontare a livello professionale la questione "pro bono"? Perlomeno per averlo come riferimento per pareri legali.

Ares era un amico molto deciso ed un valido professionista ma è stato messo in condizioni di rinunciare alla nostra Associazione perchè la sua professione ne avrebbe potuto risentire. Lo ha fatto e, credetemi, non era affatto contento. Dopodiché, chiedere proprio a lui di dare un parere o addirittura una prestazione professionale, mi parrebbe un'operazione piuttosto complicata.
cyberteam ha scritto:
Appleseed ha scritto:Spesso vengono addotti motivi di sicurezza.per impedire l'accesso agli scalzi che sarebbero di per sè legittimi se non fossero quasi sempre pretestuosi...

Legittimi in caso di una proprietà privata. Io in casa mia sono liberissimo di tenere il pavimento pieno di chiodi, cocci di vetro e fili della corrente scoperti.
Non credo un negozio possa fare altrettanto, tantomeno giustificare un diniego ammettendo di non essere in regola con le norme di sicurezza.
Da quanto ricordo il punto è questo, un negozio/ristorante DEVE presentare un livello di rispondenza alle norme sufficiente al non richiedere l'uso, da parte dei clienti, di dispositivi di protezione individuale.
Altrimenti è un cantiere o comunque una cosa diversa da un negozio/ristorante.

Ad esempio, andando in un parco divertimenti diverse volte mi è stato chiesto di indossare le infradito sulle attrazioni.
Viene giustificato con la motivazione che ci sono macchinari in movimento, scarsa illuminazione, necessità di evacuazione in caso di malfunzionamenti, etc. etc.
Forse in punta di diritto sarà questionabile, ma non lo trovo così strano.
D'altronde l'accesso a diverse attrazioni è interdetto anche a persone che non siano in buona condizione fisica, quindi qualche regolamentazione in più rispetto al negozio/ristorante (dove possono entrare tutti, da Superman al centenario sordo-cieco) sussiste.

Ci sono divieti assurdi e divieti illegittimi, che - se si ragiona a mente fredda - potrebbero anche essere condivisi. Il confine fra questi due versanti lo stabiliamo noi a seconda che, a torto o a ragione vogliamo difendere i nostri diritti costituzionali o non vogliamo trascorrere il nostro tempo immersi anche in una bega di questo genere che nessuno ha mai risolto finora e, temo, non verrà mai risolta.
E con ciò, continuiamo a discuterne perchè ogni chiarimento è utile a chi legge da tanto e sopratutto a chi si è avvicinato di recente.

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Messaggio  cyberteam il Ven Ago 07 2020, 10:56

Grand Choeur ha scritto:
Tienici informai sull'evolversi della situazione.
Sono curioso.

Dall'episodio riportato ad oggi sono andato in quel supermercato almeno altre 3 volte, nessuno mi ha più detto niente.

Invece ieri entrando in un altro centro commerciale c'era l'addetto alla misurazione della temperatura col termometro a pistola.
Mi squadra e rimane bloccato a fissarmi i piedi.
Dopo un paio di secondi di imbarazzante silenzio gli dico, indicando la fronte :
"Il termometro deve puntarlo quì."

Lui, mentre mi misura la temperatura mi dice "Si, ma ..... lei ..... è scalzo .....".
Risposta mia :"Si , sto comodo così", ed entro.
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